Cambiamento climatico e aree fragili del Mezzogiorno: A Matera il dibattito tra Istituzioni, Imprese e Comunità
In anteprima i dati del Rapporto Città-Clima 2026 di Legambiente presentato in occasione dell’annuale Coordinamento CRU del Meridione: in Basilicata più di 30 eventi estremi dannosi in 10 anni
I Consigli Regionali Unipol del Mezzogiorno si sono riuniti oggi a Matera per l’annuale Coordinamento CRU del Meridione. L’evento ha coinvolto istituzioni, imprese, università, rappresentanti del territorio ed altri stakeholder ponendo al centro del dibattito l'impatto del cambiamento climatico nelle aree urbane e nei territori fragili del Sud Italia, tra eventi estremi in crescita, rischi naturali e urgenza di adattamento.
Il cambiamento climatico è una realtà presente, misurabile, che incide già oggi sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta dei sistemi economici. Le aree interne del Mezzogiorno italiano sono tra le più esposte: fenomeni di dissesto idrogeologico, ondate di calore, siccità prolungata e alluvioni improvvise si alternano con frequenza sempre maggiore, colpendo comunità spesso già fragili sul piano demografico e infrastrutturale
Tra gli stakeholder più rilevanti, Legambiente ha presentato in anteprima una sintesi del Rapporto Città-Clima 2026: il primo sistema strutturato di monitoraggio degli eventi estremi sul territorio italiano, con un’attenzione specifica alle dinamiche urbane e alle realtà più vulnerabili.
L’Osservatorio Città Clima: un nuovo strumento per i territori
Negli ultimi dieci anni (2015–2025) gli eventi meteo estremi che hanno causato danni in Italia hanno superato stabilmente quota 300 annui. Tra le regioni più colpite del Mezzogiorno figurano Sicilia, Puglia e Campania. Nel solo territorio della Basilicata, il Comune di Matera registra 5 eventi con danni e la sua provincia 11: una pressione crescente su un tessuto urbano dal valore storico e ambientale unico. In provincia di Potenza dal 2015 al 2025 ci sono stati 16 eventi meteo censiti dall'Osservatorio, di cui ben 9 nella città di Potenza. Gli eventi più frequenti sono stati danni alle infrastrutture, allagamenti e danni da vento.
Tra le tipologie di eventi più frequenti rilevate a livello nazionale: allagamenti da piogge intense (883 casi nel periodo analizzato), danni da vento (596), esondazioni fluviali (218), grandinate (185) e siccità (144). Un quadro che rende urgente e non più rinviabile un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale.
L’Osservatorio analizza la diffusione e gli impatti degli eventi estremi attraverso un approccio multifonte: segnalazioni di citizen science, monitoraggi sistematici e strumenti GIS convergono in una mappa interattiva che mette in relazione i fenomeni climatici con i fattori territoriali e infrastrutturali. Il risultato è una base di conoscenza inedita, capace di supportare amministratori locali, imprese e comunità nella definizione di strategie di adattamento basate su evidenze.
Legambiente ha inoltre illustrato le principali buone pratiche di adattamento adottate dalle città nel mondo, dall'integrazione di infrastrutture verdi alla gestione sostenibile delle acque urbane.
L’iniziativa di Unipol e dei CRU del Mezzogiorno a Matera
Presenti in tutte le Regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.
Unipol, attraverso i suoi 8 Consigli Regionali del Mezzogiorno porta a Matera un Coordinamento che ha nella concretezza il suo tratto distintivo. Ogni appuntamento annuale mira a produrre ricadute reali sui territori ospitanti, in termini di strumenti, relazioni e processi attivati. In questo solco si inserisce la collaborazione con Legambiente, che mette a disposizione dati, competenze e una visione sistemica dell'adattamento climatico: oggi in Italia solo il 39,7% dei Comuni con più di 50.000 abitanti dispone di un Piano o Strategia di adattamento, e la situazione è ancora più critica nei centri minori.
Matera, Capitale mediterranea 2026 della Cultura e del Dialogo, rappresenta la sede ideale per questo confronto poiché è cresciuta per millenni in un rapporto organico con l'ambiente (nella gestione delle acque, nell'orientamento delle abitazioni rupestri, nel dialogo con il paesaggio circostante) anticipando principi di sostenibilità.
Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera, ha commentato: “Il cambiamento climatico è ormai una realtà quotidiana che incide concretamente sulla sicurezza, sull’economia e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Le città, soprattutto quelle più fragili ed esposte ai rischi naturali, sono oggi chiamate a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e resilienza. Matera è un insediamento urbano nato seguendo principi che oggi definiamo di sostenibilità: parlare di adattamento climatico qui ha un significato che trascende l’evento e assume valore universale.”
Leonardo Montemurro, Presidente CRU Basilicata Unipol ha commentato: “È veramente un motivo di grande orgoglio il fatto che l’annuale iniziativa del Coordinamento dei CRU del Mezzogiorno si tenga quest’anno in Basilicata, a Matera, città simbolo per tanti aspetti del nostro Sud più vero ed autentico. I temi in discussione, la qualità dei relatori, il coinvolgimento dell’Università della Basilicata e l’ottima interlocuzione con l’Amministrazione comunale mi lasciano ben sperare sulla legacy che orienta ogni nostra azione: lasciare un segno concreto, individuato nell’avvio del percorso per dotare Matera di un Piano Comunale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che possa diventare modello per altre città.”
“L'Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili ai rischi naturali e climatici – ha detto Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Unipol - Frane, alluvioni ed eventi estremi colpiscono con frequenza e intensità crescenti, lasciando un conto sempre più salato a famiglie, imprese e comunità locali. Eppure, a fronte di questa esposizione, il nostro Paese registra ancora uno dei protection gap più elevati. Troppi cittadini e troppe imprese restano privi di copertura adeguata, con ricadute pesanti sulla finanza pubblica: serve investire con convinzione nella prevenzione e nell'adattamento climatico, rendendo le città protagoniste di questa trasformazione — più consapevoli dei propri rischi, più capaci di anticiparli e gestirli. L'assicurazione può essere un alleato strategico in questo percorso: non solo come strumento di protezione economica, ma come leva concreta per diffondere una cultura della resilienza, incentivare investimenti in prevenzione e premiare i comportamenti responsabili. È con questo spirito che i Consigli Regionali Unipol promuovono l'incontro di Matera: un confronto aperto tra istituzioni, comunità e settore assicurativo per costruire insieme un modello di protezione più solido, più equo e davvero sostenibile".
Aree interne e invecchiamento: da Sepino il confronto sui nuovi modelli di welfare di prossimità
Istituzioni, università, mondo economico e terzo settore riuniti a Palazzo Tiberio per l’iniziativa promossa dai Consigli Regionali Unipol nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASviS 2026
Si è svolto a Sepino, presso Palazzo Tiberio, l’incontro pubblico “Invecchiamento e aree interne: sfide e prospettive – Servizi, welfare e comunità per la qualità della vita nei territori marginali”, promosso dai Consigli Regionali Unipol (CRU) nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 organizzato da ASviS.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, del settore assicurativo e del terzo settore in un confronto dedicato alle trasformazioni demografiche che interessano le aree interne del Paese e alla necessità di costruire nuovi modelli di welfare territoriale capaci di coniugare prossimità, sostenibilità e qualità della vita.
I saluti istituzionali e il ruolo dei territori
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Sepino Paolo Pasquale D’Anello e della Presidente del CRU Molise Chiara Iosue, che hanno sottolineato l’importanza di riportare attenzione politica e progettuale sui territori marginali, colpiti da spopolamento, invecchiamento della popolazione e progressiva riduzione dei servizi essenziali.
Welfare integrativo e reti collaborative
Nel suo intervento, supportato da grafiche e dati, Luca Giordano ha evidenziato la necessità di rafforzare il legame tra sostenibilità sociale, protezione e coesione territoriale, sottolineando come il welfare integrativo e le reti collaborative possano rappresentare strumenti concreti di supporto alle comunità locali: “Di fronte a queste sfide, nessun attore può rispondere da solo. Servono ecosistemi di welfare allargato, in cui pubblico, privato e terzo settore agiscono in modo complementare, mirato e coordinato, promuovendo la protezione, la crescita economica e sociale, valorizzando le risorse locali e creando opportunità per uno sviluppo sostenibile”.
Nel corso della discussione è emersa con forza la necessità di superare approcci frammentati alle politiche territoriali, favorendo invece strategie integrate capaci di mettere in relazione sanità di prossimità, servizi sociali, mobilità, welfare comunitario e innovazione sociale.
Il contributo degli enti locali e del settore assicurativo
Marialuisa Forte, Sindaca di Campobasso e Vicepresidente nazionale ANCI, ha richiamato il ruolo degli enti locali nel garantire coesione sociale e prossimità amministrativa nei territori più fragili, evidenziando le difficoltà che molti comuni affrontano nel mantenimento dei servizi e nella gestione delle nuove vulnerabilità demografiche.
Caterina Tremante, Head of Business Retail and SME di UniSalute, ha approfondito il contributo che il settore assicurativo può offrire nello sviluppo di modelli innovativi di welfare integrativo, prevenzione e assistenza, soprattutto in contesti caratterizzati da maggiore fragilità sociale e minore accessibilità ai servizi. “Abbiamo iniziato ad affiancare all’offerta assicurativa vera e propria servizi specifici per le categorie più fragili come gli anziani, per esempio la telemedicina, l'assistenza domiciliare e il care manager per il sostegno nel momento del bisogno”, ha spiegato Tremante.
L’analisi demografica, sociale e territoriale
La professoressa Cecilia Tomassini, ordinaria di Demografia presso l’Università degli Studi del Molise, ha fornito un quadro delle principali dinamiche demografiche che interessano le aree interne italiane, evidenziando il progressivo invecchiamento della popolazione e la necessità di politiche strutturali capaci di affrontare fenomeni ormai consolidati.
Luca Bianchi, Direttore generale di SVIMEZ, ha sottolineato come la questione delle aree interne rappresenti oggi una delle principali sfide nazionali in termini di sviluppo territoriale, accesso ai servizi e riequilibrio sociale, richiamando la necessità di investimenti stabili e visioni di lungo periodo.
Luisa Corazza, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi del Molise, ha posto l’attenzione sul rapporto tra trasformazioni demografiche, lavoro, welfare e diritti sociali, evidenziando la necessità di ripensare modelli organizzativi e strumenti di protezione coerenti con i cambiamenti in atto.
Rossella Muroni, Coordinatrice Goal 11 ASviS e Presidente di Nuove Ri-Generazioni, ha richiamato il tema della sostenibilità territoriale e della rigenerazione delle comunità locali, sottolineando come la sfida delle aree interne riguardi non solo i servizi, ma anche la qualità delle relazioni sociali, dell’abitare e della partecipazione civica.
Aree interne come luoghi di sperimentazione
Nel corso dell’incontro è stato più volte evidenziato come le aree interne non debbano essere considerate territori marginali, ma luoghi strategici nei quali sperimentare nuovi modelli di welfare di comunità, innovazione sociale e sviluppo sostenibile.
Il valore del dialogo multi-stakeholder
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, il Centro ArIA e SVIMEZ, con il patrocinio dei Comuni di Sepino e Campobasso, ha confermato il valore del dialogo tra istituzioni, università, imprese e società civile come strumento fondamentale per affrontare le grandi trasformazioni sociali e demografiche del Paese.
Presenti in tutte le regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.
Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026: due appuntamenti dei CRU a Sepino e Matera
I Consigli Regionali Unipol partecipano al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 con due incontri dedicati a invecchiamento, aree interne, cambiamento climatico e rischi naturali, in programma a Sepino e Matera.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS, è la principale iniziativa italiana dedicata ai temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale e agli Obiettivi dell’Agenda 2030. L’edizione 2026 si svolge nel mese di maggio, con un programma diffuso di eventi in tutta Italia e online. Anche i Consigli Regionali Unipol partecipano al Festival con due appuntamenti sul territorio, a Sepino e Matera, pensati come occasioni di confronto e approfondimento sul ruolo delle comunità locali nello sviluppo sostenibile.
Sepino: invecchiamento, aree interne e welfare di comunità
Il primo incontro, dal titolo “Invecchiamento e aree interne: sfide e prospettive – Servizi, welfare e comunità per la qualità della vita nei territori marginali”, è in programma lunedì 18 maggio 2026, dalle 16.45 alle 19.00, a Sepino, presso Palazzo Tiberio, in Via P. Volpe, 45.
L’appuntamento intende porre al centro il tema del progressivo invecchiamento e impoverimento della popolazione nelle aree interne, dove le dinamiche demografiche si intrecciano con fenomeni di spopolamento, rarefazione dei servizi e aumento delle fragilità sociali. Il confronto sarà dedicato a una questione cruciale per il futuro del Paese: come accompagnare l’invecchiamento della popolazione nelle aree interne attraverso modelli di welfare più equi, integrati e sostenibili, capaci di coniugare protezione sociale, prossimità e qualità della vita, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle comunità locali.
La registrazione all’evento è gratuita su Eventbrite: cru_sepino_2026.eventbrite.it.
Matera: città, clima e rischi naturali
Il secondo appuntamento, dal titolo “Città a misura di clima – Cambiamento climatico e rischi naturali”, si terrà giovedì 28 maggio 2026, alle 9.30, a Matera, presso il DiUSS - UNIBAS, Campus Universitario, in Via Lanera, 20, Aula B003.
L’incontro intende approfondire il tema del rischio catastrofale, sempre più rilevante per le città e le aree più fragili, e il ruolo delle misure di adattamento nel ridurre l’esposizione e la vulnerabilità di comunità, imprese e infrastrutture. Particolare attenzione sarà dedicata al contributo del settore assicurativo non solo come strumento di trasferimento del rischio, ma anche come abilitatore di prevenzione e resilienza, attraverso modelli di valutazione, incentivi comportamentali e supporto alla diffusione di soluzioni di mitigazione. Un focus specifico sarà inoltre riservato allo sviluppo di partenariati pubblico-privati, considerati leve fondamentali per affrontare in modo sistemico i rischi climatici, colmare il protection gap e rafforzare la capacità di adattamento dei territori.
La registrazione all’evento è gratuita su Eventbrite: cru_matera_2026.eventbrite.it.

Sostenibilità, comunità e sviluppo locale
I due incontri confermano il ruolo dei CRU come piattaforme territoriali di confronto tra istituzioni, imprese, università e società civile, con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle comunità locali alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili, inclusivi e resilienti. Attraverso il dialogo sui temi del welfare di prossimità, della resilienza climatica e della coesione territoriale, gli appuntamenti di Sepino e Matera offrono un’occasione per leggere alcune delle principali trasformazioni sociali e ambientali che interessano i territori e per individuare possibili risposte condivise.
Guarda lo spot ufficiale del festival
https://youtu.be/BJBTdPg9npY?si=MxUt-UqF1hNdoG-0
MonopattinON: conclusa l’edizione primaverile
Tra marzo e aprile 2026 Bari, Verona e Trento hanno ospitato l’edizione primaverile di “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!”, progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione Unipolis e Dott con il supporto dei CRU (Consigli Regionali Unipol), per creare consapevolezza tra i giovani sui rischi e sull’utilizzo corretto del monopattino elettrico e promuovere il rispetto di tutti gli utenti della strada.
Finora il progetto dal 2022 aveva già coinvolto 750 studenti tra le città di Milano, La Spezia, Bergamo, Padova, Torino e Roma, per un totale di 10 scuole partecipanti a 10 ore di formazione ciascuna, in aula e su strada, organizzate in quattro moduli e un esame finale. Con questa nuova edizione primaverile, la partecipazione raggiunge ora quota 890 studenti, con l’introduzione di 3 nuove scuole in tre diverse città: Bari (I.T.T. Panetti Pitagora), Verona (ENAIP Veneto) e Trento (Liceo Rosmini).
Nella prima edizione del 2026, 140 studenti sono stati impegnati nel programma di formazione ideato per rispondere alla crescente diffusione della micromobilità urbana. Anche in questa nuova edizione, 7 classi del quarto e quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado hanno avuto l’opportunità di partecipare a 10 ore di lezioni teoriche e pratiche, con l’erogazione finale di 21 abbonamenti premio da parte di Dott ai migliori classificati nel test finale. Un riconoscimento che permette loro di continuare a usare il mezzo in sicurezza, mettendo in pratica fuori dalla scuola ciò che hanno imparato.
Il percorso è partito dalle basi: come funziona un monopattino, quali sono le regole della strada, quali le componenti del mezzo e le leggi della fisica che lo governano. Poi, l’esperienza è uscita dall’aula. Sulla strada, studentesse e studenti si sono cimentati con prove di guida per comprendere l’andamento del mezzo, lo spazio di cui necessita e quello da lasciare agli altri utenti, grazie all’affiancamento degli esperti e dei tecnici di Dott. Infine, un modulo dedicato a delineare gli scenari della mobilità del futuro ha portato gli studenti a dialogare con i loro amministratori locali, presenti in tutte le giornate finali del progetto per ascoltare le idee dei ragazzi e confrontarsi con loro.
Tre città, un percorso condiviso
Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility (2025), in Italia circolano circa 95.600 veicoli in sharing. I monopattini sono il segmento principale, con 42.600 mezzi e il 50% dei noleggi, seguiti da biciclette (32%), auto (12%) e scooter (7%). A questi si aggiungono tra 300.000 e 500.000 monopattini privati.
Sul fronte della sicurezza, secondo i dati Istat, nel 2024 (dati più aggiornati disponibili) gli incidenti stradali con lesioni a persone che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 3.895, con 3.751 feriti e 23 vittime, numeri in gran parte legati a mezzi privati. Per i servizi di micromobilità in condivisione, invece, il Rapporto sulla Sharing Mobility evidenzia un miglioramento degli indicatori di incidentalità: nel 2025 gli incidenti in città si sono ridotti del 33% rispetto al 2024, grazie sia alle misure tecnologiche adottate dall’operatore sia a iniziative di educazione alla mobilità sicura.
In questo scenario, Bari rientra tra le dieci città italiane che concentrano complessivamente il 90% dei noleggi nazionali, a conferma del ruolo che la micromobilità condivisa ha assunto anche nel capoluogo pugliese. A Verona, la micromobilità è sempre più presente: oltre la metà degli utenti Dott utilizza i mezzi con frequenza regolare, da una volta al giorno a una volta alla settimana, e il 67,6% li combina con il trasporto pubblico locale. Anche a Trento il servizio Dott è molto radicato, specialmente tra i più giovani, dove il 54,6% degli utenti utilizza regolarmente mezzi di mobilità sostenibile e, anche in questo caso, il 53% li combina con il trasporto pubblico.
Sono dati che confermano come il servizio possa integrarsi in modo efficace nella mobilità quotidiana e offrire un’alternativa concreta all’uso dell’auto privata o del mezzo pubblico. Il senso del progetto “MonopattinON: – metti in moto la tua sicurezza!” è stato quindi quello di portare una tematica già vissuta dal contesto cittadino all’interno del luogo primario dove si costruisce la cittadinanza attiva, tra le generazioni che rappresentano il futuro delle nostre comunità. La diffusione di una cultura della sicurezza e del rispetto degli spazi comuni passa infatti attraverso comportamenti quotidiani consapevoli, che possono e devono diventare patrimonio condiviso.
Alla fine del progetto, più del 50% delle studentesse e degli studenti coinvolti dichiarano di aver acquisito una maggiore consapevolezza sulla sicurezza stradale e sull’uso della micromobilità. Hanno imparato a leggere lo spazio urbano, a riconoscere la propria traiettoria e quella degli altri utenti – pedoni, ciclisti e automobilisti – con l’obiettivo di ridurre i rischi e favorire una cultura del rispetto reciproco. Un risultato significativo per gli effetti che produce nella strada, perché i ragazzi non restano solo destinatari, ma diventano parte attiva di un cambiamento che riguarda il modo in cui le città vengono vissute.
Il progetto assume oggi un valore ancora più attuale alla luce delle recenti modifiche al Codice della Strada, che introducono nuove responsabilità per gli utenti di monopattini elettrici, tra cui l’obbligo di casco e assicurazione RC.
Proprio su questo fronte si apre una nuova fase del progetto, avviata a partire da Trento con il coinvolgimento dell’Agenzia Generale Atlante: una collaborazione con le agenzie del Gruppo Unipol per sensibilizzare gli utenti sull’importanza della copertura assicurativa e sulle future modalità per attivarla. Un passaggio ulteriore per rafforzare una cultura della sicurezza che non si esaurisce nella formazione, ma continua nella pratica quotidiana.
https://youtube.com/shorts/UHNBRphYncI?si=n0e3Uk2D8JX-IcUv
Progetto Icaro a Messina: sicurezza stradale e responsabilità civica per le scuole primarie
Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina ha ospitato questa mattina la tappa conclusiva della 26^ edizione del Progetto Icaro dedicata alle scuole primarie. Con lo spettacolo “Icaro Junior”, promosso dalla Polizia di Stato con il sostegno dei Consigli Regionali Unipol, il palcoscenico del teatro si è trasformato in uno spazio educativo dove musica, danza e scenografia hanno raccontato ai più piccoli il valore delle regole stradali.
Lo spettacolo ha coinvolto gli alunni delle scuole primarie messinesi in un’esperienza interattiva pensata per trasmettere messaggi di sicurezza attraverso il linguaggio dell’arte. Una «giungla» motorizzata ha fatto da cornice narrativa a una mattinata che ha messo i bambini al centro: non spettatori passivi, ma protagonisti di un percorso di consapevolezza sul comportamento civico e il rispetto delle regole.
L’approccio che caratterizza questa edizione del Progetto Icaro va oltre la semplice trasmissione di norme. Il percorso formativo lavora sulla consapevolezza emotiva e cognitiva, con l’obiettivo di riattivare nei ragazzi il senso di cura e di interdipendenza: l’idea che ogni scelta sulla strada non riguardi solo chi la compie, ma l’intera comunità. La responsabilità, in questa prospettiva, non è un dovere imposto dall’esterno, ma una forma di potere personale e collettivo — un messaggio che il Progetto Icaro porta nelle scuole italiane ormai da 26 edizioni.
Sul palco era presente anche Luca Giordano, Responsabile della Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol, che ha portato il saluto del Gruppo Unipol e dei Consigli Regionali Unipol.
Progetto Icaro porta l'educazione stradale nelle scuole primarie messinesi
Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina ospita domani, 28 aprile, lo spettacolo “Icaro Junior”: una mattinata dedicata alla sicurezza stradale per gli alunni delle scuole primarie della città, nell’ambito della 26^ edizione del Progetto Icaro, la campagna promossa dalla Polizia di Stato con il sostegno dei Consigli Regionali Unipol. In rappresentanza dei CRU sarà presente Luca Giordano, Responsabile della Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol.
L’appuntamento è fissato per le 9 del mattino. Il palcoscenico del teatro si trasforma in un’aula interattiva dove musica, danza e una scenografia ispirata a una «giungla» motorizzata diventano strumenti per trasmettere ai più piccoli messaggi fondamentali sul rispetto delle regole e sulla prevenzione degli incidenti. Il formato dello spettacolo è pensato per coinvolgere attivamente i bambini, rendendoli protagonisti dell’esperienza educativa.
Il Progetto Icaro ha già coinvolto in questa tornata gli istituti superiori, le scuole dell’infanzia e le primarie del territorio messinese. “Icaro Junior” rappresenta la tappa conclusiva dedicata alle fasce di età più giovani, con un linguaggio e una forma espressiva calibrati sulle esigenze dei bambini di scuola primaria.
La presenza dei Consigli Regionali Unipol si inserisce nell’impegno del Gruppo per la promozione della cultura della sicurezza e della responsabilità civica.
“Storie di donne, uomini e comunità”. A Bologna proiettato il docufilm prodotto con il contributo dei CRU Unipol
Il 17 aprile scorso a Bologna, presso Spazio LIVE a Porta Europa, si è svolta la proiezione del docufilm “Storie di donne, uomini e comunità”, realizzato anche con il supporto dei CRU Unipol, nell’ambito del percorso di diffusione nazionale dell’opera.
Prodotto dalle cooperative Il Gigante di Roma e TCC Teatro di Napoli, il progetto è stato sviluppato con il contributo di Coopfond, Legacoop Emilia-Romagna, CRU Unipol e della cooperativa di comunità Il Ce.Sto di Genova, oltre al supporto delle Film Commission di Campania, Liguria e Puglia e del Ministero della Cultura.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sui temi al centro del film, mettendo in dialogo prospettive istituzionali, cooperative e culturali attorno al ruolo delle comunità nei processi di sviluppo locale.
Prima della proiezione sono intervenuti Massimo D’Orzi (produttore e distributore del film), Paola Traverso (co-autrice), Davide Baruffi (Assessore a Programmazione strategica e attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne della Regione Emilia-Romagna), Marisa Parmigiani (Consigliera delegata Fondazione Unipolis), Luca Giordano (Responsabile Corporate Social Responsibility Gruppo Unipol), Daniele Montroni (Presidente Legacoop Emilia-Romagna). Ha moderato l’incontro Paolo Scaramuccia (Responsabile Politiche di sviluppo locale e cooperative di comunità e servizi associativi di Legacoop Nazionale).
Il confronto ha messo in evidenza come le cooperative di comunità rappresentino, in diversi contesti territoriali, uno strumento concreto per contrastare fenomeni di marginalità e spopolamento, generando nuove forme di partecipazione e contribuendo alla qualità della vita delle persone.
Il docufilm, frutto di un lavoro durato quattro anni, racconta esperienze diffuse in tutta Italia in cui cittadini, cooperative e realtà locali costruiscono risposte condivise a bisogni concreti, dando vita a modelli di sviluppo basati sulla collaborazione e sulla cura dei territori.
Dopo l’anteprima romana e le successive tappe, tra cui la proiezione al Parlamento Europeo di Bruxelles, il tour del docufilm prosegue nelle sale cinematografiche e negli spazi culturali di diverse regioni italiane, configurandosi come un percorso di incontro e confronto con i territori.
Guarda il trailer ufficiale del docufilm su YouTube
Sicurezza stradale: oltre 1.200 studenti coinvolti in Sardegna da Street Rules 2026
Tra febbraio e marzo 2026, Street Rules — il progetto educativo dedicato alla sicurezza stradale, già realizzato nel 2025 in Sicilia — ha fatto tappa in Sardegna con un ciclo di incontri nelle scuole secondarie di secondo grado. L’iniziativa ha coinvolto oltre 1.200 studenti di 7 istituti nelle città di Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari, Alghero e Olbia.
Al centro del progetto, promosso da Fondazione Unipolis e dai Consigli Regionali Unipol, in collaborazione con l’associazione AdessoBasta e con il coinvolgimento della rete agenziale del Gruppo, c’è un approccio diretto e partecipativo: gli studenti non si limitano ad ascoltare, ma sono coinvolti in attività pratiche e momenti interattivi. Possono confrontarsi con esperti, amministratori locali e forze dell’ordine, analizzare situazioni reali di rischio, discutere comportamenti corretti e conseguenze degli incidenti, e partecipare a simulazioni concrete – come i percorsi con occhiali che riproducono l’effetto dell’alcol alla guida – per comprendere in modo immediato i pericoli.
Accanto a questo, grande spazio è dato al confronto e al dialogo: dibattiti in aula, testimonianze legate a esperienze reali e momenti di scambio tra pari stimolano una riflessione critica sui comportamenti quotidiani e sulle scelte individuali.
Nel corso delle diverse tappe, il progetto ha visto il coinvolgimento attivo dei territori, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, amministratori locali e forze di polizia. In un contesto particolarmente delicato come quello sardo – dove si registrano livelli di incidentalità e mortalità stradale tra i più alti in Italia – iniziative come Street Rules rappresentano un intervento concreto e necessario per agire sulla prevenzione, partendo proprio dalle nuove generazioni.
Fondamentale anche il contributo della rete agenziale Unipol sul territorio, con 13 tra agenti e collaboratori di 5 agenzie che hanno collaborato alla realizzazione delle tappe locali e partecipato direttamente alle attività in aula. In particolare hanno offerto ai ragazzi un confronto concreto su temi pratici legati alla sicurezza stradale, ad esempio sulle modalità di compilazione della constatazione amichevole di incidente e sull’utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici a supporto della sicurezza.
Un elemento distintivo di questa edizione è stato il lancio della NEPO App, sviluppata dall’associazione AdessoBasta con il supporto tecnologico di UnipolTech: uno strumento che consente ai cittadini di segnalare criticità della rete stradale e contribuire alla costruzione di una mappa condivisa dei rischi, rafforzando il ruolo attivo delle comunità nella sicurezza urbana.
Street Rules si inserisce nel più ampio impegno del Gruppo Unipol per la sicurezza stradale, che integra educazione, innovazione tecnologica e collaborazione con i territori, con l’obiettivo di ridurre i rischi e generare un impatto positivo e duraturo nelle comunità.
https://youtu.be/UmknObR4lM8
“Storie di donne, uomini e comunità”, a Bologna il docufilm prodotto con il supporto dei CRU Unipol
Dopo la presentazione a Roma, prosegue il percorso di diffusione del docufilm “Storie di donne, uomini e comunità”, che farà tappa a Bologna il 17 aprile alle ore 16.30, presso Spazio LIVE a Porta Europa (Piazza Sergio Vieira de Mello 3/5).
Il film nasce da un lavoro di quattro anni e racconta il cambiamento dei territori a partire dalle persone che lo rendono possibile. Luoghi segnati da spopolamento e fragilità in cui le cooperative di comunità stanno costruendo nuove forme di partecipazione, cura e sviluppo locale, con effetti concreti sulla qualità della vita e sulla tenuta sociale.
Tra aprile e maggio il tour di presentazione proseguirà con un calendario di incontri nelle sale cinematografiche di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, per poi continuare durante l’estate nelle arene all’aperto delle piazze italiane.
Il docufilm è prodotto dalle cooperative Il Gigante di Roma e TCC Teatro di Napoli, con il cofinanziamento di Coopfond, Legacoop Emilia-Romagna, CRU Unipol e della cooperativa di comunità Il Ce.Sto di Genova. Al progetto si sono aggiunti i contributi delle Film Commission di Campania, Liguria e Puglia e il sostegno del Ministero della Cultura.
L’appuntamento di Bologna si aprirà con un momento di confronto prima della proiezione, pensato per leggere il fenomeno delle cooperative di comunità da diversi punti di vista – istituzionale, cooperativo e culturale.
Interverranno:
-
Massimo D’Orzi, produttore e distributore del film
-
Paola Traverso, co-autrice del film
-
Davide Baruffi, Assessore a Programmazione strategica e attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne della Regione Emilia-Romagna
-
Marisa Parmigiani, Consigliera delegata Fondazione Unipolis
-
Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Gruppo Unipol
-
Daniele Montroni, Presidente Legacoop Emilia-Romagna
Modera:
-
Paolo Scaramuccia, Responsabile Politiche di sviluppo locale e cooperative di comunità e servizi associativi di Legacoop Nazionale
L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire un modello che, in diversi contesti, sta contribuendo a ridurre l’isolamento dei territori e a generare nuove opportunità economiche e sociali.
Per partecipare iscriviti all'evento compilando il modulo su Eventbrite
https://youtu.be/psGnxb9VgLg












