Cambio alla guida del CRU Veneto: Michele Pellegrini, designato da Legacoop Veneto, è il nuovo presidente
Lo scorso 29 ottobre, a Mestre, è stato nominato il nuovo presidente del Consiglio Regionale Unipol (CRU) del Veneto. La presidenza è stata affidata a Michele Pellegrini, espressione di Legacoop Veneto, che subentra a Michele Lacchin di Confesercenti Venezia.
Negli ultimi anni il CRU Veneto ha svolto un importante lavoro sul tema delle imprese di comunità e dello sviluppo locale nelle aree interne, con l’obiettivo di approfondirne bisogni ed esigenze e di pensare a soluzioni innovative capaci di dare risposte concrete, come appunto le esperienze delle imprese di comunità.
Il CRU Veneto riunisce stakeholder diversi: rappresentanti del mondo sindacale, delle imprese dei vari settori, della cooperazione e dell’associazionismo. Un’eterogeneità che favorisce progetti capaci di mettere insieme sensibilità differenti al servizio di obiettivi comuni.
Nel corso dell’incontro di nomina, Lacchin ha ringraziato per la collaborazione di questi anni, che ha portato a risultati significativi, e ha auspicato che il lavoro prosegua in continuità, anche alla luce delle sfide dei prossimi anni.
È intervenuto anche Fausto Sacchelli, responsabile nazionale dei CRU, che ha illustrato la situazione dei diversi consessi regionali, ringraziando per il lavoro svolto finora e auspicando che la nuova presidenza possa proseguire nel solco tracciato.
Ha concluso il neo presidente Pellegrini: “Legacoop Veneto ha sempre interpretato il ruolo del CRU come luogo agile per ragionare su tematiche complesse, valorizzando le eterogenee competenze presenti al tavolo. Sono molti i temi su cui poter lavorare. L’intenzione è quella di prenderci il tempo di riordinare il lavoro e, nei prossimi mesi, convocare una nuova assemblea per definire un programma di lavoro per il 2027, anche in virtù delle proposte che emergeranno.”
A Rotonda (PZ) il confronto sulle aree interne e l’adattamento climatico. Il contributo di Unipol
Alessandro Cicitta dei Consigli Regionali Unipol ha partecipato all’ottava tappa di “Territori che rigenerano”, il percorso promosso da Cia-Agricoltori Italiani per contribuire alla costruzione del Manifesto delle aree interne. Nel corso dell’incontro ha presentato il progetto LIFE ADA e il valore della formazione sui rischi climatici per le aziende agricole e i territori.
L’iniziativa si è svolta giovedì 29 ottobre al Cine-Teatro Comunale Selene di Rotonda e ha coinvolto i territori del Parco Nazionale del Pollino e del Marmo Platano. La giornata ha affrontato temi legati allo sviluppo delle aree interne: il rafforzamento delle filiere locali, le opportunità per i giovani, la valorizzazione delle produzioni e la gestione sostenibile delle risorse naturali.
Nel suo intervento, Alessandro Cicitta ha evidenziato come la formazione sui rischi climatici possa contribuire a ridurre la vulnerabilità delle aziende e dei territori agli eventi meteorologici estremi. Questa conoscenza può preparare il terreno per azioni di adattamento capaci di integrarsi con le Strategie di Area e trasformare le criticità locali in opportunità di sviluppo futuro.
Coordinato da Unipol Assicurazioni e cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma LIFE ADA – Adaptation in Agriculture punta ad aumentare la resilienza del settore agricolo ai cambiamenti climatici. Il progetto mette a disposizione di agricoltori e organizzazioni di produttori strumenti per affrontare rischi come siccità, gelate tardive, grandine e ondate di calore.
La tappa di Rotonda si è svolta con il patrocinio del Comune, nell’ambito di “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne”, progetto di Cia-Agricoltori Italiani finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
Welfare, Italia: presentato il Rapporto 2026 del Think Tank
Si è tenuto oggi a Roma, presso le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, il Forum “Welfare, Italia”, dal titolo “Il welfare in Italia e in Europa tra valore identitario e fattori di crescita”. In occasione dell’evento è stato presentato il Rapporto 2026 del Think Tank “Welfare, Italia”, iniziativa promossa da Unipol in collaborazione con TEHA Group, con il contributo di un Comitato Scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.
In un contesto caratterizzato da una crescente pressione demografica, vincoli di finanza pubblica e profonde trasformazioni tecnologiche, il welfare assume un ruolo strategico, come leva di sviluppo, occupazione e crescita.
Il Rapporto delinea una visione del welfare che coniuga sostenibilità del sistema ed equità intergenerazionale. Da un lato, l’aumento della longevità richiede maggiori risorse, nuovi modelli di assistenza e servizi capaci di promuovere salute, autonomia e partecipazione attiva; dall’altro, il sostegno alle nuove generazioni passa attraverso investimenti in formazione, competenze, occupazione e autonomia economica e personale. Due sfide complementari, che richiedono strategie integrate per trasformare il cambiamento demografico in un’opportunità di sviluppo per il Paese.
Nel 2025, la spesa per il welfare raggiunge 692,8 miliardi di Euro, pari al 60,0% della spesa pubblica nazionale: un valore record, con una composizione ancora fortemente orientata alla previdenza. Nel 2037 potrebbe superare i mille miliardi
In particolare, la previdenza assorbe il 49,5% della spesa in welfare, confermandosi la componente principale di spesa. Nel confronto europeo, l’Italia registra un’incidenza della spesa previdenziale sul PIL del 16,3%, superiore alla media dell’Eurozona (12,5%), mentre le risorse destinate a sanità (6,6%), politiche sociali (4,8%) e istruzione (4,0%) risultano inferiori alle rispettive medie dell’Eurozona (7,4%, 7,3% e 4,6%).
Secondo le stime del Think Tank, nel 2026 la spesa pubblica in welfare raggiungerà circa 715 miliardi di euro. Le proiezioni basate sulle dinamiche di crescita dell’ultimo decennio indicano che, se tali tendenze dovessero proseguire, la spesa potrebbe superare il trilione di euro già nel 2037, attestandosi a 1.028,6 miliardi, fino a raggiungere 1.591,9 miliardi nel 2050. Una traiettoria che pone al centro la sostenibilità finanziaria di lungo periodo del sistema e la necessità di conciliare l’aumento dei bisogni sociali con un utilizzo più efficiente ed equilibrato delle risorse.
Pressione demografica in aumento: nascite ai minimi storici (355mila nel 2025) e minore disponibilità di forza lavoro
Nel 2025, la popolazione italiana si è attestata a 58,9 milioni di abitanti, con le nascite scese al minimo storico di 355mila, a fronte di circa 652mila decessi e un saldo naturale negativo di 297mila persone. Le prospettive demografiche indicano una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa, stimata in 3,6 milioni di persone entro il 2040 e 6 milioni entro il 2050. A parità delle altre condizioni, questa dinamica potrebbe comportare una contrazione potenziale del PIL del 6,4% nel 2040 e del 10,7% nel 2050, rispetto ai livelli del 2025.
Il Rapporto richiama quindi l’urgenza di sostenere la natalità, aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e investire nella valorizzazione del capitale umano, per contrastare gli effetti economici e sociali del declino demografico. A queste sfide si aggiunge la trasformazione della struttura familiare: tra il 2016 e il 2025, le coppie con figli sono passate da 33 a 27 ogni 100 famiglie (-18%), mentre i nuclei monogenitoriali con figli sono aumentati del 10%. Cambiamenti che rendono necessario adeguare le politiche familiari e i servizi di welfare a bisogni sempre più diversificati.
Disuguaglianze sociali e divari territoriali persistenti con una minore disponibilità di servizi di welfare proprio nei territori con i maggiori bisogni
Nel Mezzogiorno, alla maggiore vulnerabilità sociale ed economica si accompagna una minore disponibilità di servizi di welfare: l’offerta di servizi educativi per la prima infanzia si attesta a 19,3 posti ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, rispetto ai 37,9 del Nord e ai 40,4 del Centro. Anche la spesa comunale per interventi e servizi sociali evidenzia un divario significativo, con 111 euro pro capite nel Mezzogiorno, contro i 185 euro del Nord. Un quadro che richiama l’urgenza di ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire un accesso più equo ai servizi e alle prestazioni di welfare, rafforzando la capacità di risposta nei territori più vulnerabili.
Intelligenza Artificiale e competenze: nuove opportunità per aumentare la produttività e migliorare la qualità dei servizi di welfare, ma resta prioritario colmare i divari formativi
L’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per migliorare l’efficacia, la produttività e la sostenibilità dei servizi di welfare, con guadagni potenziali di produttività del 19,6% nella sanità e del 21,9% nell’istruzione. Per cogliere queste opportunità, l’Italia deve tuttavia colmare i ritardi nella formazione e nello sviluppo delle competenze: il 37% degli adulti presenta bassi livelli di alfabetizzazione, soltanto il 10,8% partecipa ad attività di formazione continua e il 54% possiede competenze digitali almeno di base. Un quadro che evidenzia l’urgenza di rafforzare gli investimenti nel capitale umano e nella riqualificazione della forza lavoro, per tradurre il potenziale dell’Intelligenza Artificiale in benefici concreti per cittadini, lavoratori e sistema di welfare.
Il welfare è un pilastro dell’identità sociale dell’Italia e dell’Europa e un motore di crescita economica per il Paese
Il welfare rappresenta uno dei pilastri dell’identità sociale dell’Italia e dell’Europa, fondato sui principi di solidarietà, tutela della persona e condivisione dei rischi lungo l’intero ciclo di vita. Attraverso un sistema di diritti, istituzioni e servizi, contribuisce a garantire protezione e inclusione sociale, promuovendo al contempo sviluppo economico, equità e coesione sociale.
In Italia, il welfare si conferma anche una filiera strategica per l’economia nazionale: nel 2024 ha coinvolto oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit, impiegato 5,1 milioni di occupati e generato circa 374 miliardi di euro di valore della produzione. Rispetto al 2023, sulla base dei dati ricalcolati secondo la metodologia aggiornata, la filiera registra una crescita di oltre 13mila enti e 344mila occupati, accompagnata da un incremento del 15% del valore della produzione.
Questi numeri confermano il duplice valore sociale ed economico del welfare: investire nella qualità e nell’accessibilità dei servizi significa rafforzare la protezione e il benessere delle persone, e al contempo sostenere l’occupazione, la competitività e la crescita del Paese.
Il Think Tank “Welfare, Italia” propone due strategie per valorizzare la longevità e sostenere le nuove generazioni, promuovendo salute, autonomia e partecipazione attiva dei senior e rafforzando competenze, opportunità e indipendenza dei giovani
Secondo le stime del Rapporto, la filiera del welfare riferita alla popolazione over-65, genera 130,7 miliardi di Euro di ricavi, 38,5 miliardi di valore aggiunto, coinvolgendo circa 586mila occupati e oltre 173mila imprese. La proposta del Think Tank è riconoscere tale filiera come strategica per la nazione, intervenendo su non autosufficienza, assistenza domiciliare, tecnologie per l’autonomia, prevenzione della fragilità e partecipazione senior.
La filiera del welfare riferita alla popolazione under-35 (c.d. Youth Economy) genera 114,9 miliardi di Euro di ricavi, 40,7 miliardi di valore aggiunto, coinvolgendo quasi 654mila occupati e oltre 163mila imprese. La proposta supportata dal Think Tank è accompagnare i giovani verso formazione, occupazione di qualità e autonomia e trattenere i talenti tramite strategie sul capitale umano.
Il Welfare Italia Index 2026 evidenzia una riduzione dei divari regionali, ma permangono forti differenze nella capacità dei sistemi di welfare di rispondere ai bisogni sociali
Sviluppato dal Think Tank nel 2020, il Welfare Italia Index monitora la capacità di risposta dei sistemi regionali attraverso 22 KPI (Key Performance Indicator), considerando sia la spesa sia i risultati che questa produce negli ambiti delle politiche sociali, della sanità, della previdenza e della formazione.
Nel Welfare Italia Index 2026, l’amministrazione territoriale con il punteggio più elevato resta la P.A. di Trento (83,9 punti), seguita dal Friuli-Venezia Giulia (79,3) e dalla P.A. di Bolzano (77,6). Nella parte inferiore della classifica si collocano Campania (65,8), Calabria (64,7) e Basilicata (64,3). L’edizione 2026 conferma le differenze territoriali, ma evidenzia una riduzione della distanza tra il punteggio più alto e quello più basso: rispetto al 2025, il divario diminuisce circa del 3,4%, raggiungendo 19,6 punti.
Il Forum è stato aperto dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e moderato da Antonio Polito (Editorialista e Vicedirettore, Corriere della Sera). Il Forum è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
(fonte foto di copertina: canale X The European House - Ambrosetti
Non Ballo da Sola 2026
Dal 16 al 26 novembre 2026 Torino, Milano, Verona, Bologna, Firenze e Genova ospitano l’ottava edizione della rassegna di CUBO per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Performance artistiche, spettacoli teatrali e laboratori didattici per scuole, giovani e adulti.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), CUBO, archivio e museo d’impresa del Gruppo Unipol, in collaborazione con Fondazione Libellula e la Commissione Pari Opportunità del comparto assicurativo di Unipol, presenta dal 16 al 26 novembre 2026 l’ottava edizione di Non ballo da sola, rassegna itinerante gratuita di performance artistiche, spettacoli teatrali e attività educative che toccherà le città di Torino, Milano, Verona, Bologna, Firenze e Genova.
Prevenzione, educazione, cultura: attraverso un programma che intreccia linguaggi artistici e pedagogici, la rassegna affronta il tema della violenza di genere da molteplici prospettive, offrendo occasioni di confronto, dialogo e crescita collettiva. Con l’edizione di quest’anno, Non ballo da sola si apre anche alle scuole secondarie di primo grado e affida la propria riflessione a una più ampia varietà di linguaggi. Il programma alterna, infatti, momenti di approfondimento guidati da educatori, sociologhe, linguiste, docenti di diritto, a proposte di performance e spettacoli teatrali. L’obiettivo è quello di incrementare, di anno in anno, la platea di spettatori coinvolta, a partire dai giovanissimi, utilizzando anche gli strumenti dell’intrattenimento per veicolare contenuti, stimolare riflessioni e promuovere una cultura della prevenzione e del rispetto.
I principali ospiti dell’edizione 2026 sono: Vera Picariello Borghini, con la performance site specific ZOOM IN (Torino, 16 novembre), Antonella Questa e Azzurra Rinaldi, con la conferenza-spettacolo Piacere, Denaro! (Milano, 17 novembre), Francesco Piccolo con il reading Il Maschio Zeno Cosini (Bologna, 22 novembre), Micaela Frulli, Rossella Ghigi e Alessandra Minello con il talk moderato da Costanza Margiotta Broglio Prometto che cambierò. Cambiare sguardo sulla violenza di genere (Firenze, 23 novembre), gli spettacoli teatrali di Debora Villa Viva le donne (Genova, 24 novembre) e Maria Pia Timo Che sventola! (Genova, 25 novembre), Vera Gheno Una lingua per unire (Genova, 26 novembre).
Anche quest’anno, l’immagine della rassegna è un dettaglio dell’opera di Luca Bellandi Oriental Windows - Nippon song from golden garden, che fa parte del Patrimonio Artistico Gruppo Unipol.
IL PROGRAMMA
Apre il programma, Torino il 16 novembre con ZOOM IN di Vera Picariello Borghini. La performance site specific danzata presso la Galleria San Federico presenta una danza che aspira a liberare il corpo dalle imposizioni della cultura patriarcale e degli stereotipi.
Il 17 e 18 novembre è la volta di Milano: CUBO in Unipol Tower e The Dap - Dei Missaglia Art Park ospitano rispettivamente la conferenza-spettacolo Piacere, Denaro! di e con Antonella Questa e Azzurra Rinaldi, che affronta con ironia e consapevolezza il tema del divario salariale e gli ostacoli che ancora condizionano il rapporto delle donne con il denaro, e il laboratorio con gli educatori di Fondazione Libellula dal titolo Il linguaggio dell’ascolto e della cura per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Inoltre, il 17 novembre al mattino, si svolgerà in streaming il primo modulo didattico con Associazione About Privacy per le scuole secondarie di primo grado dal titolo Rispetto e Sicurezza online con focus su buone norme di comportamento da avere sul web.
Il 19 novembre si arriva a Verona con due laboratori dedicati alle scuole e agli adulti: Nuove generazioni, vecchi stereotipi, realizzato con Osservatorio Maschile sull’evoluzione degli stereotipi di genere tra le nuove generazioni, e Oltre ogni genere, con Claudio Nader, docente e fondatore di Osservatorio Maschile, che propone un confronto sul tema della violenza di genere e sul ruolo degli uomini nei percorsi di sensibilizzazione.
A Bologna, il 22 novembre, protagonista è Francesco Piccolo con il reading Il maschio Zeno Cosini, una riflessione sui modelli di maschilità che hanno contribuito a costruire il nostro immaginario. Il 20 e 21 novembre, vedono alternarsi il laboratorio per le scuole superiori #nohate, realizzato con Dry- Art, sui temi di stereotipi, body shaming, violenza relazionale, educazione affettiva e consenso, e l’incontro aperto a tutti Maschilità e nuovi spazi digitali con Leonardo Laviola, dedicato alle nuove forme di aggregazione maschile online.
Il 23 novembre, a Firenze, il talk aperto a tutti “Prometto che cambierò. Cambiare sguardo sulla violenza di genere” con Micaela Frulli, docente di Diritto internazionale all’Università degli studi di Firenze, Rossella Ghigi, docente di Sociologia della famiglia e delle differenze di genere nell'Università di Bologna, Alessandra Minello, docente di Demografia Internazionale e Statistica Sociale all’Università di Padova, moderato da Costanza Margiotta Broglio, docente di Etica, diritto e conflitti globali e Teorie critiche del diritto nell'Università la Sapienza di Roma, affronta il tema della responsabilità individuale e collettiva nella prevenzione della violenza di genere.
Il 24 novembre, a Genova, Viva le donne di e con Debora Villa affronta con ironia l’evoluzione del rapporto tra uomini e donne e gli stereotipi di genere, mentre in mattinata, in streaming, il modulo didattico Una rete che non odia ma rispetta, realizzato con Associazione About Privacy e destinato
agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori, approfondisce i temi della tutela dell’immagine, della privacy e dei diritti digitali. Ancora a Genova, il 25 novembre, Che sventola! con Maria Pia Timo intreccia comicità e riflessione sulla violenza contro le donne e sul vissuto femminile quotidiano.
Chiude la rassegna, il 26 novembre sempre a Genova, Una lingua per unire, laboratorio per le scuole superiori con la sociolinguista Vera Gheno, dedicato al ruolo delle parole nella costruzione delle identità e delle relazioni.
La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita.
La prenotazione è obbligatoria per le date di Milano, Firenze, Bologna, Verona e Genova al sito www.cubounipol.it. A Torino l’ingresso è libero.
Guarda il programma completo in pdf
City Flows 2026: la mobilità si misura dalla disabilità
L'80% delle persone con disabilità non usa mai il trasporto pubblico, il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento: presentato a Matera il Mobility Index, il nuovo strumento di Nomisma per Fondazione Unipolis che misura rischio, sicurezza e accessibilità dei territori
A Matera la disabilità diventa la lente attraverso cui misurare la qualità della mobilità italiana. È questo il filo conduttore della quarta edizione di City Flows, l'evento internazionale nel calendario della Settimana europea della mobilità promosso da Fondazione Unipolis, l’European Transport Safety Council, i CRU Unipol e con il patrocinio – tra gli altri - del Ministro per le Disabilità, che si è svolto oggi a Casa Cava, dedicato al rapporto tra disabilità, mobilità, sicurezza stradale e progettazione urbana. La giornata ha affrontato il tema lungo tre prospettive tra loro connesse: la prevenzione dei rischi, le conseguenze che barriere ed eventi stradali hanno sull'autonomia delle persone e l'accesso ai diritti e alle opportunità che una mobilità sicura e accessibile può garantire.
L’accessibilità non è soltanto una questione infrastrutturale: è una condizione essenziale per accedere al lavoro, studiare, usufruire dei servizi, partecipare alla vita sociale e mantenere autonomia e indipendenza.
All'apertura dei lavori di Paola D’Antonio, Prorettrice di Ateneo all’inclusione, le disabilità e i DSA dell’Università degli Studi della Basilicata, è seguita la presentazione della ricerca Nomisma “La mobilità che genera autonomia” a cura di Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS. Tra i keynote internazionali sono intervenuti Salvador Rueda, urbanista e fondatore dell’Agència d'Ecologia Urbana de Barcelona, Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council, e Magda Mostafa, architetta e docente presso l’American University in Cairo, tra le maggiori esperte mondiali di progettazione inclusiva. La Data & Evidence Session ha visto i contributi di Maria Valeria Mininni (Università degli Studi della Basilicata), Giordana Castelli (CNR), Andréia Lopes Azevedo (POLIS Network) e Vito Parisi (ANCI). Alle due tavole rotonde della mattina, dedicate rispettivamente alla progettazione della mobilità e alla costruzione dell'autonomia, hanno preso parte, tra gli altri, Vincenzo Falabella, Presidente FISH, Claudio Puppo, Presidente A.N.G.L.A.T., Valentina Tomirotti, giornalista e accessibility advocate, ed Enrique Lorca, Presidente della European Driving Schools Association. I lavori della mattina si sono chiusi con l'intervento di Francesca Sbianchi, Presidente del Forum Italiano sulla Disabilità e rappresentante dell'European Disability Forum.
La ricerca Nomisma per Unipolis
Nel corso dell'evento è stata presentata in anteprima una ricerca inedita firmata Nomisma per Unipolis, che restituisce un quadro aggiornato della mobilità italiana. I dati raccontano un Paese tornato a muoversi come prima della pandemia, ma con abitudini diverse: nel primo semestre 2025 il tasso di mobilità ha raggiunto l'81,1%, gli spostamenti quotidiani sono aumentati mentre si è ridotta la distanza media percorsa, scesa a 9,2 km. Una mobilità sempre più urbana e di prossimità, che rende ancora più decisivo il ruolo del trasporto pubblico locale.
Su questo fronte, però, la ricerca evidenzia un sistema ancora disomogeneo: il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, con un divario territoriale che nel 2025 va dal 53% della Campania al 18% del Trentino. Il divario si accentua per le persone con disabilità: l'80% non utilizza mai il trasporto pubblico, mentre tra chi lo utilizza in modo non regolare, il 26% non lo fa per ragioni di sicurezza, difficoltà di accesso o carenza del servizio. Dove le alternative mancano, cresce la dipendenza dal mezzo privato, con un effetto a catena su congestione e incidentalità. Sommando spese sanitarie, assicurative e amministrative alla perdita di capitale umano, il costo dell'incidentalità stradale sale per il Paese a circa 18 miliardi di euro l'anno.
Per misurare questi fenomeni in modo comparabile tra i territori, Nomisma ha sviluppato il Mobility Index, ovvero una serie di indicatori compositi proprietari, costruiti integrando indicatori elementari standardizzati e ponderati in una misura sintetica delle performance territoriali su rischio, sicurezza e accessibilità. Applicati ai 119 capoluoghi di provincia italiani, i tre indici restituiscono una fotografia nazionale: l'Esposizione al Rischio di Incidente, che misura la vulnerabilità del territorio rispetto a traffico, parco veicolare, connettività e TPL, si attesta a 53,2 (valore 0-100 al crescere dell’esposizione al rischio); la Gravità degli Incidenti Stradali, che sintetizza frequenza e letalità dei sinistri, a 44,8 (valore 0-100 al crescere della gravità); l'Accessibilità e Inclusività del TPL, che misura la capacità della rete di garantire una mobilità capillare e accessibile, a 59,6 (valore 0-100 al crescere dell’accessibilità e inclusività).
Per la prima volta, su Matera, Trento, Perugia e Siracusa, le quattro città del ciclo City Flows, questi indicatori sono stati affiancati da un quarto indice sullo Stile di Guida, costruito sempre da Nomisma ma sulla base dei dati di UnipolTech sui dati telematici delle vetture assicurate con Unipol, in base a frequenza di frenate, accelerazioni brusche e velocità di guida (valore 0-100 al crescere della frequenza di comportamenti di guida a rischio). Rispetto alla media nazionale il confronto tra le quattro città restituisce profili molto diversi.
Trento si conferma la città con le migliori performance complessive: l'Esposizione al Rischio si ferma a 51,2 (20° su 119 capoluoghi), la Gravità degli Incidenti a 38,0 (45°) e l'Accessibilità del TPL sale a 93,2 (13°), tra i valori più alti in Italia; anche lo Stile di Guida, pari a 43,6, è il secondo migliore tra le quattro città.
Siracusa ottiene il miglior punteggio nello Stile di Guida, pari a 31,2, ma sconta una maggiore Esposizione al Rischio, che sale a 55,1 (56°). La Gravità degli Incidenti si attesta a 42,6 (77°) e l’Accessibilità del TPL a 75,1 (90°).
Perugia presenta l'Esposizione al Rischio più bassa tra le quattro città, pari a 50,3 (13°), e un'Accessibilità del TPL di 81,7 (57°), sopra la media nazionale; registra tuttavia la Gravità degli Incidenti più alta, pari a 48,6 (95°), e insieme a Matera le maggiori criticità nello Stile di Guida, pari a 63,2.
Matera si colloca su un'Esposizione al Rischio di 54,4 (46°) e una Gravità degli Incidenti di 43,7 (81°), entrambe vicine alla media nazionale, mentre l'Accessibilità del TPL, pari a 69,0 (108°), è la più bassa tra le quattro città. Anche lo Stile di Guida, pari a 62,3, si conferma tra i punti di maggiore attenzione, in linea con Perugia.
Sempre grazie ai dati UnipolTech, la ricerca propone infine due mappature inedite del territorio di Matera, utili a individuare possibili priorità di intervento. La prima incrocia la copertura delle linee del trasporto pubblico locale con la geolocalizzazione degli incidenti stradali, evidenziando come le aree in cui la minore presenza del TPL e una maggiore concentrazione di sinistri si sovrappongano. La seconda incrocia gli incidenti con gli eventi harsh, ossia le frenate e accelerazioni brusche registrate dai dispositivi telematici, che risultano concentrati soprattutto negli snodi e nelle arterie semicentrali caratterizzati da elevati flussi di traffico.
Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council, ha riportato il tema della sicurezza stradale nel quadro europeo. Nel 2025 sono morte sulle strade dell'Unione europea 19.492 persone, mentre nel 2023 i feriti gravi, secondo la classificazione MAIS3+ adottata a livello comunitario, sono stati circa 100.000. Avenoso ha ricordato come le conseguenze di un incidente stradale possano protrarsi ben oltre il momento dell'impatto generando disabilità permanenti, perdita di autonomia, oneri economici e legali, la necessità di adattare casa e veicolo e un impatto duraturo sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Tra le raccomandazioni dell'European Transport Safety Council rivolte ai decisori pubblici troviamo la riduzione del limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali e nei centri urbani e lo sviluppo di infrastrutture più sicure, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada.
«A Matera abbiamo affrontato, insieme ai numerosi partner che hanno accettato la nostra sfida, un aspetto alla base della nostra visione della strada come bene comune: l’accessibilità. L’abbiamo fatto coniugando dati, saperi ed esperienze e ci auguriamo di aver innescato un processo di riflessione che porti a politiche di mobilità premianti la sicurezza per tutte e tutti, a partire proprio da una città complessa come questa.» — Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS
«Una mobilità davvero accessibile richiede di conoscere i rischi che possono limitarla e di intervenire, ciascuno nel proprio ruolo, per prevenirli e ridurne le conseguenze. Su questo terreno Unipol può mettere a disposizione competenze assicurative, tecnologie, dati e servizi. L’evoluzione della mobilità sta ampliando anche i bisogni di protezione, che riguardano sempre più non solo il veicolo, ma le persone e i diversi modi in cui si spostano. Il patrimonio informativo generato dalla nostra attività può inoltre contribuire, nel confronto con istituzioni, università e operatori, a comprendere meglio i rischi e a orientare interventi per una mobilità più sicura, inclusiva e accessibile.» — Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility, Attività regolamentari e operatività Infragruppo di Unipol Assicurazioni
«Il diritto alla mobilità viene troppo spesso limitato dalle condizioni fisiche e non solo dei contesti urbani. Finalmente Matera si sta dotando di uno strumento fondamentale – il PEBA – che guardi a soluzioni tecniche e progettuali, ma anche culturali e di metodo, a partire dagli uffici comunali direttamente coinvolti nelle trasformazioni della città. Occasioni di confronto, come questa, arricchiscono di contenuti e di stimoli una città dove siano ben consapevoli di aver tanto da fare, su una strada che abbiamo finalmente iniziato a percorrere» — Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera
«Ogni anno, migliaia di persone sopravvissute a incidenti stradali entrano a far parte della comunità delle persone che vivono con una disabilità permanente e, così facendo, si trovano ad affrontare un sistema di mobilità che spesso non è stato progettato per loro. Quando il trasporto pubblico è carente o inaccessibile, aumenta la dipendenza dalle automobili private e, con essa, anche il rischio. Se prendiamo sul serio l’obiettivo di una mobilità sicura e inclusiva, dobbiamo partire dalle strade stesse: ridurre le velocità nei nostri centri abitati e nelle nostre città e progettare infrastrutture pensando prima di tutto agli utenti della strada più vulnerabili, non per ultimi.» — Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council
Il pomeriggio è proseguito a Casa Cava con due sessioni di lavoro parallele. Il City Lab, curato dall'Università degli Studi della Basilicata, ha messo a confronto istituzioni, tecnici e associazioni del territorio per individuare le principali barriere alla mobilità di Matera e una prima agenda locale per l'autonomia negli spostamenti. L'Action Lab, curato da Fondazione Mobilità in Città, ha invece lavorato con amministratori locali ed esperti di governance - arrivati da diverse città italiane grazie alla collaborazione con ANCI - sugli strumenti normativi, amministrativi e di uso dei dati capaci di rendere le città italiane più accessibili in modo strutturale, elaborando un primo insieme di raccomandazioni rivolto ai decisori pubblici.
Guarda su YouTube la registrazione dell'evento
https://www.youtube.com/live/YfqslsoFyc8?si=Fhn58kzid9dYppFv
Cooperazione e beni confiscati: CRU ha partecipato a Bologna all’iniziativa di Cooperare con Libera Terra
Venerdì 18 settembre 2026, al Granarolo Auditorium di Bologna, si è svolta l’iniziativa “Cooperazione e beni confiscati guardando al futuro”, promossa da Cooperare con Libera Terra – Agenzia per la Promozione cooperativa e della legalità.
La giornata ha offerto un momento di confronto sul futuro della cooperazione e sul ruolo della società civile nel rafforzamento del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie.
Dopo i saluti istituzionali di Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Matteo Lepore, Sindaco del Comune di Bologna, e Stanislao Fabbrino, presidente di Granarolo, e la relazione della Presidente di Cooperare con Libera Terra Rita Ghedini, il programma si è articolato in due momenti di approfondimento dedicati alla Legge 109 e alle prospettive del riuso sociale dei beni confiscati.
Alla tavola rotonda delle 11.30, “Il futuro del riuso sociale dei beni confiscati tra cooperazione e società civile”, è intervenuto Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico, insieme a Simone Gamberini, Presidente nazionale Legacoop, Vincenza Rando, componente della Commissione parlamentare antimafia, e Francesca Rispoli, co-Presidente di Libera.
La mattinata si è conclusa con l’intervento di don Luigi Ciotti, co-Presidente di Libera.
L’incontro ha rappresentato un’occasione per fare il punto sul percorso avviato con la Legge 109 e discutere di come rafforzare, attraverso la collaborazione tra istituzioni, cooperazione e società civile, il valore sociale dei beni confiscati alle mafie.
In rappresentanza dei Consigli Regionali Unipol era presente Fausto Sacchelli Responsabile Stakeholder Management Unipol

City Flows 2026 a Matera, i CRU tra i promotori
City Flows 2026 si terrà il 18 settembre a Casa Cava, nel cuore dei Sassi di Matera, e in streaming. Il confronto internazionale è promosso da Fondazione Unipolis insieme allo European Transport Safety Council (ETSC) e ai Consigli Regionali Unipol (CRU Unipol), e rientra nel programma della Settimana Europea della Mobilità. L'edizione di quest'anno è dedicata al tema “Disabilità e diritto alla mobilità autonoma, sicura e inclusiva”.
Il punto di partenza è una domanda concreta: una persona con disabilità può muoversi in autonomia, in sicurezza e con la stessa libertà di chiunque altro? La risposta dice molto sulla qualità complessiva di un sistema di mobilità. Per gli organizzatori la disabilità non è un tema di settore, ma la lente attraverso cui misurare se quel sistema funziona davvero. Una città accessibile non migliora la vita solo delle persone con disabilità: è una città migliore per tutti.
La giornata metterà in dialogo prospettive diverse. Si parlerà di sicurezza stradale come strumento di prevenzione della disabilità permanente, del ruolo della progettazione urbana, dell'accessibilità degli spazi pubblici e del concetto di autonomia, fino al rapporto tra mobilità, partecipazione e diritti. Al confronto prenderanno parte urbanisti di rilievo internazionale, ricercatrici e ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali e organizzazioni della società civile, insieme alle realtà di auto-rappresentanza delle persone con disabilità. L'obiettivo è costruire un dibattito fondato sui dati ma capace di tradursi in proposte operative.
Il programma è diviso in due momenti. La mattina è dedicata a una sessione plenaria internazionale, che si potrà seguire sia in presenza sia in streaming, in italiano e in inglese. Il pomeriggio trasforma City Flows in uno spazio di lavoro collaborativo: tavoli tematici riservati ai partecipanti in presenza riuniranno amministrazioni pubbliche, esperti, associazioni e stakeholder per elaborare priorità condivise e indicazioni operative. Quel documento di lavoro sarà uno dei principali risultati dell'edizione 2026.
Dopo Perugia, l'appuntamento si sposta quindi a Matera. La scelta della sede non è casuale: uno dei luoghi più riconoscibili del patrimonio culturale italiano diventa l'occasione per interrogarsi su come la bellezza non debba mai trasformarsi in una barriera, ma possa essere vissuta da tutte e tutti.
Anche quest'anno City Flows rientra nel programma ufficiale della European Mobility Week, in calendario dal 16 al 22 settembre, che conferma il tema “Mobility for Everyone” e rilancia la necessità di costruire sistemi di mobilità più sicuri, accessibili e inclusivi.
Il programma dettaglia è disponibile cliccando qui
Per registrarti all’evento visita la pagina Eventbrite di Fondazione Unipolis.
https://youtu.be/XTUiQDPcF4E?si=SxErioUAKK1gxmTH
Fondazione Unipolis lancia “Vicini di Salute”, con la collaborazione dei CRU
L’iniziativa coinvolge i territori di Ventasso (RE) e Accettura (MT).Punta a migliorare l’accesso ai servizi sanitari per le persone over 65 attraverso
welfare di prossimità, telemedicina e reti comunitarie
Garantire il diritto alla salute e alle cure delle persone anziane che vivono nei territori più isolati del Paese, rafforzando al contempo modelli di welfare di comunità capaci di generare prossimità, orientamento e supporto continuativo. Nasce con questi obiettivi “Vicini di Salute”, il nuovo progetto promosso da Fondazione Unipolis nell’ambito della propria area Welfare.
L’iniziativa prende avvio in due aree interne italiane – Ventasso, in provincia di Reggio Emilia, e Accettura, in provincia di Matera – selezionate per la presenza di reti territoriali già attive e ricche, in particolare di cooperative di comunità impegnate nello sviluppo locale e nella risposta ai bisogni sociali dei territori. A Ventasso operano le cooperative Valle dei Cavalieri e Briganti del Cerreto, mentre ad Accettura è attiva la cooperativa Sìamo Accettura.
“Vicini di Salute” nasce, infatti, dalla volontà di costruire interventi territoriali sostenibili e replicabili nell’ambito della cura e del benessere, fondati sul protagonismo delle comunità locali e sulla collaborazione tra soggetti pubblici e terzo settore. Il progetto è promosso da Fondazione Unipolis in collaborazione con SiSalute, CRU Unipol, Legacoop nazionale e le sedi regionali dei territori coinvolti, AUSER nazionale e le articolazioni locali, oltre alle cooperative di comunità partner menzionate.
Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità con “PASSI d’Argento”, relativi al biennio 2022-2023, il 23% degli over 65 che ha avuto bisogno di visite o esami diagnostici ha dichiarato di aver rinunciato alle cure necessarie. Tra le principali motivazioni emergono le lunghe liste d’attesa, le difficoltà nel raggiungere le strutture sanitarie e i costi elevati delle prestazioni. Una situazione particolarmente critica nelle aree interne e rurali, dove la distanza dai servizi sanitari, l’invecchiamento della popolazione e la carenza di presidi territoriali rendono più complesso l’accesso alle cure.
In questo contesto, “Vicini di Salute” intende sperimentare un modello integrato di welfare di prossimità che coniughi servizi territoriali, accompagnamento personalizzato e strumenti di telemedicina, in coerenza con le direttrici di innovazione e rafforzamento dell’assistenza territoriale previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il progetto coinvolge complessivamente 100 beneficiari over 65, 50 per ciascun territorio, individuati con il supporto delle cooperative di comunità e delle istituzioni locali. Nei territori sono stati attivati sportelli di prossimità che fungono da punti di orientamento, ascolto e supporto per i beneficiari, con la presenza di figure dedicate al Case management, capaci di accompagnare gli anziani nell’accesso ai servizi sanitari, nella prenotazione di visite ed esami e nell’utilizzo degli strumenti di telemedicina.
Laddove non sia possibile procedere con la prenotazione di visite pubbliche presso il Servizio Sanitario Nazionale, l’iniziativa prevede la copertura economica di visite presso strutture convenzionate con SiSalute o altre realtà private. Altri servizi offerti, includono il trasporto da casa presso le sedi sanitarie e la consegna di farmaci a domicilio. Infine, vengono organizzati dei percorsi informativi dedicati alla prevenzione, alla salute e agli stili di vita sani, in collaborazione con i presidi territoriali di AUSER.
La telemedicina rappresenta un altro elemento del progetto. Attraverso la collaborazione con SiSalute, sono a disposizione servizi di teleconsulto, telemonitoraggio e supporto sanitario a distanza, con particolare attenzione alle patologie croniche più diffuse tra la popolazione anziana. La tecnologia è integrata all’interno di una relazione di prossimità e accompagnamento, senza sostituire il rapporto diretto tra medico e paziente, ma facilitandone la continuità.
Elemento trasversale del progetto sarà, inoltre, la costruzione di tavoli territoriali con istituzioni, ASL, enti locali, professionisti sanitari e stakeholder delle aree coinvolte, con l’obiettivo di favorire il coordinamento tra i soggetti attivi e contribuire all’evoluzione del progetto sulla base dei bisogni emergenti.
L’iniziativa sarà accompagnata da un’attività di valutazione di impatto affidata a un soggetto terzo, finalizzata a misurare il valore sociale prodotto dalla sperimentazione e a individuare eventuali elementi di replicabilità in altri contesti territoriali.
“Con Vicini di Salute, Unipolis inizia a operare direttamente con progetti propri nell’ambito del welfare. Un ambito sensibile proprio perché perfettamente allineato con il nostro core business, ma attraversato da una molteplicità di bisogni. Abbiamo scelto di valorizzare competenze, strumenti e reti del Gruppo Unipol per poter offrire un servizio di valore che accrescesse il ruolo del Terzo Settore nella sua relazione con il Pubblico, attore primario nell’offerta di welfare”, ha commentato Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.
La Libreria Sfusa arriva a Monzuno: leggere, conoscere, proteggere
La Libreria Sfusa arriva a Monzuno, sull’Appennino bolognese, con l’inaugurazione delle due vetrinette allestite presso la Farmacia Toschi di Monzuno e la Casa della Comunità di Vado. Due luoghi quotidiani, vicini alla vita delle persone, che diventano anche punti di accesso ai libri, alla cultura e a occasioni di incontro.
“Leggere, conoscere, proteggere” è il filo conduttore del progetto, promosso dai CRU – Consigli Regionali Unipol per portare libri, cultura e momenti di approfondimento nelle comunità delle aree interne. A Monzuno l’iniziativa prende forma grazie alla collaborazione tra CRU Unipol Emilia-Romagna, Comune di Monzuno, Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS, Farmacia Toschi di Monzuno, Casa della Comunità di Vado e Librerie Coop.
L’obiettivo è creare un presidio culturale stabile in un comune privo di librerie, trasformando spazi già riconosciuti e frequentati dai cittadini in luoghi di relazione, conoscenza e protezione sociale. Perché leggere, informarsi e confrontarsi significa anche avere più strumenti per orientarsi nelle scelte della vita, prendersi cura di sé e degli altri, rafforzare i legami della comunità.
Sperimentata inizialmente in Molise e presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino, la Libreria Sfusa è un’iniziativa itinerante e nazionale che si è poi estesa ad altre regioni, tra cui Abruzzo e Marche. Il modello rientra nel programma CreAree dei Consigli Regionali Unipol e si fonda sulla figura del “libraio di comunità”, che accompagna il progetto nei luoghi di aggregazione locali.
A Monzuno il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS svolge il ruolo di “libraio di comunità”, raccogliendo le richieste e accompagnando il progetto sul territorio. La fornitura dei libri è curata da Librerie Coop, partner dell’iniziativa.
Per informazioni e ordini è possibile rivolgersi al Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS: telefono 338 5055363, posta elettronica redazione@savenasettasambro.com.
La Libreria Sfusa non si limita a mettere a disposizione un catalogo. È pensata come uno spazio di comunità, dove il libro diventa occasione di incontro, dialogo e crescita collettiva. Accanto alla proposta libraria saranno organizzati prossimamente momenti di confronto e approfondimento promossi insieme da tutti i soggetti coinvolti nel progetto, dedicati a salute e prevenzione, assistenza e cura, educazione finanziaria, previdenza e protezione sociale, benessere delle comunità.
«Per il Comune di Monzuno, l’arrivo della Libreria Sfusa rappresenta un’opportunità importante per rafforzare i servizi culturali e sociali del territorio, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, realtà associative, presìdi sanitari e soggetti privati. In un’area interna come la nostra, costruire luoghi di incontro e accesso alla conoscenza significa investire sulla qualità della vita delle persone e sulla coesione della comunità» le parole del Sindaco Bruno Pasquini.
«La Libreria Sfusa a Monzuno si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro delle aree interne e dell’Appennino», sottolinea Filippo Pieri, presidente CRU Unipol Emilia-Romagna. «Lo spopolamento non si contrasta solo con i servizi essenziali, ma anche rafforzando le occasioni di relazione, conoscenza e informazione sui temi che incidono sulla vita delle persone. Portare libri e momenti di approfondimento nei luoghi quotidiani della comunità significa costruire presìdi di prossimità e contribuire a quella protezione sociale diffusa di cui i territori hanno bisogno per restare vivi».
«Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS ha aderito con convinzione al progetto Libreria Sfusa, assumendo il ruolo di libraio di comunità», dichiara Ermanno Pavesi. «Per noi significa mettere a disposizione del territorio una rete di relazioni, conoscenze e attenzione alla storia e alla vita delle nostre comunità. Raccogliere le richieste dei lettori e accompagnare la circolazione dei libri è un modo concreto per favorire partecipazione, incontro e crescita condivisa».
«Per Librerie.coop, partecipare a questo progetto nell’anno del ventennale ha un significato ancora più profondo e vi abbiamo aderito con particolare entusiasmo, felici di contribuire al suo successo», dice la direzione. «Crediamo da sempre che la lettura rappresenti non solo un’occasione di conoscenza, ma anche uno strumento capace di rafforzare il senso di comunità e contribuire alla crescita etica e civile delle persone».
«Come farmacista, ogni giorno mi occupo della salute delle persone. Ma la salute non è fatta soltanto di cure e di farmaci: è fatta anche di relazioni, conoscenza, curiosità e benessere interiore», sottolinea la farmacista Toschi. «Per questo abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Libreria Sfusa. In un paese come Monzuno, dove i servizi sono pochi e raggiungerne altri richiede tempo e spostamenti, offrire la possibilità di acquistare o ordinare un libro significa dare un’opportunità in più alla comunità. Mi ha colpito molto lo slogan del progetto: “La cultura protegge. I libri costruiscono comunità”. Credo che sia vero. Proteggere significa prevenire, prendersi cura, aiutare le persone a stare meglio. È quello che cerchiamo di fare ogni giorno in farmacia. E la lettura, in un modo diverso ma altrettanto importante, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e gli altri, ad aprire la mente, a non sentirci soli. Una farmacia è già un luogo in cui le persone entrano ogni giorno, chiedono consiglio, si incontrano e si fermano a parlare: da oggi speriamo possa diventare anche un piccolo punto di accesso alla cultura. La Libreria Sfusa potrà essere il seme di tante altre esperienze, e ogni libro che passerà di mano sarà un piccolo investimento per il futuro della nostra comunità».
La Casa della Comunità è per sua natura un luogo di prossimità, ascolto e relazione. Accogliere la Libreria Sfusa significa ampliare questa funzione, riconoscendo che la salute delle persone passa anche dalla conoscenza, dalla prevenzione, dalla partecipazione e dalla possibilità di sentirsi parte di una comunità. I momenti di approfondimento che saranno promossi insieme agli altri partner potranno contribuire a rafforzare il dialogo con i cittadini sui temi della salute, della cura e del benessere» dichiara Giuseppina Bisonti, Responsabile Organizzativa e Coordinatrice Infermieristica delle Case della Comunità per l'Azienda USL di Bologna
«Libreria Sfusa nasce con un obiettivo semplice e concreto: portare libri, conoscenza e occasioni di approfondimento nei luoghi quotidiani delle comunità», sottolinea Elena Torri, referente del progetto CreAree. «Parlare di salute, prevenzione, previdenza, ma anche di educazione finanziaria significa aiutare le persone a orientarsi meglio nelle scelte della vita. È in questo senso che cultura, informazione e relazione diventano strumenti di protezione sociale».












