City Flows 2026: la mobilità si misura dalla disabilità


21 Settembre 2026|15 Minuti

L’80% delle persone con disabilità non usa mai il trasporto pubblico, il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento: presentato a Matera il Mobility Index, il nuovo strumento di Nomisma per Fondazione Unipolis che misura rischio, sicurezza e accessibilità dei territori

A Matera la disabilità diventa la lente attraverso cui misurare la qualità della mobilità italiana. È questo il filo conduttore della quarta edizione di City Flows, l’evento internazionale nel calendario della Settimana europea della mobilità promosso da Fondazione Unipolis, l’European Transport Safety Council, i CRU Unipol e con il patrocinio – tra gli altri – del Ministro per le Disabilità, che si è svolto oggi a Casa Cava, dedicato al rapporto tra disabilità, mobilità, sicurezza stradale e progettazione urbana. La giornata ha affrontato il tema lungo tre prospettive tra loro connesse: la prevenzione dei rischi, le conseguenze che barriere ed eventi stradali hanno sull’autonomia delle persone e l’accesso ai diritti e alle opportunità che una mobilità sicura e accessibile può garantire.

L’accessibilità non è soltanto una questione infrastrutturale: è una condizione essenziale per accedere al lavoro, studiare, usufruire dei servizi, partecipare alla vita sociale e mantenere autonomia e indipendenza.

All’apertura dei lavori di Paola D’Antonio, Prorettrice di Ateneo all’inclusione, le disabilità e i DSA dell’Università degli Studi della Basilicata, è seguita la presentazione della ricerca Nomisma “La mobilità che genera autonomia” a cura di Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS. Tra i keynote internazionali sono intervenuti Salvador Rueda, urbanista e fondatore dell’Agència d’Ecologia Urbana de Barcelona, Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council, e Magda Mostafa, architetta e docente presso l’American University in Cairo, tra le maggiori esperte mondiali di progettazione inclusiva. La Data & Evidence Session ha visto i contributi di Maria Valeria Mininni (Università degli Studi della Basilicata), Giordana Castelli (CNR), Andréia Lopes Azevedo (POLIS Network) e Vito Parisi (ANCI). Alle due tavole rotonde della mattina, dedicate rispettivamente alla progettazione della mobilità e alla costruzione dell’autonomia, hanno preso parte, tra gli altri, Vincenzo Falabella, Presidente FISH, Claudio Puppo, Presidente A.N.G.L.A.T., Valentina Tomirotti, giornalista e accessibility advocate, ed Enrique Lorca, Presidente della European Driving Schools Association. I lavori della mattina si sono chiusi con l’intervento di Francesca Sbianchi, Presidente del Forum Italiano sulla Disabilità e rappresentante dell’European Disability Forum.

La ricerca Nomisma per Unipolis

Nel corso dell’evento è stata presentata in anteprima una ricerca inedita firmata Nomisma per Unipolis, che restituisce un quadro aggiornato della mobilità italiana. I dati raccontano un Paese tornato a muoversi come prima della pandemia, ma con abitudini diverse: nel primo semestre 2025 il tasso di mobilità ha raggiunto l’81,1%, gli spostamenti quotidiani sono aumentati mentre si è ridotta la distanza media percorsa, scesa a 9,2 km. Una mobilità sempre più urbana e di prossimità, che rende ancora più decisivo il ruolo del trasporto pubblico locale.

Su questo fronte, però, la ricerca evidenzia un sistema ancora disomogeneo: il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, con un divario territoriale che nel 2025 va dal 53% della Campania al 18% del Trentino. Il divario si accentua per le persone con disabilità: l’80% non utilizza mai il trasporto pubblico, mentre tra chi lo utilizza in modo non regolare, il 26% non lo fa per ragioni di sicurezza, difficoltà di accesso o carenza del servizio. Dove le alternative mancano, cresce la dipendenza dal mezzo privato, con un effetto a catena su congestione e incidentalità. Sommando spese sanitarie, assicurative e amministrative alla perdita di capitale umano, il costo dell’incidentalità stradale sale per il Paese a circa 18 miliardi di euro l’anno.

Per misurare questi fenomeni in modo comparabile tra i territori, Nomisma ha sviluppato il Mobility Index, ovvero una serie di indicatori compositi proprietari, costruiti integrando indicatori elementari standardizzati e ponderati in una misura sintetica delle performance territoriali su rischio, sicurezza e accessibilità. Applicati ai 119 capoluoghi di provincia italiani, i tre indici restituiscono una fotografia nazionale: l’Esposizione al Rischio di Incidente, che misura la vulnerabilità del territorio rispetto a traffico, parco veicolare, connettività e TPL, si attesta a 53,2 (valore 0-100 al crescere dell’esposizione al rischio); la Gravità degli Incidenti Stradali, che sintetizza frequenza e letalità dei sinistri, a 44,8 (valore 0-100 al crescere della gravità); l’Accessibilità e Inclusività del TPL, che misura la capacità della rete di garantire una mobilità capillare e accessibile, a 59,6 (valore 0-100 al crescere dell’accessibilità e inclusività).

Per la prima volta, su Matera, Trento, Perugia e Siracusa, le quattro città del ciclo City Flows, questi indicatori sono stati affiancati da un quarto indice sullo Stile di Guida, costruito sempre da Nomisma ma sulla base dei dati di UnipolTech sui dati telematici delle vetture assicurate con Unipol, in base a frequenza di frenate, accelerazioni brusche e velocità di guida (valore 0-100 al crescere della frequenza di comportamenti di guida a rischio). Rispetto alla media nazionale il confronto tra le quattro città restituisce profili molto diversi.

Trento si conferma la città con le migliori performance complessive: l’Esposizione al Rischio si ferma a 51,2 (20° su 119 capoluoghi), la Gravità degli Incidenti a 38,0 (45°) e l’Accessibilità del TPL sale a 93,2 (13°), tra i valori più alti in Italia; anche lo Stile di Guida, pari a 43,6, è il secondo migliore tra le quattro città.

Siracusa ottiene il miglior punteggio nello Stile di Guida, pari a 31,2, ma sconta una maggiore Esposizione al Rischio, che sale a 55,1 (56°). La Gravità degli Incidenti si attesta a 42,6 (77°) e l’Accessibilità del TPL a 75,1 (90°).

Perugia presenta l’Esposizione al Rischio più bassa tra le quattro città, pari a 50,3 (13°), e un’Accessibilità del TPL di 81,7 (57°), sopra la media nazionale; registra tuttavia la Gravità degli Incidenti più alta, pari a 48,6 (95°), e insieme a Matera le maggiori criticità nello Stile di Guida, pari a 63,2.

Matera si colloca su un’Esposizione al Rischio di 54,4 (46°) e una Gravità degli Incidenti di 43,7 (81°), entrambe vicine alla media nazionale, mentre l’Accessibilità del TPL, pari a 69,0 (108°), è la più bassa tra le quattro città. Anche lo Stile di Guida, pari a 62,3, si conferma tra i punti di maggiore attenzione, in linea con Perugia.

Sempre grazie ai dati UnipolTech, la ricerca propone infine due mappature inedite del territorio di Matera, utili a individuare possibili priorità di intervento. La prima incrocia la copertura delle linee del trasporto pubblico locale con la geolocalizzazione degli incidenti stradali, evidenziando come le aree in cui la minore presenza del TPL e una maggiore concentrazione di sinistri si sovrappongano. La seconda incrocia gli incidenti con gli eventi harsh, ossia le frenate e accelerazioni brusche registrate dai dispositivi telematici, che risultano concentrati soprattutto negli snodi e nelle arterie semicentrali caratterizzati da elevati flussi di traffico.

Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council, ha riportato il tema della sicurezza stradale nel quadro europeo. Nel 2025 sono morte sulle strade dell’Unione europea 19.492 persone, mentre nel 2023 i feriti gravi, secondo la classificazione MAIS3+ adottata a livello comunitario, sono stati circa 100.000. Avenoso ha ricordato come le conseguenze di un incidente stradale possano protrarsi ben oltre il momento dell’impatto generando disabilità permanenti, perdita di autonomia, oneri economici e legali, la necessità di adattare casa e veicolo e un impatto duraturo sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Tra le raccomandazioni dell’European Transport Safety Council rivolte ai decisori pubblici troviamo la riduzione del limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali e nei centri urbani e lo sviluppo di infrastrutture più sicure, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada.

«A Matera abbiamo affrontato, insieme ai numerosi partner che hanno accettato la nostra sfida, un aspetto alla base della nostra visione della strada come bene comune: l’accessibilità. L’abbiamo fatto coniugando dati, saperi ed esperienze e ci auguriamo di aver innescato un processo di riflessione che porti a politiche di mobilità premianti la sicurezza per tutte e tutti, a partire proprio da una città complessa come questa.» — Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS

«Una mobilità davvero accessibile richiede di conoscere i rischi che possono limitarla e di intervenire, ciascuno nel proprio ruolo, per prevenirli e ridurne le conseguenze. Su questo terreno Unipol può mettere a disposizione competenze assicurative, tecnologie, dati e servizi. L’evoluzione della mobilità sta ampliando anche i bisogni di protezione, che riguardano sempre più non solo il veicolo, ma le persone e i diversi modi in cui si spostano. Il patrimonio informativo generato dalla nostra attività può inoltre contribuire, nel confronto con istituzioni, università e operatori, a comprendere meglio i rischi e a orientare interventi per una mobilità più sicura, inclusiva e accessibile.» — Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility, Attività regolamentari e operatività Infragruppo di Unipol Assicurazioni

«Il diritto alla mobilità viene troppo spesso limitato dalle condizioni fisiche e non solo dei contesti urbani. Finalmente Matera si sta dotando di uno strumento fondamentale – il PEBA – che guardi a soluzioni tecniche e progettuali, ma anche culturali e di metodo, a partire dagli uffici comunali direttamente coinvolti nelle trasformazioni della città. Occasioni di confronto, come questa, arricchiscono di contenuti e di stimoli una città dove siano ben consapevoli di aver tanto da fare, su una strada che abbiamo finalmente iniziato a percorrere» — Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera

«Ogni anno, migliaia di persone sopravvissute a incidenti stradali entrano a far parte della comunità delle persone che vivono con una disabilità permanente e, così facendo, si trovano ad affrontare un sistema di mobilità che spesso non è stato progettato per loro. Quando il trasporto pubblico è carente o inaccessibile, aumenta la dipendenza dalle automobili private e, con essa, anche il rischio. Se prendiamo sul serio l’obiettivo di una mobilità sicura e inclusiva, dobbiamo partire dalle strade stesse: ridurre le velocità nei nostri centri abitati e nelle nostre città e progettare infrastrutture pensando prima di tutto agli utenti della strada più vulnerabili, non per ultimi.» — Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council

Il pomeriggio è proseguito a Casa Cava con due sessioni di lavoro parallele. Il City Lab, curato dall’Università degli Studi della Basilicata, ha messo a confronto istituzioni, tecnici e associazioni del territorio per individuare le principali barriere alla mobilità di Matera e una prima agenda locale per l’autonomia negli spostamenti. L’Action Lab, curato da Fondazione Mobilità in Città, ha invece lavorato con amministratori locali ed esperti di governance – arrivati da diverse città italiane grazie alla collaborazione con ANCI – sugli strumenti normativi, amministrativi e di uso dei dati capaci di rendere le città italiane più accessibili in modo strutturale, elaborando un primo insieme di raccomandazioni rivolto ai decisori pubblici.

Guarda su YouTube la registrazione dell’evento


City Flows 2026: la mobilità si misura dalla disabilità


CRU unipol|21 Settembre 2026|15 Minuti

L’80% delle persone con disabilità non usa mai il trasporto pubblico, il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento: presentato a Matera il Mobility Index, il nuovo strumento di Nomisma per Fondazione Unipolis che misura rischio, sicurezza e accessibilità dei territori

A Matera la disabilità diventa la lente attraverso cui misurare la qualità della mobilità italiana. È questo il filo conduttore della quarta edizione di City Flows, l’evento internazionale nel calendario della Settimana europea della mobilità promosso da Fondazione Unipolis, l’European Transport Safety Council, i CRU Unipol e con il patrocinio – tra gli altri – del Ministro per le Disabilità, che si è svolto oggi a Casa Cava, dedicato al rapporto tra disabilità, mobilità, sicurezza stradale e progettazione urbana. La giornata ha affrontato il tema lungo tre prospettive tra loro connesse: la prevenzione dei rischi, le conseguenze che barriere ed eventi stradali hanno sull’autonomia delle persone e l’accesso ai diritti e alle opportunità che una mobilità sicura e accessibile può garantire.

L’accessibilità non è soltanto una questione infrastrutturale: è una condizione essenziale per accedere al lavoro, studiare, usufruire dei servizi, partecipare alla vita sociale e mantenere autonomia e indipendenza.

All’apertura dei lavori di Paola D’Antonio, Prorettrice di Ateneo all’inclusione, le disabilità e i DSA dell’Università degli Studi della Basilicata, è seguita la presentazione della ricerca Nomisma “La mobilità che genera autonomia” a cura di Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS. Tra i keynote internazionali sono intervenuti Salvador Rueda, urbanista e fondatore dell’Agència d’Ecologia Urbana de Barcelona, Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council, e Magda Mostafa, architetta e docente presso l’American University in Cairo, tra le maggiori esperte mondiali di progettazione inclusiva. La Data & Evidence Session ha visto i contributi di Maria Valeria Mininni (Università degli Studi della Basilicata), Giordana Castelli (CNR), Andréia Lopes Azevedo (POLIS Network) e Vito Parisi (ANCI). Alle due tavole rotonde della mattina, dedicate rispettivamente alla progettazione della mobilità e alla costruzione dell’autonomia, hanno preso parte, tra gli altri, Vincenzo Falabella, Presidente FISH, Claudio Puppo, Presidente A.N.G.L.A.T., Valentina Tomirotti, giornalista e accessibility advocate, ed Enrique Lorca, Presidente della European Driving Schools Association. I lavori della mattina si sono chiusi con l’intervento di Francesca Sbianchi, Presidente del Forum Italiano sulla Disabilità e rappresentante dell’European Disability Forum.

La ricerca Nomisma per Unipolis

Nel corso dell’evento è stata presentata in anteprima una ricerca inedita firmata Nomisma per Unipolis, che restituisce un quadro aggiornato della mobilità italiana. I dati raccontano un Paese tornato a muoversi come prima della pandemia, ma con abitudini diverse: nel primo semestre 2025 il tasso di mobilità ha raggiunto l’81,1%, gli spostamenti quotidiani sono aumentati mentre si è ridotta la distanza media percorsa, scesa a 9,2 km. Una mobilità sempre più urbana e di prossimità, che rende ancora più decisivo il ruolo del trasporto pubblico locale.

Su questo fronte, però, la ricerca evidenzia un sistema ancora disomogeneo: il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, con un divario territoriale che nel 2025 va dal 53% della Campania al 18% del Trentino. Il divario si accentua per le persone con disabilità: l’80% non utilizza mai il trasporto pubblico, mentre tra chi lo utilizza in modo non regolare, il 26% non lo fa per ragioni di sicurezza, difficoltà di accesso o carenza del servizio. Dove le alternative mancano, cresce la dipendenza dal mezzo privato, con un effetto a catena su congestione e incidentalità. Sommando spese sanitarie, assicurative e amministrative alla perdita di capitale umano, il costo dell’incidentalità stradale sale per il Paese a circa 18 miliardi di euro l’anno.

Per misurare questi fenomeni in modo comparabile tra i territori, Nomisma ha sviluppato il Mobility Index, ovvero una serie di indicatori compositi proprietari, costruiti integrando indicatori elementari standardizzati e ponderati in una misura sintetica delle performance territoriali su rischio, sicurezza e accessibilità. Applicati ai 119 capoluoghi di provincia italiani, i tre indici restituiscono una fotografia nazionale: l’Esposizione al Rischio di Incidente, che misura la vulnerabilità del territorio rispetto a traffico, parco veicolare, connettività e TPL, si attesta a 53,2 (valore 0-100 al crescere dell’esposizione al rischio); la Gravità degli Incidenti Stradali, che sintetizza frequenza e letalità dei sinistri, a 44,8 (valore 0-100 al crescere della gravità); l’Accessibilità e Inclusività del TPL, che misura la capacità della rete di garantire una mobilità capillare e accessibile, a 59,6 (valore 0-100 al crescere dell’accessibilità e inclusività).

Per la prima volta, su Matera, Trento, Perugia e Siracusa, le quattro città del ciclo City Flows, questi indicatori sono stati affiancati da un quarto indice sullo Stile di Guida, costruito sempre da Nomisma ma sulla base dei dati di UnipolTech sui dati telematici delle vetture assicurate con Unipol, in base a frequenza di frenate, accelerazioni brusche e velocità di guida (valore 0-100 al crescere della frequenza di comportamenti di guida a rischio). Rispetto alla media nazionale il confronto tra le quattro città restituisce profili molto diversi.

Trento si conferma la città con le migliori performance complessive: l’Esposizione al Rischio si ferma a 51,2 (20° su 119 capoluoghi), la Gravità degli Incidenti a 38,0 (45°) e l’Accessibilità del TPL sale a 93,2 (13°), tra i valori più alti in Italia; anche lo Stile di Guida, pari a 43,6, è il secondo migliore tra le quattro città.

Siracusa ottiene il miglior punteggio nello Stile di Guida, pari a 31,2, ma sconta una maggiore Esposizione al Rischio, che sale a 55,1 (56°). La Gravità degli Incidenti si attesta a 42,6 (77°) e l’Accessibilità del TPL a 75,1 (90°).

Perugia presenta l’Esposizione al Rischio più bassa tra le quattro città, pari a 50,3 (13°), e un’Accessibilità del TPL di 81,7 (57°), sopra la media nazionale; registra tuttavia la Gravità degli Incidenti più alta, pari a 48,6 (95°), e insieme a Matera le maggiori criticità nello Stile di Guida, pari a 63,2.

Matera si colloca su un’Esposizione al Rischio di 54,4 (46°) e una Gravità degli Incidenti di 43,7 (81°), entrambe vicine alla media nazionale, mentre l’Accessibilità del TPL, pari a 69,0 (108°), è la più bassa tra le quattro città. Anche lo Stile di Guida, pari a 62,3, si conferma tra i punti di maggiore attenzione, in linea con Perugia.

Sempre grazie ai dati UnipolTech, la ricerca propone infine due mappature inedite del territorio di Matera, utili a individuare possibili priorità di intervento. La prima incrocia la copertura delle linee del trasporto pubblico locale con la geolocalizzazione degli incidenti stradali, evidenziando come le aree in cui la minore presenza del TPL e una maggiore concentrazione di sinistri si sovrappongano. La seconda incrocia gli incidenti con gli eventi harsh, ossia le frenate e accelerazioni brusche registrate dai dispositivi telematici, che risultano concentrati soprattutto negli snodi e nelle arterie semicentrali caratterizzati da elevati flussi di traffico.

Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council, ha riportato il tema della sicurezza stradale nel quadro europeo. Nel 2025 sono morte sulle strade dell’Unione europea 19.492 persone, mentre nel 2023 i feriti gravi, secondo la classificazione MAIS3+ adottata a livello comunitario, sono stati circa 100.000. Avenoso ha ricordato come le conseguenze di un incidente stradale possano protrarsi ben oltre il momento dell’impatto generando disabilità permanenti, perdita di autonomia, oneri economici e legali, la necessità di adattare casa e veicolo e un impatto duraturo sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Tra le raccomandazioni dell’European Transport Safety Council rivolte ai decisori pubblici troviamo la riduzione del limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali e nei centri urbani e lo sviluppo di infrastrutture più sicure, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada.

«A Matera abbiamo affrontato, insieme ai numerosi partner che hanno accettato la nostra sfida, un aspetto alla base della nostra visione della strada come bene comune: l’accessibilità. L’abbiamo fatto coniugando dati, saperi ed esperienze e ci auguriamo di aver innescato un processo di riflessione che porti a politiche di mobilità premianti la sicurezza per tutte e tutti, a partire proprio da una città complessa come questa.» — Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS

«Una mobilità davvero accessibile richiede di conoscere i rischi che possono limitarla e di intervenire, ciascuno nel proprio ruolo, per prevenirli e ridurne le conseguenze. Su questo terreno Unipol può mettere a disposizione competenze assicurative, tecnologie, dati e servizi. L’evoluzione della mobilità sta ampliando anche i bisogni di protezione, che riguardano sempre più non solo il veicolo, ma le persone e i diversi modi in cui si spostano. Il patrimonio informativo generato dalla nostra attività può inoltre contribuire, nel confronto con istituzioni, università e operatori, a comprendere meglio i rischi e a orientare interventi per una mobilità più sicura, inclusiva e accessibile.» — Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility, Attività regolamentari e operatività Infragruppo di Unipol Assicurazioni

«Il diritto alla mobilità viene troppo spesso limitato dalle condizioni fisiche e non solo dei contesti urbani. Finalmente Matera si sta dotando di uno strumento fondamentale – il PEBA – che guardi a soluzioni tecniche e progettuali, ma anche culturali e di metodo, a partire dagli uffici comunali direttamente coinvolti nelle trasformazioni della città. Occasioni di confronto, come questa, arricchiscono di contenuti e di stimoli una città dove siano ben consapevoli di aver tanto da fare, su una strada che abbiamo finalmente iniziato a percorrere» — Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera

«Ogni anno, migliaia di persone sopravvissute a incidenti stradali entrano a far parte della comunità delle persone che vivono con una disabilità permanente e, così facendo, si trovano ad affrontare un sistema di mobilità che spesso non è stato progettato per loro. Quando il trasporto pubblico è carente o inaccessibile, aumenta la dipendenza dalle automobili private e, con essa, anche il rischio. Se prendiamo sul serio l’obiettivo di una mobilità sicura e inclusiva, dobbiamo partire dalle strade stesse: ridurre le velocità nei nostri centri abitati e nelle nostre città e progettare infrastrutture pensando prima di tutto agli utenti della strada più vulnerabili, non per ultimi.» — Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell’European Transport Safety Council

Il pomeriggio è proseguito a Casa Cava con due sessioni di lavoro parallele. Il City Lab, curato dall’Università degli Studi della Basilicata, ha messo a confronto istituzioni, tecnici e associazioni del territorio per individuare le principali barriere alla mobilità di Matera e una prima agenda locale per l’autonomia negli spostamenti. L’Action Lab, curato da Fondazione Mobilità in Città, ha invece lavorato con amministratori locali ed esperti di governance – arrivati da diverse città italiane grazie alla collaborazione con ANCI – sugli strumenti normativi, amministrativi e di uso dei dati capaci di rendere le città italiane più accessibili in modo strutturale, elaborando un primo insieme di raccomandazioni rivolto ai decisori pubblici.

Guarda su YouTube la registrazione dell’evento