Cambiamento climatico e aree fragili del Mezzogiorno: A Matera il dibattito tra Istituzioni, Imprese e Comunità


28 Maggio 2026|8 Minuti

In anteprima i dati del Rapporto Città-Clima 2026 di Legambiente  presentato in occasione dell’annuale Coordinamento CRU del Meridione: in Basilicata più di 30 eventi estremi dannosi in 10 anni

I Consigli Regionali Unipol del Mezzogiorno si sono riuniti oggi a Matera per l’annuale Coordinamento CRU del Meridione. L’evento ha coinvolto istituzioni, imprese, università, rappresentanti del territorio ed altri stakeholder ponendo al centro del dibattito l’impatto del cambiamento climatico nelle aree urbane e nei territori fragili del Sud Italia, tra eventi estremi in crescita, rischi naturali e urgenza di adattamento.

Il cambiamento climatico è una realtà presente, misurabile, che incide già oggi sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta dei sistemi economici. Le aree interne del Mezzogiorno italiano sono tra le più esposte: fenomeni di dissesto idrogeologico, ondate di calore, siccità prolungata e alluvioni improvvise si alternano con frequenza sempre maggiore, colpendo comunità spesso già fragili sul piano demografico e infrastrutturale

Tra gli stakeholder più rilevanti, Legambiente ha presentato in anteprima una sintesi del Rapporto Città-Clima 2026: il primo sistema strutturato di monitoraggio degli eventi estremi sul territorio italiano, con un’attenzione specifica alle dinamiche urbane e alle realtà più vulnerabili. 

L’Osservatorio Città Clima: un nuovo strumento per i territori

Negli ultimi dieci anni (2015–2025) gli eventi meteo estremi che hanno causato danni in Italia hanno superato stabilmente quota 300 annui. Tra le regioni più colpite del Mezzogiorno figurano Sicilia, Puglia e Campania. Nel solo territorio della Basilicata, il Comune di Matera registra 5 eventi con danni e la sua provincia 11: una pressione crescente su un tessuto urbano dal valore storico e ambientale unico. In provincia di Potenza dal 2015 al 2025 ci sono stati 16 eventi meteo censiti dall’Osservatorio, di cui ben 9 nella città di Potenza. Gli eventi più frequenti sono stati danni alle infrastrutture, allagamenti e danni da vento.

Tra le tipologie di eventi più frequenti rilevate a livello nazionale: allagamenti da piogge intense (883 casi nel periodo analizzato), danni da vento (596), esondazioni fluviali (218), grandinate (185) e siccità (144). Un quadro che rende urgente e non più rinviabile un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale.

L’Osservatorio analizza la diffusione e gli impatti degli eventi estremi attraverso un approccio multifonte: segnalazioni di citizen science, monitoraggi sistematici e strumenti GIS convergono in una mappa interattiva che mette in relazione i fenomeni climatici con i fattori territoriali e infrastrutturali. Il risultato è una base di conoscenza inedita, capace di supportare amministratori locali, imprese e comunità nella definizione di strategie di adattamento basate su evidenze.

Legambiente ha inoltre illustrato le principali buone pratiche di adattamento adottate dalle città nel mondo, dall’integrazione di infrastrutture verdi alla gestione sostenibile delle acque urbane.

L’iniziativa di Unipol e dei CRU del Mezzogiorno a Matera

Presenti in tutte le Regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.

Unipol, attraverso i suoi 8 Consigli Regionali del Mezzogiorno porta a Matera un Coordinamento che ha nella concretezza il suo tratto distintivo. Ogni appuntamento annuale mira a produrre ricadute reali sui territori ospitanti, in termini di strumenti, relazioni e processi attivati. In questo solco si inserisce la collaborazione con Legambiente, che mette a disposizione dati, competenze e una visione sistemica dell’adattamento climatico: oggi in Italia solo il 39,7% dei Comuni con più di 50.000 abitanti dispone di un Piano o Strategia di adattamento, e la situazione è ancora più critica nei centri minori.

Matera, Capitale mediterranea 2026 della Cultura e del Dialogo, rappresenta la sede ideale per questo confronto poiché è cresciuta per millenni in un rapporto organico con l’ambiente (nella gestione delle acque, nell’orientamento delle abitazioni rupestri, nel dialogo con il paesaggio circostante) anticipando principi di sostenibilità. 

Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera, ha commentato: “Il cambiamento climatico è ormai una realtà quotidiana che incide concretamente sulla sicurezza, sull’economia e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Le città, soprattutto quelle più fragili ed esposte ai rischi naturali, sono oggi chiamate a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e resilienza. Matera è un insediamento urbano nato seguendo principi che oggi definiamo di sostenibilità: parlare di adattamento climatico qui ha un significato che trascende l’evento e assume valore universale.”

Leonardo Montemurro, Presidente CRU Basilicata Unipol ha commentato: “È veramente un motivo di grande orgoglio il fatto che l’annuale iniziativa del Coordinamento dei CRU del Mezzogiorno si tenga quest’anno in Basilicata, a Matera, città simbolo per tanti aspetti del nostro Sud più vero ed autentico. I temi in discussione, la qualità dei relatori, il coinvolgimento dell’Università della Basilicata e l’ottima interlocuzione con l’Amministrazione comunale mi lasciano ben sperare sulla legacy che orienta ogni nostra azione: lasciare un segno concreto, individuato nell’avvio del percorso per dotare Matera di un Piano Comunale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che possa diventare modello per altre città.”

“L’Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili ai rischi naturali e climatici – ha detto Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Unipol – Frane, alluvioni ed eventi estremi colpiscono con frequenza e intensità crescenti, lasciando un conto sempre più salato a famiglie, imprese e comunità locali. Eppure, a fronte di questa esposizione, il nostro Paese registra ancora uno dei protection gap più elevati. Troppi cittadini e troppe imprese restano privi di copertura adeguata, con ricadute pesanti sulla finanza pubblica: serve investire con convinzione nella prevenzione e nell’adattamento climatico, rendendo le città protagoniste di questa trasformazione — più consapevoli dei propri rischi, più capaci di anticiparli e gestirli. L’assicurazione può essere un alleato strategico in questo percorso: non solo come strumento di protezione economica, ma come leva concreta per diffondere una cultura della resilienza, incentivare investimenti in prevenzione e premiare i comportamenti responsabili. È con questo spirito che i Consigli Regionali Unipol promuovono l’incontro di Matera: un confronto aperto tra istituzioni, comunità e settore assicurativo per costruire insieme un modello di protezione più solido, più equo e davvero sostenibile”.


Cambiamento climatico e aree fragili del Mezzogiorno: A Matera il dibattito tra Istituzioni, Imprese e Comunità


CRU unipol|28 Maggio 2026|8 Minuti

In anteprima i dati del Rapporto Città-Clima 2026 di Legambiente  presentato in occasione dell’annuale Coordinamento CRU del Meridione: in Basilicata più di 30 eventi estremi dannosi in 10 anni

I Consigli Regionali Unipol del Mezzogiorno si sono riuniti oggi a Matera per l’annuale Coordinamento CRU del Meridione. L’evento ha coinvolto istituzioni, imprese, università, rappresentanti del territorio ed altri stakeholder ponendo al centro del dibattito l’impatto del cambiamento climatico nelle aree urbane e nei territori fragili del Sud Italia, tra eventi estremi in crescita, rischi naturali e urgenza di adattamento.

Il cambiamento climatico è una realtà presente, misurabile, che incide già oggi sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta dei sistemi economici. Le aree interne del Mezzogiorno italiano sono tra le più esposte: fenomeni di dissesto idrogeologico, ondate di calore, siccità prolungata e alluvioni improvvise si alternano con frequenza sempre maggiore, colpendo comunità spesso già fragili sul piano demografico e infrastrutturale

Tra gli stakeholder più rilevanti, Legambiente ha presentato in anteprima una sintesi del Rapporto Città-Clima 2026: il primo sistema strutturato di monitoraggio degli eventi estremi sul territorio italiano, con un’attenzione specifica alle dinamiche urbane e alle realtà più vulnerabili. 

L’Osservatorio Città Clima: un nuovo strumento per i territori

Negli ultimi dieci anni (2015–2025) gli eventi meteo estremi che hanno causato danni in Italia hanno superato stabilmente quota 300 annui. Tra le regioni più colpite del Mezzogiorno figurano Sicilia, Puglia e Campania. Nel solo territorio della Basilicata, il Comune di Matera registra 5 eventi con danni e la sua provincia 11: una pressione crescente su un tessuto urbano dal valore storico e ambientale unico. In provincia di Potenza dal 2015 al 2025 ci sono stati 16 eventi meteo censiti dall’Osservatorio, di cui ben 9 nella città di Potenza. Gli eventi più frequenti sono stati danni alle infrastrutture, allagamenti e danni da vento.

Tra le tipologie di eventi più frequenti rilevate a livello nazionale: allagamenti da piogge intense (883 casi nel periodo analizzato), danni da vento (596), esondazioni fluviali (218), grandinate (185) e siccità (144). Un quadro che rende urgente e non più rinviabile un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale.

L’Osservatorio analizza la diffusione e gli impatti degli eventi estremi attraverso un approccio multifonte: segnalazioni di citizen science, monitoraggi sistematici e strumenti GIS convergono in una mappa interattiva che mette in relazione i fenomeni climatici con i fattori territoriali e infrastrutturali. Il risultato è una base di conoscenza inedita, capace di supportare amministratori locali, imprese e comunità nella definizione di strategie di adattamento basate su evidenze.

Legambiente ha inoltre illustrato le principali buone pratiche di adattamento adottate dalle città nel mondo, dall’integrazione di infrastrutture verdi alla gestione sostenibile delle acque urbane.

L’iniziativa di Unipol e dei CRU del Mezzogiorno a Matera

Presenti in tutte le Regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.

Unipol, attraverso i suoi 8 Consigli Regionali del Mezzogiorno porta a Matera un Coordinamento che ha nella concretezza il suo tratto distintivo. Ogni appuntamento annuale mira a produrre ricadute reali sui territori ospitanti, in termini di strumenti, relazioni e processi attivati. In questo solco si inserisce la collaborazione con Legambiente, che mette a disposizione dati, competenze e una visione sistemica dell’adattamento climatico: oggi in Italia solo il 39,7% dei Comuni con più di 50.000 abitanti dispone di un Piano o Strategia di adattamento, e la situazione è ancora più critica nei centri minori.

Matera, Capitale mediterranea 2026 della Cultura e del Dialogo, rappresenta la sede ideale per questo confronto poiché è cresciuta per millenni in un rapporto organico con l’ambiente (nella gestione delle acque, nell’orientamento delle abitazioni rupestri, nel dialogo con il paesaggio circostante) anticipando principi di sostenibilità. 

Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera, ha commentato: “Il cambiamento climatico è ormai una realtà quotidiana che incide concretamente sulla sicurezza, sull’economia e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Le città, soprattutto quelle più fragili ed esposte ai rischi naturali, sono oggi chiamate a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e resilienza. Matera è un insediamento urbano nato seguendo principi che oggi definiamo di sostenibilità: parlare di adattamento climatico qui ha un significato che trascende l’evento e assume valore universale.”

Leonardo Montemurro, Presidente CRU Basilicata Unipol ha commentato: “È veramente un motivo di grande orgoglio il fatto che l’annuale iniziativa del Coordinamento dei CRU del Mezzogiorno si tenga quest’anno in Basilicata, a Matera, città simbolo per tanti aspetti del nostro Sud più vero ed autentico. I temi in discussione, la qualità dei relatori, il coinvolgimento dell’Università della Basilicata e l’ottima interlocuzione con l’Amministrazione comunale mi lasciano ben sperare sulla legacy che orienta ogni nostra azione: lasciare un segno concreto, individuato nell’avvio del percorso per dotare Matera di un Piano Comunale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che possa diventare modello per altre città.”

“L’Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili ai rischi naturali e climatici – ha detto Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Unipol – Frane, alluvioni ed eventi estremi colpiscono con frequenza e intensità crescenti, lasciando un conto sempre più salato a famiglie, imprese e comunità locali. Eppure, a fronte di questa esposizione, il nostro Paese registra ancora uno dei protection gap più elevati. Troppi cittadini e troppe imprese restano privi di copertura adeguata, con ricadute pesanti sulla finanza pubblica: serve investire con convinzione nella prevenzione e nell’adattamento climatico, rendendo le città protagoniste di questa trasformazione — più consapevoli dei propri rischi, più capaci di anticiparli e gestirli. L’assicurazione può essere un alleato strategico in questo percorso: non solo come strumento di protezione economica, ma come leva concreta per diffondere una cultura della resilienza, incentivare investimenti in prevenzione e premiare i comportamenti responsabili. È con questo spirito che i Consigli Regionali Unipol promuovono l’incontro di Matera: un confronto aperto tra istituzioni, comunità e settore assicurativo per costruire insieme un modello di protezione più solido, più equo e davvero sostenibile”.