I CRU Unipol alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno al fianco di Libera


23 Marzo 2026|4 Minuti

Anche quest’anno i Consigli Regionali Unipol (CRU) e la Fondazione Unipolis  hanno rinnovato il proprio impegno nella lotta contro le mafie partecipando alla XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera e Avviso Pubblico.

Una partecipazione che si inserisce in un percorso continuativo, che negli anni ha contribuito a mantenere viva l’attenzione sul tema della legalità e sul valore della memoria come leva concreta di responsabilità collettiva.

A Torino la piazza principale del 2026

La città di Torino ha ospitato l’evento nazionale del 21 marzo, che ha visto la partecipazione di circa 30.000 persone provenienti da tutta Italia. Il corteo ha attraversato il centro cittadino fino a raggiungere piazza Vittorio Veneto, dove si è svolto il momento centrale della giornata: la lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un gesto che nel tempo mantiene una forte coerenza nel suo significato: trasformare l’elenco dei nomi in una presenza concreta, capace di rendere visibile il costo umano della criminalità organizzata e di rafforzare il legame tra memoria e impegno.

Nel corso della giornata, accanto ai familiari delle vittime, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, studenti e realtà associative, in un contesto che favorisce un coinvolgimento trasversale e intergenerazionale. Dal palco, Don Luigi Ciotti ha richiamato il valore della “memoria viva”, sottolineando come il bisogno di verità e giustizia resti ancora oggi un elemento centrale.

A Bolzano un momento di comunità e consapevolezza

Anche il CRU di Bolzano ha partecipato alla giornata con un’iniziativa locale in Largo Falcone e Borsellino, promossa insieme alle associazioni del territorio.

Un momento più raccolto, ma coerente con lo spirito della giornata, che ha messo al centro la vicinanza ai familiari delle vittime e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose anche in contesti percepiti come meno esposti. Durante l’incontro è stato ricordato come le vittime innocenti di mafia in Italia siano 1.117, molte delle quali ancora oggi senza piena verità e giustizia, e come la presenza mafiosa riguardi, con modalità diverse, tutti i territori.

La presidente del CRU Bolzano, Doriana Pavanello, ha richiamato la figura di Nadia Nencioni, bambina di nove anni uccisa nella strage di via dei Georgofili a Firenze nel 1993 insieme alla sua famiglia, simbolo delle vittime innocenti della violenza mafiosa. Nel suo intervento ha inoltre citato un passaggio del discorso di Piero Calamandrei all’Assemblea Costituente del 27 novembre 1947, sottolineando come l’indipendenza della magistratura rappresenti una garanzia per i cittadini e una condizione essenziale per la tutela della libertà.

È emersa con chiarezza una dinamica che riguarda direttamente i territori: non esistono aree completamente immuni dal fenomeno mafioso, ma contesti che possono scegliere quanto investire in prevenzione, cultura della legalità e vigilanza. Tra le proposte richiamate, anche quella di rafforzare l’utilizzo sociale dei beni confiscati, come leva concreta per restituire valore alle comunità.

Un impegno che continua nel tempo

Dal 1996, la Giornata della Memoria e dell’Impegno rappresenta un punto di riferimento stabile per tutte le realtà che lavorano sulla legalità. Per i CRU, la partecipazione a questa iniziativa si inserisce in un approccio più ampio che lega responsabilità sociale, attenzione ai territori e sostegno a percorsi di sensibilizzazione. Un impegno che trova il suo valore nella continuità: mantenere viva la memoria non come gesto simbolico isolato, ma come elemento che contribuisce a orientare comportamenti, scelte e relazioni nel tempo.


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    Una partecipazione che si inserisce in un percorso continuativo, che negli anni ha contribuito a mantenere viva l’attenzione sul tema della legalità e sul valore della memoria come leva concreta di responsabilità collettiva.

    A Torino la piazza principale del 2026

    La città di Torino ha ospitato l’evento nazionale del 21 marzo, che ha visto la partecipazione di circa 30.000 persone provenienti da tutta Italia. Il corteo ha attraversato il centro cittadino fino a raggiungere piazza Vittorio Veneto, dove si è svolto il momento centrale della giornata: la lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un gesto che nel tempo mantiene una forte coerenza nel suo significato: trasformare l’elenco dei nomi in una presenza concreta, capace di rendere visibile il costo umano della criminalità organizzata e di rafforzare il legame tra memoria e impegno.

    Nel corso della giornata, accanto ai familiari delle vittime, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, studenti e realtà associative, in un contesto che favorisce un coinvolgimento trasversale e intergenerazionale. Dal palco, Don Luigi Ciotti ha richiamato il valore della “memoria viva”, sottolineando come il bisogno di verità e giustizia resti ancora oggi un elemento centrale.

    A Bolzano un momento di comunità e consapevolezza

    Anche il CRU di Bolzano ha partecipato alla giornata con un’iniziativa locale in Largo Falcone e Borsellino, promossa insieme alle associazioni del territorio.

    Un momento più raccolto, ma coerente con lo spirito della giornata, che ha messo al centro la vicinanza ai familiari delle vittime e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose anche in contesti percepiti come meno esposti. Durante l’incontro è stato ricordato come le vittime innocenti di mafia in Italia siano 1.117, molte delle quali ancora oggi senza piena verità e giustizia, e come la presenza mafiosa riguardi, con modalità diverse, tutti i territori.

    La presidente del CRU Bolzano, Doriana Pavanello, ha richiamato la figura di Nadia Nencioni, bambina di nove anni uccisa nella strage di via dei Georgofili a Firenze nel 1993 insieme alla sua famiglia, simbolo delle vittime innocenti della violenza mafiosa. Nel suo intervento ha inoltre citato un passaggio del discorso di Piero Calamandrei all’Assemblea Costituente del 27 novembre 1947, sottolineando come l’indipendenza della magistratura rappresenti una garanzia per i cittadini e una condizione essenziale per la tutela della libertà.

    È emersa con chiarezza una dinamica che riguarda direttamente i territori: non esistono aree completamente immuni dal fenomeno mafioso, ma contesti che possono scegliere quanto investire in prevenzione, cultura della legalità e vigilanza. Tra le proposte richiamate, anche quella di rafforzare l’utilizzo sociale dei beni confiscati, come leva concreta per restituire valore alle comunità.

    Un impegno che continua nel tempo

    Dal 1996, la Giornata della Memoria e dell’Impegno rappresenta un punto di riferimento stabile per tutte le realtà che lavorano sulla legalità. Per i CRU, la partecipazione a questa iniziativa si inserisce in un approccio più ampio che lega responsabilità sociale, attenzione ai territori e sostegno a percorsi di sensibilizzazione. Un impegno che trova il suo valore nella continuità: mantenere viva la memoria non come gesto simbolico isolato, ma come elemento che contribuisce a orientare comportamenti, scelte e relazioni nel tempo.


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