Street Rules 2026 Sardegna

Sicurezza stradale: oltre 1.200 studenti coinvolti in Sardegna da Street Rules 2026

Tra febbraio e marzo 2026, Street Rules — il progetto educativo dedicato alla sicurezza stradale, già realizzato nel 2025 in Sicilia — ha fatto tappa in Sardegna con un ciclo di incontri nelle scuole secondarie di secondo grado. L’iniziativa ha coinvolto oltre 1.200 studenti di 7 istituti nelle città di Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari, Alghero e Olbia.

Al centro del progetto, promosso da Fondazione Unipolis e dai Consigli Regionali Unipol, in collaborazione con l’associazione AdessoBasta e con il coinvolgimento della rete agenziale del Gruppo, c’è un approccio diretto e partecipativo: gli studenti non si limitano ad ascoltare, ma sono coinvolti in attività pratiche e momenti interattivi. Possono confrontarsi con esperti, amministratori locali e forze dell’ordine, analizzare situazioni reali di rischio, discutere comportamenti corretti e conseguenze degli incidenti, e partecipare a simulazioni concrete – come i percorsi con occhiali che riproducono l’effetto dell’alcol alla guida – per comprendere in modo immediato i pericoli.

Accanto a questo, grande spazio è dato al confronto e al dialogo: dibattiti in aula, testimonianze legate a esperienze reali e momenti di scambio tra pari stimolano una riflessione critica sui comportamenti quotidiani e sulle scelte individuali.

Nel corso delle diverse tappe, il progetto ha visto il coinvolgimento attivo dei territori, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, amministratori locali e forze di polizia. In un contesto particolarmente delicato come quello sardo – dove si registrano livelli di incidentalità e mortalità stradale tra i più alti in Italia – iniziative come Street Rules rappresentano un intervento concreto e necessario per agire sulla prevenzione, partendo proprio dalle nuove generazioni.

Fondamentale anche il contributo della rete agenziale Unipol sul territorio, con 13 tra agenti e collaboratori di 5 agenzie che hanno collaborato alla realizzazione delle tappe locali e partecipato direttamente alle attività in aula. In particolare hanno offerto ai ragazzi un confronto concreto su temi pratici legati alla sicurezza stradale, ad esempio sulle modalità di compilazione della constatazione amichevole di incidente e sull’utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici a supporto della sicurezza.

Un elemento distintivo di questa edizione è stato il lancio della NEPO App, sviluppata dall’associazione AdessoBasta con il supporto tecnologico di UnipolTech: uno strumento che consente ai cittadini di segnalare criticità della rete stradale e contribuire alla costruzione di una mappa condivisa dei rischi, rafforzando il ruolo attivo delle comunità nella sicurezza urbana.

Street Rules si inserisce nel più ampio impegno del Gruppo Unipol per la sicurezza stradale, che integra educazione, innovazione tecnologica e collaborazione con i territori, con l’obiettivo di ridurre i rischi e generare un impatto positivo e duraturo nelle comunità.

https://youtu.be/UmknObR4lM8

 


Docufilm SDUC

“Storie di donne, uomini e comunità”, a Bologna il docufilm prodotto con il supporto dei CRU Unipol

Dopo la presentazione a Roma, prosegue il percorso di diffusione del docufilm “Storie di donne, uomini e comunità”, che farà tappa a Bologna il 17 aprile alle ore 16.30, presso Spazio LIVE a Porta Europa (Piazza Sergio Vieira de Mello 3/5).

Il film nasce da un lavoro di quattro anni e racconta il cambiamento dei territori a partire dalle persone che lo rendono possibile. Luoghi segnati da spopolamento e fragilità in cui le cooperative di comunità stanno costruendo nuove forme di partecipazione, cura e sviluppo locale, con effetti concreti sulla qualità della vita e sulla tenuta sociale.

Tra aprile e maggio il tour di presentazione proseguirà con un calendario di incontri nelle sale cinematografiche di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, per poi continuare durante l’estate nelle arene all’aperto delle piazze italiane.

Il docufilm è prodotto dalle cooperative Il Gigante di Roma e TCC Teatro di Napoli, con il cofinanziamento di Coopfond, Legacoop Emilia-Romagna, CRU Unipol e della cooperativa di comunità Il Ce.Sto di Genova. Al progetto si sono aggiunti i contributi delle Film Commission di Campania, Liguria e Puglia e il sostegno del Ministero della Cultura.

L’appuntamento di Bologna si aprirà con un momento di confronto prima della proiezione, pensato per leggere il fenomeno delle cooperative di comunità da diversi punti di vista – istituzionale, cooperativo e culturale.

Interverranno:

  • Massimo D’Orzi, produttore e distributore del film

  • Paola Traverso, co-autrice del film

  • Davide Baruffi, Assessore a Programmazione strategica e attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne della Regione Emilia-Romagna

  • Marisa Parmigiani, Consigliera delegata Fondazione Unipolis

  • Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Gruppo Unipol

  • Daniele Montroni, Presidente Legacoop Emilia-Romagna

 

Modera:

  • Paolo Scaramuccia, Responsabile Politiche di sviluppo locale e cooperative di comunità e servizi associativi di Legacoop Nazionale

 

L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire un modello che, in diversi contesti, sta contribuendo a ridurre l’isolamento dei territori e a generare nuove opportunità economiche e sociali.

Per partecipare iscriviti all'evento compilando il modulo su Eventbrite 

 

https://youtu.be/psGnxb9VgLg

Docufilm SDUC


I CRU Unipol alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno al fianco di Libera

Anche quest’anno i Consigli Regionali Unipol (CRU) hanno rinnovato il proprio impegno nella lotta contro le mafie partecipando alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera e Avviso Pubblico. Una partecipazione che si inserisce in un percorso continuativo, che negli anni ha contribuito a mantenere viva l’attenzione sul tema della legalità e sul valore della memoria come leva concreta di responsabilità collettiva.

A Torino la piazza principale del 2026

La città di Torino ha ospitato l’evento nazionale del 21 marzo, che ha visto la partecipazione di circa 30.000 persone provenienti da tutta Italia. Il corteo ha attraversato il centro cittadino fino a raggiungere piazza Vittorio Veneto, dove si è svolto il momento centrale della giornata: la lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un gesto che nel tempo mantiene una forte coerenza nel suo significato: trasformare l’elenco dei nomi in una presenza concreta, capace di rendere visibile il costo umano della criminalità organizzata e di rafforzare il legame tra memoria e impegno.

Per i CRU era presente Ennio Caironi, Responsabile dell’area nord-ovest, a testimonianza di una partecipazione che continua a svilupparsi nel tempo come contributo attivo a una rete più ampia di soggetti impegnati sul tema.

Nel corso della giornata, accanto ai familiari delle vittime, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, studenti e realtà associative, in un contesto che favorisce un coinvolgimento trasversale e intergenerazionale. Dal palco, Don Luigi Ciotti ha richiamato il valore della “memoria viva”, sottolineando come il bisogno di verità e giustizia resti ancora oggi un elemento centrale.

A Bolzano un momento di comunità e consapevolezza

Anche il CRU di Bolzano ha partecipato alla giornata con un’iniziativa locale in Largo Falcone e Borsellino, promossa insieme alle associazioni del territorio. Un momento più raccolto, ma coerente con lo spirito della giornata, che ha messo al centro la vicinanza ai familiari delle vittime e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose anche in contesti percepiti come meno esposti. Durante l’incontro è stato ricordato come le vittime innocenti di mafia in Italia siano 1.117, molte delle quali ancora oggi senza piena verità e giustizia, e come la presenza mafiosa riguardi, con modalità diverse, tutti i territori.

La presidente del CRU Bolzano, Doriana Pavanello, ha richiamato la figura di Nadia Nencioni, bambina di nove anni uccisa nella strage di via dei Georgofili a Firenze nel 1993 insieme alla sua famiglia, simbolo delle vittime innocenti della violenza mafiosa. Nel suo intervento ha inoltre citato un passaggio del discorso di Piero Calamandrei all’Assemblea Costituente del 27 novembre 1947, sottolineando come l’indipendenza della magistratura rappresenti una garanzia per i cittadini e una condizione essenziale per la tutela della libertà.

È emersa con chiarezza una dinamica che riguarda direttamente i territori: non esistono aree completamente immuni dal fenomeno mafioso, ma contesti che possono scegliere quanto investire in prevenzione, cultura della legalità e vigilanza. Tra le proposte richiamate, anche quella di rafforzare l’utilizzo sociale dei beni confiscati, come leva concreta per restituire valore alle comunità.

Un impegno che continua nel tempo

Dal 1996, la Giornata della Memoria e dell’Impegno rappresenta un punto di riferimento stabile per tutte le realtà che lavorano sulla legalità. Per i CRU, la partecipazione a questa iniziativa si inserisce in un approccio più ampio che lega responsabilità sociale, attenzione ai territori e sostegno a percorsi di sensibilizzazione. Un impegno che trova il suo valore nella continuità: mantenere viva la memoria non come gesto simbolico isolato, ma come elemento che contribuisce a orientare comportamenti, scelte e relazioni nel tempo.


Street Rules Cagliari 2026

Sicurezza stradale: al via in Sardegna Street Rules e NEPO App

Si è svolta questa mattina, presso il Liceo “Leon Battista Alberti” di Cagliari, la prima tappa della nuova edizione di Street Rules 2026, il progetto educativo dedicato alla sicurezza stradale ideato da Fondazione Unipolis e dai Consigli Regionali Unipol (CRU). Nei prossimi giorni l’iniziativa farà tappa a Oristano (25 febbraio), Nuoro (26 e 27 febbraio), Sassari (11 marzo), Alghero (12 marzo) e Olbia (13 marzo).

La giornata è stata anche l’occasione per il lancio ufficiale di NEPO App, la nuova applicazione ideata dall’associazione giovanile nuorese AdessoBasta e realizzata in collaborazione con UnipolTech. L’app consente agli utenti di segnalare pericoli e criticità presenti nella rete stradale, contribuendo alla costruzione di una mappa condivisa.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri: Marco Meloni, Senatore della Repubblica; Piero Comandini, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna; Camilla Gerolama Soru, Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale; Matteo Lecis Cocco Ortu, Assessore alla Pianificazione strategica, urbanistica e ambientale del Comune di Cagliari; Yuri Mario Marcialis, Assessore alla Mobilità del Comune di Cagliari; Giovanni Pintor, Fondatore di AdessoBasta; Salvatore Podda, Presidente di AdessoBasta; Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata Fondazione Unipolis; Paola Carrea, Direttore Generale di UnipolTech; Claudio Atzori, Presidente CRU Sardegna.

Piero Comandini, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna: “Anche questo 2026 è iniziato con tragici incidenti mortali sulle nostre strade: un bollettino di guerra quotidiano. Come istituzioni possiamo e dobbiamo fare ancora molto, ma è fondamentale lavorare con i più giovani sulla prevenzione, sull’attenzione alla guida e sul rispetto delle norme del Codice della strada. Iniziative come Street Rules e NEPO App rappresentano strumenti utili, affidabili e concreti, capaci di coinvolgere attivamente studentesse e studenti nella sicurezza delle nostre strade.”

Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari: “Gli incidenti stradali in Sardegna comportano ogni anno una spesa sociale enorme. Questo progetto ha l’obiettivo di individuare, mappare e segnalare i punti critici della rete stradale, fornendo dati utili per intervenire sulla sicurezza. Investire sulla mobilità sostenibile e sul trasporto sicuro significa ridurre i costi sanitari e migliorare la qualità della vita. Un solo incidente in meno non significa soltanto meno dolore per le famiglie ma anche risparmi importanti per la sanità pubblica.”

Street Rules, promosso da Fondazione Unipolis, Consigli Regionali Unipol e Associazione AdessoBasta, in collaborazione con le Agenzie Unipol della Sardegna e con il patrocinio dei Comuni coinvolti, è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado (terzo, quarto e quinto anno) e si pone l’obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione, della sicurezza e della consapevolezza dei rischi. Il percorso integra momenti informativi, attività pratiche, dibattiti e testimonianze, offrendo agli studenti l’opportunità di approfondire comportamenti responsabili alla guida, comprendere l’importanza di infrastrutture sicure e confrontarsi con esperti del settore, amministratori locali e forze di polizia.

Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata Fondazione Unipolis: “Con Street Rules abbiamo scelto di parlare ai ragazzi con i loro linguaggi per incidere sul loro vissuto e modificare il loro percepito. Il nostro impegno sulla mobilità in Sardegna non si ferma a questa iniziativa: oltre ad aver supportato NEPO App, stiamo sostenendo il progetto ‘Dai Valore alla Vita’ dell’Associazione Lorenzo Guarnieri e altre iniziative vincitrici del Bando ACT 2025.”

Claudio Atzori, Presidente CRU Sardegna: “I Consigli Regionali Unipol associano stakeholder in ambito sociale, economico e ambientale. Ma sono i giovani i principali portatori di interesse ai quali dare attenzione e voce perché costruiscano il loro futuro, sicuro e sostenibile. Street Rules vuole aiutarli a prendere coscienza dell’importanza della sicurezza stradale come parte determinante della loro crescita individuale e collettiva.”

Secondo i dati Istat, nel 2024 in Sardegna si sono registrati 3.583 incidenti stradali con lesioni, 113 vittime e 4.908 feriti. Nella sola provincia di Cagliari si sono verificati 1.029 incidenti con 23 morti e 1.322 feriti. L’indice di mortalità regionale è pari a 3,2 morti ogni 100 incidenti, contro una media nazionale di circa 1,7. Il costo sociale dell’incidentalità stradale nel 2024 supera i 18 miliardi di euro in Italia e i 471 milioni di euro in Sardegna, pari a circa 300 euro pro capite.

NEPO App consente di individuare e mappare i punti critici della rete viaria, segnalare facilmente criticità tramite foto o brevi descrizioni e contribuire alla creazione di una base informativa strutturata per interventi mirati. Ideata da AdessoBasta con il supporto di UnipolTech, che ha sostenuto la realizzazione anche utilizzando dati in forma aggregata e nel rispetto della privacy provenienti dalle black box assicurative, l’app permette agli utenti di essere protagonisti attivi della sicurezza urbana. L’esperienza quotidiana dei cittadini viene così trasformata in dati aggregati, integrando segnalazioni della community e indicatori oggettivi, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e guidare le priorità di intervento sul territorio.

Giovanni Pintor, co-founder di NEPO App: “NEPO nasce per risolvere un problema semplice: ancora oggi guidiamo su strade di cui non conosciamo i pericoli. Con Nepo facciamo crowdmapping, raccogliamo segnalazioni geolocalizzate inviate dai cittadini e le trasformiamo in una mappa aggiornata delle criticità. In territori come la Sardegna, dove manca un catasto digitale delle strade e del loro livello di sicurezza, NEPO può contribuire a colmare questa lacuna.”

Paola Carrea, Direttore Generale di UnipolTech: “Il Gruppo Unipol è impegnato nel promuovere un approccio condiviso alla sicurezza stradale. Attraverso i dati della telematica e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale contribuiamo a mappare le zone più critiche. NEPO App, se utilizzata in modo corretto e responsabile, può contribuire concretamente a un percorso di crescita e sensibilizzazione.”

NEPO App è disponibile dal 24 febbraio su App Store e Google Play.

Con questa iniziativa, Unipol conferma il proprio impegno nella promozione di una cultura della prevenzione che unisce educazione, innovazione tecnologica e coinvolgimento attivo delle comunità locali.

 


Convivere-sulla-strada

A Nuoro la presentazione del libro “ConVivere sulLa Strada”

Il 26 febbraio a Nuoro si terrà la presentazione del libro ConVivere sulLa Strada. La safety nella mobilità stradale: idee, strumenti e percorsi”, un volume scritto a più mani che propone una riflessione profonda sul nostro modello di mobilità e sulle sue conseguenze sociali.

L’iniziativa è organizzata da Fondazione Unipolis e CRU Unipol, nell’ambito dell’impegno condiviso per la promozione della cultura della sicurezza e della responsabilità nello spazio pubblico.

Il libro parte da una distinzione linguistica che diventa sostanza: in inglese la sicurezza stradale si traduce con road safetye non road security. Non si parla quindi di protezione da una minaccia intenzionale, ma di prevenzione del danno. Una differenza non solo terminologica, ma culturale.

Gli autori mettono in discussione l’attuale sistema di mobilità costruito negli ultimi decenni, evidenziandone inefficienze e criticità etiche, e propongono un cambiamento strutturale: rendere la mobilità intrinsecamente “safe”, capace cioè di prevenire comportamenti e situazioni che possono provocare feriti e vittime.

Nel corso della presentazione interverrà Stefano Guarnieri, co-autore del volume, insieme a Francesco Moledda, Salvatore Podda e Fausto Sacchelli.

Il confronto affronterà temi centrali: il superamento del concetto di “incidente” come evento casuale, la responsabilità individuale alla guida, il ruolo della tecnologia e la necessità di tutelare in modo particolare gli utenti più vulnerabili.

La strada è uno spazio condiviso. Ripensarla significa difendere il diritto alla vita di tutte le persone che la attraversano e la utilizzano ogni giorno.

CRU Unipol sostiene iniziative che promuovono consapevolezza, prevenzione e cultura della sicurezza, contribuendo a costruire una mobilità più equa, inclusiva e responsabile.


Manifesto Street Rules 2026

Street Rules: al via in Sardegna la nuova edizione

Sta per partire in Sardegna una nuova edizione di Street Rules, il progetto di sensibilizzazione sulla violenza stradale promosso e organizzato da Fondazione Unipolis, in collaborazione con CRU Unipol e con il supporto delle associazioni e delle realtà territoriali coinvolte.

L’iniziativa tra fine febbraio e metà di marzo, attraverserà l’isola da sud a nord, entrando nelle scuole per affrontare il tema della violenza stradale in tutte le sue forme, attraverso dati, testimonianze e strumenti concreti di prevenzione. Anche in questa edizione, CRU Unipol affianca Fondazione Unipolis nel percorso di educazione alla sicurezza stradale, condividendo l’obiettivo di diffondere una cultura del rispetto e della responsabilità nello spazio pubblico, a partire dalle nuove generazioni.

Il progetto prenderà avvio dal Liceo Scientifico “Alberti”, un luogo simbolico che porta ancora il segno di una tragedia: qui Beatrice, una studentessa, ha perso la vita mentre attraversava sulle strisce pedonali. Da quel dolore è nata la campagna “Nastrini dappertutto”, promossa dagli studenti per mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e del rispetto delle regole.

Proprio da questa esperienza nascerà la #NepoApp, un nuovo strumento che sarà sviluppato insieme agli studenti, alla stampa e alle istituzioni sarde, con l’obiettivo di trasformare la partecipazione e l’impegno civico in azioni concrete.

A Nuoro sarà inoltre presente Stefano Guarnieri, fondatore e presidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, da anni impegnata su tutto il territorio nazionale nella promozione della sicurezza stradale e nel contrasto alla violenza sulle strade.

Nelle prossime settimane verranno presentate le novità e le prossime tappe del progetto.


Social innovation Campus 2026 - Testimonianza Luca Giordano

Aiutare i giovani a pianificare il futuro: la sfida della previdenza

Il futuro è qualcosa che si costruisce, attraverso scelte sostenibili e consapevoli. È questo il filo conduttore della presenza di Unipol Assicurazioni, sponsor del Social Innovation Campus 2026, (25, 26 e 27 febbraio 2026  in MIND a Milano) contesto in cui i giovani possono confrontarsi con temi sempre più decisivi per il proprio domani.

Durante il Campus, l’attenzione si concentrerà su pianificazione finanziaria, previdenza, sicurezza economica e sostenibilità: ambiti che non riguardano solo numeri o strumenti tecnici, ma la capacità di progettare il proprio percorso con responsabilità e fiducia. Offrire strumenti per orientare le proprie scelte significa infatti aiutare le nuove generazioni a trasformare aspirazioni e valori in progettualità concreta, costruendo basi più solide per il futuro.

“Oggi parlare di sicurezza significa parlare di futuro: non più soltanto difendersi dai rischi, ma sviluppare la capacità di costruire benessere, progettualità e sostenibilità nella propria vita. È una sfida che riguarda soprattutto le nuove generazioni e che si colloca al centro del Social Innovation Campus 2026. Un evento che, grazie al lavoro con Fondazione Triulza, rappresenta un luogo privilegiato in cui affrontare con le nuove generazioni i temi decisivi per il loro domani. Come Gruppo Unipol, crediamo profondamente in questo percorso e siamo impegnati a portare contributi concreti in termini di cultura, consapevolezza e strumenti per la sicurezza del futuro.

La previdenza è uno degli ambiti in cui questa consapevolezza risulta ancora fragile. Molti ragazzi conoscono solo superficialmente cosa significhi costruire una forma di tutela di lungo periodo e i dati mostrano come meno di un giovane su quattro oggi aderisca a forme di previdenza integrativa, mentre il 43% dichiara di non sapere cosa sia. Si tratta di un divario che rischia di crescere negli anni a venire, proprio mentre il mondo del lavoro cambia rapidamente e i percorsi professionali diventano sempre meno lineari, richiedendo nuove forme di protezione e autonomia.

Per questo, come Gruppo Unipol, riteniamo fondamentale promuovere l’educazione finanziaria in modo accessibile, semplice e vicino ai bisogni reali dei giovani. Esiste infatti una domanda ampia e consapevole di formazione: quasi il 70% dei giovani vorrebbe rafforzare le proprie competenze in ambito finanziario. Saper orientare le proprie scelte economiche, conoscere il valore del risparmio, comprendere i meccanismi della previdenza integrativa non è solo una competenza tecnica: è una forma di sicurezza, una condizione che permette ai ragazzi di riconoscere che il futuro può essere progettato e non solo atteso. Il nostro impegno è offrire strumenti trasparenti, comprensibili e coerenti, capaci di trasformare anche piccole scelte in un investimento concreto sul lungo periodo.

La sostenibilità, in questo percorso, può essere una leva potente. Le nuove generazioni mostrano già una forte attenzione verso temi ambientali e sociali: trasformare questa sensibilità in consapevolezza economica significa accompagnarle verso decisioni responsabili, coerenti con i loro valori e orientate al domani. Una previdenza sostenibile non è soltanto un’alternativa etica, ma un modo per rafforzare fiducia, responsabilità e partecipazione attiva al proprio futuro.

Il Social Innovation Campus offre uno spazio prezioso per lavorare su questi temi. Attraverso laboratori, hackathon, workshop, momenti di confronto e attività di innovazione sociale, i ragazzi hanno la possibilità di avvicinarsi a concetti complessi in modo pratico, capire come sicurezza economica e sostenibilità si intrecciano e costruire una visione più solida del loro percorso di vita. Il Gruppo Unipol e i Consigli Regionali Unipol (CRU) vogliono essere presenti in questi luoghi perché crediamo che la costruzione del futuro non sia un esercizio individuale, ma un impegno collettivo, che unisce imprese, istituzioni, comunità e territori. Accompagnare i giovani nella comprensione della previdenza significa aiutarli a conquistare libertà: la libertà di scegliere, di pianificare, di crescere con fiducia.”

Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility Unipol Assicurazioni

Il contributo di Unipol Assicurazioni al Social Innovation Campus 2026

Unipol Assicurazioni sarà protagonista al Social Innovation Campus con momenti concreti di confronto e partecipazione all’interno del Programma Culturale dedicati ai temi del futuro, delle scelte consapevoli e degli strumenti che aiutano i giovani a orientarsi.

Unipol proporrà anche una challenge all’interno dell’hackathon in presenza che verrà svelata durante l’Evento di Apertura il 25 febbraio ai team partecipanti.

Inoltre sarà sul palco con il talk

25 febbraio, h.13:00 – 13:45 | “Back to the future” a cura di Unipol Assicurazioni con Pandora Società Cooperativa Sociale


Work in Progress CRU Trento 2025

Lavoro, casa e futuro: sfide di una generazione in bilico

Giovani protagonisti del convegno CRU Unipol Trento. Un laboratorio critico per costruire un futuro più equo e sostenibile.

Work in Progress. Lavoro, casa e futuro: sfide di una generazione in bilico” è stato il tema al centro dell’incontro, promosso dal Consiglio Regionale Unipol Trento (CRU), che si è svolto oggi presso la sede Impact Hub di Trento. Un laboratorio di confronto tra esperti, rappresentanti del mondo del lavoro, studenti e istituzioni sui grandi temi del presente: salario minimo e salario giusto, precarietà, accesso alla casa, caro affitti e futuro delle pensioni.

Giulia Casonato, Assessora alle Politiche sociali, Casa e Partecipazione del Comune di Trento, ha dichiarato: “Il tema della casa per noi è centrale: stiamo lavorando a nuovi strumenti e di recente c’è stata l’adesione alla Fondazione Trentino Abitare, che mira a dare risposte concrete alla fascia grigia. Ma vogliamo portare avanti anche altre azioni, perché lo sviluppo della nostra città non può avvenire a spese dei più fragili. E oggi, tra questi, ci sono anche i più giovani."

Sono intervenuti inoltre: Luca Giordano, Head of CSR Unipol; Walter Largher, Presidente del CRU Trento; Valentina Burigana, Stakeholder Management CRU; Alessandra Proto, Head of OECD Trento Centre for Local Development, OECD-OCDE; Andrea Garnero, economista e autore di “La questione salariale”; Stefania Terlizzi, Dirigente generale dell’Agenzia del Lavoro di Trento; Filippo Gioachin, ricercatore UNITN; Denisa Cracut, rappresentante sindacale UNITIN (Rete degli studenti universitari del Trentino); Clara Venturini, rappresentante sindacale UDU (Unione degli Universitari di Trento); Tommaso Baldo, rappresentante Sportello Casa; Italo Monfredini, Vicepresidente vicario della Federazione della Cooperazione Trentina; Massimo Di Braccio, sociologo e fondatore di Kkienn – Connecting People and Companies; Sara Hejazi, antropologa e ricercatrice FBK.

Nel corso dell’incontro è emerso come il mercato del lavoro trentino, pur presentando buoni livelli occupazionali, sia caratterizzato da un equilibrio fragile e alle prese con una significativa carenza di manodopera. L’indice di tensione del mercato del lavoro in Trentino, ovvero l’indicatore che misura quanto sia difficile per le imprese trovare lavoratori disponibili, risulta infatti doppio rispetto alla media italiana, pur restando molto inferiore a quello dell’Alto Adige.

Nel 2023, oltre il 42% delle imprese ha segnalato notevoli difficoltà nel reperire lavoratori idonei, registrando ritardi superiori ai 3 mesi per la copertura dei posti vacanti. Le carenze sono particolarmente diffuse nel settore edile e manifatturiero, con oltre il 60% delle assunzioni che presentano difficoltà, e tra le imprese che cercano personale altamente qualificato: per figure come architetti, ingegneri e operatori sanitari circa l’80% delle assunzioni presenta criticità.

In un contesto in cui i salari in Italia negli ultimi anni non sono cresciuti, i dati presentati nel corso dell’evento hanno evidenziato come la retribuzione media in Trentino sia in linea con quella del Nord-Est ma lontana da quella dell’Alto Adige. Secondo l’analisi OCSE, il salario mediano in Trentino è inoltre inferiore del 7% alla media italiana, un divario spiegato quasi interamente dalla composizione della forza lavoro – più giovane e più internazionale – e dalla dimensione ridotta delle imprese. Un ulteriore elemento critico riguarda l’allocazione delle competenze: i lavoratori più qualificati non sempre trovano impiego nelle aziende più produttive, soprattutto nelle valli, riducendo la crescita dei salari e alimentando il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

In particolare, i giovanissimi fino a 24 anni restano particolarmente esposti al rischio di bassi salari, mentre per i giovani under 30 permane l’incertezza legata alla possibilità di ottenere un impiego a tempo indeterminato. Anche la ridotta dimensione del tessuto produttivo contribuisce alla vulnerabilità: le imprese manifatturiere trentine registrano infatti una media di 10.3 addetti, contro i 12.0 del Nord-Est.

Risulta emblematica la percentuale di spesa dedicata alla Ricerca & Sviluppo da parte delle imprese sul territorio trentino, che arriva solo al 41.5%; un dato inferiore rispetto alla media italiana (59.6%) e significativamente più basso rispetto alla media del Nord Italia che arriva al 71.1%. 

Il territorio mostra inoltre una scarsa capacità di trattenere i talenti formati localmente: la maggioranza degli studenti, una volta laureati, preferisce lavorare fuori regione. A incidere sono anche le barriere materiali e immateriali che limitano la mobilità professionale: solo il 37% dei lavoratori trova l’attuale impiego attraverso canali formali, un dato che segnala una minore circolazione delle opportunità rispetto ai mercati più dinamici e che si intreccia con i costi degli alloggi e il difficile pendolarismo dalle aree periferiche.

Nel corso del convegno, Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility di Unipol ha dichiarato: «La sicurezza, oggi, non è più solo protezione dal rischio: è capacità di progettare futuro, benessere e sostenibilità. Con i CRU Unipol rafforziamo questo impegno vicino alle comunità, offrendo strumenti concreti e affrontando temi decisivi come la sicurezza previdenziale delle nuove generazioni.  I dati ci dicono che circa la metà dei giovani sa realmente cosa sia una forma di previdenza integrativa e che l’adesione effettiva è ancora molto bassa: un deficit di protezione che rischia di ampliarsi negli anni a venire. Per questo è essenziale accompagnarli con maggiore educazione finanziaria e con soluzioni semplici, trasparenti e accessibili, capaci di trasformare il risparmio in un vero investimento sul loro futuro».

Attraverso questo tipo di iniziative, il CRU Unipol Trento invita a ripensare il futuro, costruendo una società più equa, capace di garantire dignità, sicurezza e opportunità alle nuove generazioni.

https://youtu.be/ifcNjtHqHPc

https://youtu.be/YQ6bWqzZO4s

 

https://youtu.be/TfePHN4KYgE

 

https://youtu.be/Zz_aznxZVPQ

 

https://youtu.be/u4XGeYH3VNs

 


MonopattinON a Roma

Fondazione Unipolis, Dott e CRU hanno portato a Roma "MonopattinON - metti in moto la tua sicurezza!" per educare gli studenti all'uso responsabile della micromobilità.  Coinvolti 40 studenti del V anno dell'Istituto Paritario Roma. Presente all'evento conclusivo l'Assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè.

Dopo il successo delle edizioni realizzate a Milano, Padova e Torino, “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!" arriva a Roma e coinvolge gli studenti del V anno dell'Istituto Paritario Roma, protagonisti di un percorso formativo dedicato all'uso sicuro e consapevole del monopattino elettrico.

Il progetto, promosso da Fondazione Unipolis e Dott, con il supporto dei CRU – Consigli Regionali Unipol, si inserisce nell'ambito del protocollo d'intesa siglato per promuovere la sicurezza stradale nella mobilità sostenibile e per sensibilizzare le nuove generazioni a comportamenti corretti nello spazio urbano.

All'evento conclusivo, ospitato oggi presso la sede dell'Istituto in Via E. Nathan 41/43, hanno partecipato l'Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, il Dirigente scolastico Andrea Basciani, Francesco Moledda, Program Manager di Fondazione Unipolis, Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility di Unipol  e Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dot.

Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility (2024), in Italia circolano circa 95.600 veicoli in sharing, con una leggera crescita rispetto al 2023. I monopattini sono il segmento principale, con 42.600 mezzi e il 50% dei noleggi, seguiti da biciclette (32%), auto (12%) e scooter (7%). A questi si aggiungono tra 300.000 e 500.000 monopattini privati.

Nel 2024 (dati Istat) gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 3.895, con 3.751 feriti, in gran parte legati a mezzi privati. Per i servizi in sharing, invece, nel 2024 l'incidentalità è calata del 7% grazie sia alle misure tecnologiche adottate dagli operatori sia a iniziative di educazione alla mobilità sicura. Lo confermano anche i dati raccolti da Dott a Roma che mostrano un tasso di incidentalità particolarmente basso: si registra infatti un solo incidente ogni circa 13.000 noleggi.

Anche la percezione degli utenti romani conferma questa tendenza: da un recente sondaggio interno condotto da Dott emerge che quasi il 20% del campione sceglie questi mezzi non solo per motivi di tempo, risparmio o riduzione dell'impatto ambientale, ma anche perché li considera una soluzione più sicura per muoversi in città. È in questo scenario che si colloca la collaborazione tra Unipolis e Dott, con l'obiettivo di affiancare alla tecnologia una componente educativa rivolta ai più giovani, fondamentale per costruire una mobilità urbana più sicura e consapevole.

Durante il percorso formativo, composto da quattro moduli e un esame finale, per un totale di 10 ore valide come attività di educazione civica o PCO, gli studenti hanno approfondito le competenze necessarie per un uso corretto del monopattino elettrico attraverso prove pratiche di guida, momenti di educazione stradale, analisi delle componenti del mezzo e dei principi fisici che ne regolano la dinamica, oltre a una riflessione sugli scenari futuri della mobilità urbana. Dott ha messo a disposizione mezzi e competenze tecniche, contribuendo alla realizzazione di un'esperienza formativa che unisce conoscenza, pratica e responsabilità individuale.

Grazie al protocollo siglato, Unipolis e Dott riconoscono il comune interesse sul tema della promozione della sicurezza stradale nell'ambito della mobilità sostenibile come elemento cruciale per la costruzione di città più vivibili e sicure, ritenendo fondamentale educare i giovani sui comportamenti corretti da adottare sulla strada come pedoni, ciclisti, monopattinisti e automobilisti, per ridurre il numero di incidenti e promuovere una cultura del rispetto reciproco. Coinvolgere i giovani in programmi di sensibilizzazione e formazione, come laboratori e campagne informative, non solo aumenta la loro consapevolezza, ma li rende anche protagonisti attivi del cambiamento verso una mobilità più sicura e sostenibile.

I cosiddetti soggetti deboli della mobilità, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, da un lato hanno tutto il diritto di pretendere dalle istituzioni maggiore sicurezza; dall'altro hanno bisogno di una maggiore consapevolezza dei mezzi che guidano e delle condizioni di tempo e di luogo nelle quali si trovano. Per questo motivo Roma Capitale sostiene e promuove convintamente questo progetto ritenendolo molto interessante per educare gli studenti ad un uso responsabile della micromobilità" dichiara Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale.

Siamo molto orgogliosi e grati alla Fondazione Unipolis e ai Consigli Regionali Unipol del percorso compiuto dai nostri studenti perché hanno dimostrato maturità, creatività e attenzione verso un tema attuale come la sicurezza nella micromobilità urbana. La scuola è chiamata a formare cittadini consapevoli, capaci di muoversi nel mondo con responsabilità e rispetto delle regole" commenta Andrea Basciani, dirigente scolastico dell'Istituto Paritario Roma.

“Il progetto MonopattinON nasce da due giovani ingegneri, ad un concorso di idee, che volevano condividere il loro sapere per una mobilità più sostenibile. Oggi è un progetto a livello nazionale che sta coinvolgendo i ragazzi laddove le città offrono servizi di micromobilità in sharing. Un pezzo importante dell'offerta di multi-mobilità, chiave per il futuro delle città, che deve però saper essere utilizzata con consapevolezza dei rischi e delle regole", afferma Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.

Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott, sottolinea: “A Roma la micromobilità condivisa è ormai parte integrante degli spostamenti quotidiani. I nostri dati dimostrano che i mezzi in sharing offrono standard di sicurezza molto elevati, ma crediamo che la tecnologia da sola non basti: serve anche formazione. Per questo siamo orgogliosi di collaborare con Fondazione Unipolis e CRU in un progetto che mette i giovani al centro, fornendo loro strumenti e consapevolezza per una mobilità più responsabile e sostenibile."