CNA Campania per esportare la moda italiana in Cina

Esportare la moda campana e italiana, nei grandi canali di vendita della Cina. È questo l’obiettivo strategico a cui sta lavorando da tempo la CNA della Campania, e lo ha fatto con l'incubatore FDI Fashion Dream Incubator di Shaoxing, che accoglie le imprese italiane manufatturiere del settore moda agevolandole nella costruzione della rete distributiva. L’incubatore è stato presentato da Mr. Yanting Huang, presidente del FDI, in vari incontri tenuti in Campania riuscendo così a coinvolgere un importante numero di aziende moda ed accessori che si sono da subito mostrate interessate.

Il progetto si è sviluppato a seguito della visita nel mese di ottobre a Napoli del Segretario Ma Weiguangdella provincia dello Zheijang (circa 70 milioni di abitanti) nella quale insistono: Shaoxing (circa 7 milioni di abitanti) principale distretto mondiale del tessile sintetico, Ningboil principale porto mondiale in riferimento agli scambi merci (con circa 10 milioni di abitanti) e Ha Hangzhou dove c’è la sede di Alibaba (con più di 14 milioni di abitanti) aree in grande trasformazione ed in continua espansione tra le più ricche della Cina,  sensibili alla produzione di pregio rappresentato dall’artigianato italiano.

Nell’occasione della visita del segretario è stato firmato con CNA un MOU di collaborazione e reciprocità per l'avvio di due progetti.

Il progetto European Tailor Fashion City presentato presso SME UNITED (Unione Europea delle piccole e medie imprese della quale sono vice presidente) nella sede di Bruxelles, durante l’ultima assemblea. Rappresenta il proseguimento dell’FDI con l’intento di coinvolgere le Associazioni Europee del settore del tessile sintetico nel processo di internazionalizzazione, questo nella consapevolezza che più dell’80% della produzione dell’intero sistema moda europeo è di provenienza italiana. L’iniziativa è utile a rafforzare la leadership nel settore della moda. Il progetto insedierà in una galleria commerciale di circa 10.000 mq. le eccellenze italiane della moda e del food nella citta di Shaoxing.

L'altro progetto è il Sino italian handcraft & tailor city-“Da Vinci Village” nella Città di Ningbo distretto di Fenghua. Il progetto intende realizzare un insediamento in “stile italiano” che possa accogliere le nostre imprese e presentarle al mercato cinese. A questo proposito ci sarà per l’8 maggio a Roma la visita del Segretario del distretto Mr. Gao Haomengche che firmerà un protocollo di intenti con CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle PMI, individuata quale partner credibile che si occuperà di coinvolgere le filiere di riferimento e il rappresentante del gruppo di investitori cinesi. Venerdì 10 Maggio alle ore 10.00 presso il Circolo Ufficiali dalla Marina Militare di Napoli, il progetto sarò presentato a Napoli da Mr. Yanting Huang, presidente del FDI con l'introduzione di Giuseppe Oliviero Presidente CNA Campania e Presidente CRU Unipol Campania.  Tutti i dettagli nella locandina in allegato.

 


Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019

Diciassette giorni per mettere mano al nostro futuro. Diciassette quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite dell'Agenda 2030 (SDGS) sottoscritta nel 2015 dai leader mondiali di tutti i Paesi per porre il mondo sul percorso della sostenibilità e realizzare un cambiamento dei modelli culturali, economici e sociali senza il quale il presente e il futuro di questa e delle prossime generazioni corrono un grande rischio.

Con questo obiettivo si rinnova l’appuntamento annuale con il Festival dello Sviluppo Sostenibile, la cui prossima edizione si svolgerà dal 21 maggio al 6 giugno 2019. Forte della notorietà acquisita e della crescente mobilitazione della società italiana sui temi dello sviluppo sostenibile, la manifestazione rappresenterà un ulteriore passo per spingere l’Italia a realizzare l’Agenda 2030.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce più di 200 organizzazioni del mondo economico e sociale, organizza il Festival insieme ai suoi aderenti e con il supporto dei partner e dei tutor, su un arco di 17 giorni, tanti quanti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu. L’iniziativa costituisce un’unica grande manifestazione, diffusa e inclusiva, composta da centinaia di eventi organizzati su tutto il territorio nazionale.

Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, andando oltre gli addetti ai lavori, per promuovere un cambiamento culturale di comportamenti individuali e collettivi e stimolare richieste che "dal basso" impegnino la leadership del Paese al rispetto degli impegni presi in sede Onu. Inoltre, il Festival vuole dare voce ai cittadini, alle imprese, alle amministrazioni centrali e locali, alle università e alla società civile per favorire il dialogo, il confronto e la condivisione di best practice sui temi dell’Agenda 2030.

Una formula unica nel panorama internazionale che, grazie al coinvolgimento di centinaia di organizzazioni in tutta Italia, al ruolo attivo giocato dalle Università e all’apertura di “piazze” dello sviluppo sostenibile in alcune grandi città, consente di raggiungere ogni anno milioni di persone in tutta Italia, stimolando una riflessione senza precedenti sul futuro del nostro Paese, dell’Europa e del mondo.

I Consigli Regionali Unipol parteciperanno in modo attivo al festival organizzando e partecipando a numerosi eventi. Sul sito dell'evento è inoltre possibile registrare l'iniziativa della propria associazione.

Scarica il Flyer del Festival in formato PDF

 


Attilio Dadda nuovo presidente del Consiglio Regionale Unipol Lombardia

Si è svolta lo scorso lunedì 15 aprile a Milano, alla presenza anche del Presidente del Gruppo Unipol Pierluigi Stefanini, la riunione del CRU Lombardia in cui si è formalizzato il passaggio di consegne tra, Luca Bernareggi, chiamato a ricoprire l'importante incarico a livello nazionale di Presidente dell'ANCC, ed Attilio Dadda, eletto Presidente nell'ultimo congresso di Legacoop Lombardia, che quindi sarà il nuovo presidente di CRU Lombardia.

L'incontro è stata l'occasione anche per un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori sui tavoli progettuali in corso, aventi come tema principale di riferimento l'innovazione sociale, in particolare orientata a quelle fasce sociali meno tutelate dall'attuale sistema vigente.

Da un lato l'universo dei giovani impegnati nelle cosiddette "nuove professioni dell'innovazione e della conoscenza" (dai platform workers al vasto mondo dei freelance a vario titolo impegnati in attività professionali che utilizzano tecnologia, web e digitale come i propri principali mezzi di produzione) con le loro difficoltà in termini di continuità di reddito e di precarietà rispetto al futuro, dall'altro la fascia dei cosiddetti "grandi anziani", che, per effetto dei trend demografici di allungamento della vita media e della riduzione della numerosità dei nuclei familiari, vedono con l'avanzare dell'età anche aumentare il rischio di una crescente perdita di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane e quindi l'esigenza di una assistenza sempre più continuativa e costosa per le famiglie se affrontata individualmente.

Su questi aspetti e sulle ipotesi progettuali per cercare di individuare nuove soluzioni si sono articolate le relazioni molto dettagliate dei coordinatori dei due tavoli, Valentina Cappelletti (membro della segreteria Cgil Lombardia con delega al Welfare) e Stefano Binda (da poco Segretario Regionale Cna Lombardia, in sostituzione di Pino Vivace). L'obiettivo è quello di approfondire queste tematiche, mettendo a fattor comune, da un lato le sensibilità e le esperienze maturate nei diversi ambiti dai rappresentanti delle organizzazioni socie e le competenze di esperti della materia per l'analisi dei bisogni, dall'altro le capacità attuariali del Gruppo Unipol per le simulazioni, per arrivare possibilmente all'elaborazione di proposte innovative e sostenibili da sottoporre, in una logica di lavoro unitaria e di condivisione con tutte le altre parti sociali, all'attenzione delle istituzioni di governo locale.

Al termine dei lavori, il Presidente Stefanini, dopo aver tratteggiato la mission e la vision del Gruppo alla vigilia del nuovo piano industriale e riaffermato l'importanza ed il ruolo dei CRU come elemento di raccordo con il territorio e momento di creazione di valore condiviso attraverso un proficuo rapporto di collaborazione con i corpi intermedi di rappresentanza dei lavoratori e delle imprese, ha ringraziato il Presidente uscente Bernareggi per l'eccellente lavoro svolto e formulato i migliori auguri al nuovo Presidente Attilio Dadda e al CRU Lombardia per il prosieguo delle attività.


Il progetto Derris ad Almese e ad Avigliana in Piemonte

Il progetto europeo DERRIS (progetto che ha l’obiettivo di fornire un supporto alle PMI italiane per prevenire i rischi legati ai cambiamenti climatici) sta proseguendo la sua diffusione sul territorio italiano. I Comuni di Almese ed Avigliana hanno infatti aderito al progetto e organizzato un incontro con le imprese del loro territorio, rispettivamente i 10 e 11 aprile 2019 scorso. Obiettivo dell’incontro è stato di presentare il percorso che enti pubblici e imprese possono intraprendere per migliorare la propria resilienza ai cambiamenti climatici, sottolineando i benefici che le imprese possono trarre dalla compilazione dello strumento di autovalutazione del rischio climatico (CRAM tool) ideato dal progetto. Si tratta infatti di uno strumento semplice e immediato che aiuta le PMI a capire a quali rischi sono esposte e quali interventi possono intraprendere per prevenirli e gestirli”.

Almese e Avigliana sono i due primi Comuni ad aderire al progetto DERRIS nella fase “After-Life” del progetto, in particolare nell’ambito del protocollo di intesa per il proseguimento delle attività di disseminazione del progetto Life DERRIS siglato con la Città di Torino, lo scorso 20 dicembre.

Prosegue quindi l’impegno congiunto per accrescere la consapevolezza delle PMI italiane ad identificare gli interventi che possono intraprendere per prevenire e gestire i rischi legati ai cambiamenti climatici


Unipol prima per reputazione nel settore finanziario per il terzo anno

Nella 7° edizione dei Reputation Awards 2019 si inseriscono due premi speciali dedicati ad un settore, quello finanziario, che negli ultimi anni è stato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, per le vicende che hanno coinvolto alcuni istituti, ma che è tra i principali motori dello sviluppo del Paese.

Unipol si aggiudica la Menzione Speciale come prima azienda dell’intero settore finanziario con 67,63 punti.

Il profilo reputazionale di Unipol si fonda prevalentemente sulle buone percezioni del general public legate a prodotti/servizi, performance e innovazione: i prodotti sono considerati affidabili, la gestione sinistri tempestiva, l’assistenza al cliente professionale. La solidità patrimoniale e le forti prospettive di crescita sono aspetti ugualmente rilevanti perché costituiscono una garanzia per il futuro; la ricerca e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche sono considerati elemento distintivo grazie al know-how consolidato in tema di telematica applicata al business assicurativo.

Gruppo Unipol è percepito quindi sempre più come partner affidabile e punto di riferimento per lo sviluppo dei grandi temi dell’agenda Paese.

Unipol considera la reputazione una leva manageriale capace di attivare un cambiamento culturale che può promuovere creazione di valore e adotta un approccio integrato che tiene in costante allineamento le attività di costruzione e di protezione della reputazione.

Il modello operativo di reputation management in Unipol si caratterizza anche per ampiezza di analisi (sono 7 i gruppi di stakeholder di cui si raccolgono periodicamente percezioni e aspettative: opinione pubblica, dipendenti, clienti, agenti, comunità finanziaria, giornalisti, istituzioni), prospettiva interna/esterna che permette di confrontare percezioni e aspettative sia interne che esterne all’azienda e infine un allineamento strategico con il quale le diverse funzioni aziendali sono chiamate a contribuire alla realizzazione degli obiettivi reputazionali (creazione e protezione) partendo da un cruscotto di lavoro e azioni condivise. L’esperienza nel reputation management si è tradotta anche in una soluzione assicurativa per rispondere all’evoluzione del contesto socio-economico dove il rischio reputazionale è tra i principali percepiti. La copertura permette di tenere indenne l’azienda assicurata dagli eventuali danni economici originati da eventi mediatici negativi, anche con riferimento alla perdita di valore del marchio.

 


“Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi” presentato a Bologna

Mercoledì 10 Aprile presso l’Auditorium Torre Unipol a Bologna, alla presenza degli autori Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino  è stato  presentato il libro “Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi”. Sono intervenuti alla presentazione Marisa Parmigiani, Direttrice della Fondazione Unipolis, Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Filippo Pieri, Presidente CRU Emilia-Romgna, Rita Ghedini, presidente di Lega Coop Bologna e a conclusione della mattinata Mons. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna.

Nel suo intervento Filippo Pieri, ha tenuto a sottolineare che "attraverso queste iniziative di confronto con esperti tentiamo di tenera alta l’asticella per creare una maggiore cultura alla legalità, in sintesi l’idea e quella di costruire una rete di legalità organizzata

"Anche in Emilia abbiamo perso l'innocenza, qualche anno fa. Anche in Emilia quante volte inizialmente qualcuno ha detto da noi no, queste cose da noi non esistono. Poi, ci si è accorti che certi presidi ideali non erano sufficienti". Ha sottolineato l'arcivescovo nel suo intervento. Zuppi ha poi aggiunto "La vostra consapevolezza sull'aver perso l'innocenza- rivolgendosi  agli autori- e sul cosa significhi diventare responsabili deve farci rendere conto della sfida e dell'insidia che abbiamo davanti: il male peggiore è quello che non si vede, quello che ci rende assuefatti e ci omologa".

Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino – oggi rispettivamente Capo della Procura di Roma e Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma – hanno svelato in questo libro le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale del nostro paese. Il libro analizza la mafia siciliana e quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la ‘famiglia’ in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni (imprenditori e manager, esponenti politici, uomini della burocrazia, liberi professionisti). Un’ampia parte è poi dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l’utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l’espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell’economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.


Osservatori sempre più protagonisti dello storytelling aziendale

Si è svolta il 5 aprile scorso, nell’ambito dell’International Journalism Festival, una tavola rotonda organizzata dal Gruppo Unipol e dedicata al ruolo degli Osservatori aziendali come importanti strumenti di ricerca e business.

L’incontro dal titolo “Gli Osservatori sono strategici per lo storytelling dell’azienda?” ha visto la partecipazione di Fernando Vacarini, Responsabile Media Relations di Gruppo Unipol e Direttore Responsabile di Changes, Liliana Cavatorta, Responsabile Osservatorio Reputational & Emerging Risk di Gruppo Unipol, Fiammetta Fabris, Amministratore Delegato di UniSalute e Marco Lanzoni, Responsabile Mercato Finance di SCS Consulting e la moderazione di Giampaolo Colletti, Responsabile Comunicazione Digitale di Sanofi Italia e contributor per Il Sole24Ore, StartupItalia!, Millionaire e per la free press Metro.

Fernando Vacarini, Responsabile Media Relations del Gruppo Unipol ha dichiarato: “Da qualche anno le aziende si sono trasformate in media company per raccontare in maniera diretta la propria storia al pubblico. La scelta del Gruppo Unipol è frutto della mediazione tra strumenti di comunicazione tradizionale e innovativi, partendo dalla solida base degli Osservatori aziendali”.

Al centro del dibattito, le evidenze di un’indagine condotta da Gruppo Unipol con SCS Consulting sulle aziende italiane attualmente attive nella produzione di Osservatori dedicati all’approfondimento di tematiche di natura socio-economica e sulla loro diffusione. L’analisi è stata condotta su un panel di 80 aziende italiane attraverso le fonti pubbliche (web), con particolare riferimento al periodo 2016-2019 ed un focus sugli Osservatori continuativi, escludendo dunque le iniziative una-tantum. Ne emerge che sono 15 le imprese ad adottare oggi questo strumento di comunicazione, con 33 report prodotti nel periodo in esame di cui l’84% sono continuativi ed il 16% sono saltuari. Le tematiche trattate sono prevalentemente riconducibili al business in cui opera l’impresa (82%), mentre nel 9% dei casi riflettono su tematiche legate alla responsabilità sociale d’impresa e nel restante 9% di tematiche sociali. L’indagine evidenzia come gli Osservatori aziendali si stiano trasformando, sempre di più, in veri protagonisti dello storytelling aziendale, sebbene siano tendenzialmente percepiti con una portata ancora limitata. Tuttavia, agli Osservatori aziendali, sottolinea ancora l’analisi, viene riconosciuta una correlazione positiva tra impegno comunicativo delle aziende che li adottano e livello di fiducia espresso dall’opinione pubblica, nonostante siano ancora poche le realtà che adottano con successo questa pratica.

Tra queste, il Gruppo Unipol rappresenta una best practice, con i suoi tre progetti significativi: l’Osservatorio UnipolSai sulle Abitudini di Guida degli italiani, l’Osservatorio Reputational & Emerging Risk e l’Osservatorio UniSalute, da cui poi sono nati i magazine digitali Changes e InSalute L’approfondimento degli osservatori e l’’intero studio sono disponibili sul sito di Gruppo al link:

http://www.unipol.it/it/la-nostra-identita/gli-osservatori-del-gruppo-unipol.

https://youtu.be/R_W8QEWciiY


Sicurstrada ha fatto tappa a Locri

Fondazione Unipolis e il Gruppo Unipol da anni si impegnano per affermare i valori di legalità che sono alla base della loro storia. Va proprio in questa direzione gli appuntamenti a Locri, che si sono svolti nei giorni scorsi nell’ambito del progetto Sicurstrada.

Il 26 marzo scorso, al Palazzo della cultura “Riccardo Misasi”, amministratori pubblici, autorità ecclesiastiche e rappresentanti dell’associazionismo si sono confrontati con la cittadinanza sui temi della sicurezza stradale, della mobilità sostenibile e della convivenza civile nelle nostre comunità.

In un contesto dove la strada è intesa come bene comune che appartiene a tutti e sulla quale diritti e doveri di cittadinanza sono necessari come strumento di convivenza civile, la legalità diventa presupposto essenziale. La strada si configura come uno dei paradigmi della società che dobbiamo costruire, spazio comune che va ripensato così come va ripensata la struttura materiale e immateriale delle nostre comunità. A partire dai nostri comportamenti e dall’assunzione di responsabilità personale per il benessere individuale e quello degli altri. La mobilità sostenibile implica diritti e doveri ancora più incisivi e rimanda al bisogno di legalità che fa parte della storia di Unipol e dell’impegno di Unipolis.

All’iniziativa “Sicurezza e legalità: sulla strada e nelle comunità” sono intervenuti Francesco Oliva – Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Giovanni Calabrese – Sindaco di Locri, Raffaele Sainato – Assessore all’Urbanistica del Comune di Locri, Anna Sofia – Assessore alla Cultura del Comune di Locri, Alfredo Fragomeli – Comandante della PM di Roccella Ionica e membro permanente del Comitato ordine e sicurezza, Rosita Sgotto – Familiare di una vittima della strada, Luisa Laganà – Agente Generale UnipolSai e Fausto Sacchelli – Fondazione Unipolis. Durante l’appuntamento sono stati presentati i risultati di “Cambiamo strade”, ricerca che Fondazione Unipolis ha realizzato sul tema della mobilità e della sicurezza della terza età. Uno studio che analizza l’attuale stato della sicurezza sulla strada degli anziani, in rapporto alle altre fasce d’età, con una proiezione dei dati (allarmante) fino al 2050.

Sempre a Locri, nei due giorni seguenti, Unipolis ha incontrato gli studenti del Liceo Scientifico “Zaleuco” e quelli del Liceo delle Scienze umane e linguistiche “Mazzini”. Due momenti in cui i ragazzi hanno potuto confrontarsi con esperti sui temi della mobilità sicura e sostenibile, vedere i lavori multimediali che loro coetanei di altre parti d’Italia hanno realizzato per il contest “La sicurezza si fa strada” e hanno potuto mettersi alla prova con il simulatore di guida “Safety Drive” di Unipolis, che consiste in un software fra i più avanzati a livello europeo, che permette agli studenti di immedesimarsi in diverse situazioni comportamentali e ambientali critiche sulla strada. Il software del simulatore è stato donato da Unipolis agli studenti degli istituti scolastici. I ragazzi hanno incontrato inoltre rappresentanti dell’amministrazione comunale e Rosita Sgotto, familiare di una vittima della strada.

Tutti gli appuntamenti di Locri sono organizzati insieme a CRU Calabria e l’Agenzia UnipolSai Laganà dr. Luisa, con il patrocinio del Comune di Locri.

(Foto tratte da canale Twitter Sicurstrada)

 


A Bologna presentazione del libro "Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi"

Mercoledì 10 Aprile presso l'Auditorium Torre Unipol a Bologna, alla presenza degli autori Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino verrà presentato il libro "Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi". Interverranno anche Marisa Parmigiani, Direttrice della Fondazione Unipolis, Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura dell'Emilia-Romagna, Filippo Pieri, Presidente CRU Emilia-Romgna, Rita Ghedini, presidente di Lega Coop Bologna, Mons. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna.

Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino – oggi rispettivamente Capo della Procura di Roma e Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma – svelano in questo libro le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale. Il libro analizza il dna della mafia siciliana e di quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la ‘famiglia’ in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni (imprenditori e manager, esponenti politici, uomini della burocrazia, liberi professionisti). Un’ampia parte – aggiornatissima alle ultime decisioni dei giudici romani – è dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l’utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l’espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell’economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.