Al Social Innovation Campus i giovani costruiscono la città del futuro
Duemila i partecipanti alle due giornate di formazione, confronto, sperimentazione e lavoro sulle ricadute sociali e ambientali nelle città del futuro dell’innovazione e delle tecnologie del 1° Social Innovation Campus in MIND, promosso dalla Social Innovation Academy e da Fondazione Triulza e sostenuto tra gli altri dal Gruppo Unipol. Più di ottocento i giovani studenti universitari, delle superiori, leFP e IFTS provenienti da tutta la Lombardia, che hanno portato a MIND le loro proposte per costruire la città del futuro: dieci classi hanno partecipato ad un hackathon su alcuni temi cardine dello sviluppo del progetto MIND (acqua, mobilità, cultura e smart community), altre diciotto classi sono state coinvolte in visite personalizzate lavorando in gruppi, partecipato a laboratori interattivi, all’area esperienziale a agli oltre 50 incontri, workshop, lectio magistralis, presentazioni e testimonianze di cooperative, startup e imprese.
Protagonisti delle due giornate, oltre ai giovani, anche i rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, della filantropia, dell’avvocacy per la sostenibilità, della finanza, della tecnologia e, soprattutto, del terzo settore e dell’economia civile.
"Come Gruppo Unipol stiamo lavorando affinché i dati dei nostri assicurati possano consentire alle Amministrazioni cittadine - ha detto nel suo intervento Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol - di trovare soluzioni avanzate per una migliore mobilità e una maggiore sicurezza nelle nostre città”. In qualità di Presidente dell'Assemblea dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha anche dichiarato che "Una delle proposte di ASVIS è l’avvio di un patto strategico con le istituzioni dedicato al lavoro per i giovani. Un tema decisivo per il futuro del nostro Paese per il quale serve subito una risposta concreta"
Per i promotori del Campus questa contaminazione tra scienza tecnologia e innovazione sociale rappresenta il futuro delle nuove generazioni e anche un nuovo paradigma economico in cui le organizzazioni del terzo settore e dell’economica civile sono chiamate non solo a svolgere ruoli convenzionali, ma anche ad impegnarsi in segmenti molto alti del processo innovativo.

Fonte foto canale twitter Gruppo Unipol
Ecco l'edizione 2020 del Festival dello Sviluppo Sostenibile
Dopo il successo delle precedenti edizioni e a cinque anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030 dell’Onu, torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile dal 20 maggio al 5 giugno 2020.
Si rinnova l’appuntamento annuale con il Festival dello Sviluppo Sostenibile, la cui prossima edizione si svolgerà dal 20 maggio al 5 giugno 2020. Forte della notorietà acquisita e della crescente mobilitazione della società italiana sui temi dello sviluppo sostenibile, la manifestazione rappresenterà un ulteriore passo per spingere l’Italia a realizzare l’Agenda 2030.
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 230 organizzazioni del mondo economico e sociale, organizza il Festival insieme ai suoi aderenti e con il supporto dei partner e dei tutor, su un arco di 17 giorni, tanti quanti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu. L’iniziativa costituisce un’unica grande manifestazione, diffusa e inclusiva, composta da centinaia di eventi organizzati su tutto il territorio nazionale.
Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, andando oltre gli addetti ai lavori, per promuovere un cambiamento culturale di comportamenti individuali e collettivi e stimolare richieste che «dal basso» impegnino la leadership del Paese al rispetto degli impegni presi in sede Onu. Inoltre, il Festival vuole dare voce ai cittadini, alle imprese, alle amministrazioni centrali e locali, alle università e alla società civile per favorire il dialogo, il confronto e la condivisione di best practice sui temi dell’Agenda 2030.
Il Festival rappresenta un’esperienza unica nel panorama internazionale che, grazie al coinvolgimento di centinaia di organizzazioni in tutta Italia, al ruolo attivo giocato dalle Università e all’apertura di “piazze” dello sviluppo sostenibile in alcune grandi città, consente di raggiungere ogni anno milioni di persone in tutta Italia, stimolando una riflessione senza precedenti sul futuro del nostro Paese, dell’Europa e del mondo.
Il prossimo Festival dello Sviluppo Sostenibile rappresenterà una tappa importante nel percorso verso la realizzazione dell’Agenda 2030. Il 2020 segnerà, infatti, i cinque anni dalla sottoscrizione dell’accordo globale da parte dei 193 Paesi delle Nazioni Unite, l’inizio del “decennio di azione per il conseguimento degli SDGs” lanciato nel corso dell’Assemblea Generale Onu del settembre 2019, nonché l’anno di scadenza per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda. Nel 2020 cadrà, inoltre, il quinto anniversario della Conferenza COP21, che ha visto l’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, e della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo, che ha definito aspetti cruciali dell’Agenda. Saranno passati anche cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, che in tutto il mondo è diventata il punto di riferimento per un’etica condivisa per lo sviluppo umano e la salvaguardia della nostra terra.
Rispetto alla realizzazione dell’Agenda 2030, negli ultimi anni si sono registrati diversi segnali incoraggianti sia a livello nazionale che internazionale. La nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha risposto con decisione alle sollecitazioni venute dal Parlamento, dal Consiglio e dalla società civile europea, con un programma di azione che ruota intorno a una visione dove politiche economiche, sociali e ambientali appaiono coerentemente orientate all’obiettivo di fare dell’Ue la “campionessa mondiale di sviluppo sostenibile”, come recitava il titolo dell’evento di apertura dell’ultima edizione del Festival. Anche in Italia, con l’avvio del nuovo Governo, lo sviluppo sostenibile è entrato chiaramente nell’agenda politica, e si può notare un cambiamento nel mondo produttivo e nell’opinione pubblica sulla necessità di transitare a un diverso modello di sviluppo, anche grazie alla presa di posizione dei milioni di giovani che richiamano tutti a fronteggiare l’emergenza climatica.
Rispetto alle edizioni passate, quindi, il Festival 2020 si svolgerà in un contesto in cui è maggiore il sostegno da parte dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni sindacali, della società civile e dell’opinione pubblica per azioni coraggiose. Eppure, la direzione verso la quale il mondo si sta muovendo non sembra riuscire a condurre verso la sostenibilità. Occorre, quindi, avviare una profonda riflessione sul nostro modo di vedere le cose, interrogarci sull’esistenza di un’etica condivisa per affrontare lo sviluppo sostenibile.
Da questa considerazione prenderà le mosse il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020, che sarà inaugurato il 20 maggio a Parma, Capitale italiana della cultura 2020, alla presenza dei più grandi filosofi, teologi, sociologi ed economisti che oggi si interrogano sui limiti del nostro modello di sviluppo. Il 28 maggio seguirà il secondo appuntamento a cura del Segretariato ASviS, mentre l’evento conclusivo del Festival si terrà a Roma il 5 giugno, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente. Saranno 13 gli “eventi nazionali” del Festival in tutta Italia, che richiameranno l’attenzione ciascuno su un Obiettivo di sviluppo sostenibile, affrontandone gli aspetti più attuali e i temi prioritari. A tutto questo si aggiungeranno poi le migliaia di voci dal territorio che vorranno raccontare le proprie storie, idee ed esperienze per rispondere alla domanda di riflessione lanciata dal Festival.
Maggiori informazioni sul sito dedicato all'evento: festivalsvilupposostenibile.it/2020 attraverso il quale si ha la possibilità di contribuire in prima persona alla realizzazione dell’Agenda 2030: i singoli eventi possono essere organizzati da chiunque voglia portare l’Italia e il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile, tramite l’apposito modulo e seguendo i criteri per l’organizzazione degli eventi nel Festival. La costruzione del cartellone delle iniziative richiede la partecipazione di tutti.

Il Gruppo Unipol sponsor della mostra “AGAINandAGAINandAGAINand”
Il Gruppo Unipol è sponsor della mostra “AGAINandAGAINandAGAINand” che, dal 23 gennaio al 3 maggio 2020, apre la programmazione espositiva 2020 dello spazio principale del Museo d'Arte Moderna di Bologna, ovvero la Sala delle Ciminiere.
La Sala apparirà trasfigurata dalla presenza peculiare dei lavori di sette tra i più noti artisti contemporanei: Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner, Apichatpong Weerasethakul.
La mostra, a cura di Lorenzo Balbi con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì, è uno dei main project di ART CITY Bologna 2020, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
AGAINandAGAINandAGAINand si pone l’obiettivo di indagare il tema del loop, della ripetizione e della ciclicità nella contemporaneità, analizzandolo da diverse angolazioni attraverso le opere di artisti che hanno posto l’argomento al centro della propria ricerca.
Per Unipol essere nuovamente partner di questo importante appuntamento culturale rientra in una strategia di sponsoring che fa della promozione dell’arte e della cultura una delle principali aree di intervento del Gruppo. Promuovere e rendere accessibile la cultura al grande pubblico è l’obiettivo di quest’iniziativa, con la convinzione della profonda valenza sociale che tali manifestazioni rivestono per la comunità.
Foto Gabriele Lepri (canali social MAMBO)
MISSION EVOLVE: A BOLOGNA l'ULTIMA TAPPA DEL TOUR PER PORTARE LA NUOVA VISIONE DEL GRUPPO UNIPOL NEI TERRITORI
Sì è svolta oggi a Bologna, nella sede Unipol di via Stalingrado, la settima e ultima tappa del roadshow dei Consigli Regionali Unipol per portare la nuova visione del Gruppo Unipol nei territori. L’obiettivo definito dal piano strategico 2019-2021 Mission Evolve è quello di rafforzare la leadership assicurativa ma anche di diventare leader di ecosistemi. E tre sono gli ecosistemi da cui partire: mobilità, welfare e property. Per offrire servizi integrati e produrre valore per cambiare il mondo assicurativo tra innovazione e sostenibilità.
Mobility: nuove soluzioni di mobilità e condivisione grazie anche al noleggio a lungo termine e ad una piattaforma dell’usato. Un sistema efficace per avere su strada veicoli più performanti come quelli ibridi o elettrici.
Welfare: nuove soluzioni grazie alla piattaforma di flexible benefit, Internet of Things e telemedicina, nonché soluzioni per ottimizzare la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane.
Property: un’evoluzione dell’integrazione tra assicurazione, domotica e assistenza in nell’ottica di sviluppare nuovi servizi per l’efficienza e la riduzione dei consumi energetici nelle proprie abitazioni o aziende.
Nella prima parte della mattinata sono intervenuti tra gli altri Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol, Marisa Parmigiani, Responsabile della sostenibilità del Gruppo Unipol e Direttrice della Fondazione Unipolis, Aleardo Benuzzi Responsabile nazionale dei CRU.
La seconda parte della mattinata è stata invece dedicata ai tavoli di lavoro a cui hanno partecipato i coordinatori dei CRU di Emilia-Romagna e Toscana oltre ai rappresentanti delle organizzazioni soci, organizzati con il metodo della condivisione e dello scambio di esperienze e con l’obiettivo di discutere e allinearsi su cosa è stato fatto e cosa si può fare a livello locale.
Maggiori informazioni sul Piano Strategico 2019-2021 sono disponibili sul sito del Gruppo.


Presentato il progetto Sibari e la Costa dei tre miti
Nella splendida Sala degli Specchi del Palazzo Ducale di Corigliano-Rossano, il sindaco di Trebisacce Franco Mundo ha presentato la nuova fase del progetto "Sibari e la costa dei tre miti: Italo, Ulisse e Federico", classificatosi al secondo posto nazionale, dopo Matera, nell’ambito dei progetti finalizzati alla valorizzazione del territorio, e di cui proprio Trebisacce è il comune capofila.
Durante la conferenza stampa, moderata dal giornalista Francesco Cangemi, sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Corigliano Rossano, Donatella Novellis, l’Assessore al Turismo del Comune di Corigliano Rossano, Tiziano Caudullo, l’Assessore all’Archeologia e Beni Culturali del Comune di Cassano, Annamaria Bianchi, e il sindaco di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranù.
Il progetto prevede la creazione di una destinazione turistica accessibile, interculturale ed interreligiosa del Mediterraneo e della Magna Grecia, che possa essere di riferimento come proposta turistica di prossimità e complementare all’offerta di Matera - Capitale della Cultura Europea 2019, e coinvolge i Comuni di Albidona, Alessandria Del Carretto, Amendolara, Canna, Cassano Allo Ionio, Castroregio, Civita, Cerchiara di Calabria, la città unica Corigliano-Rossano, Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Plataci, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce e Villapiana.
“Il progetto che presentiamo oggi – ha dichiarato nel suo intervento il sindaco Franco Mundo - mira a superare le difficoltà territoriali che impediscono uno sfruttamento allargato del territorio e delle sue potenzialità, creando coesione, condivisione, visione e convergenza verso un’azione integrata di sistema. Siamo di fronte ad un modello di gestione sperimentale e partecipato che valorizzerà l’unicità e la tipicità dell’area territoriale cui apparteniamo, mettendo a sistema le risorse territoriali, umane e sociali, e rafforzerà, qualificandola l’accessibilità e l’accoglienza, che diviene universale e modello replicabile in altri contesti. Attraverso soluzioni funzionali ed all’avanguardia, si forniranno a chi va a formare l’offerta turistica quegli strumenti necessari per raccontare e proporre appieno il territorio, così creando e concretizzando il concetto di accessibilità e accoglienza universale. Il tutto attraverso una rete che unisce enti pubblici, partner privati, stakeholder di vario livello e natura, e il territorio. Per tale motivo, la rete dei partener privati è molto importante e qualificata (CRU Unipol, Confcooperative, Confesercenti, ITRIA, UNESCO Trebisacce, Touring Club locali, solo per citarne alcuni). Uno speciale ringraziamento va al coordinatore del progetto, Arch. Michele Calvosa, e la S.C.S. Officina delle Idee e Antonio Blandi per l’idea che sta alla base di tutto questo lavoro”.
Lavoro: l'Emilia-Romagna regione leader italiana, più dinamica grazie al patto fra corpi intermedi
È stato presentato venerdì scorso a Bologna lo studio della società di ricerca Rete Urbana delle Rappresentanze (R.U.R.) dal titolo “Il Valore della Rappresentazione e le Politiche per i giovani nel Patto per il Lavoro dell’Emilia-Romagna”, promosso dal Consiglio Regionale Unipol e realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Ne hanno discusso Patrizio Bianchi, Assessore a coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia Romagna, Pierluigi Stefanini, Presidente Gruppo Unipol, e Giuseppe Roma, Segretario Generale R.U.R. precedentemente Direttore Generale della Fondazione Censis.
La ricerca evidenzia che in Emilia-Romagna il tasso di occupazione, nella popolazione fra 20 e 64 anni, è pari al 74,4% nel 2018, benchmark fra le grandi regioni settentrionali, superiore a Lombardia (72,6%) e Veneto (71,5%). Il tasso di disoccupazione è sceso dall’8,3% del 2014 al 4,8% di giugno 2019. Grazie al Patto per il Lavoro e il Patto Giovani, la disoccupazione giovanile è diminuita dal 34,9% del 2014 al 17,8% del 2018. Al contempo, le fuoriuscite anticipate dalla scuola sono passate dal 13,6% all’11%, al di sotto delle Regioni del Nord e della media italiana del 14,5%.
Inoltre, il valore aggiunto per abitante, indicatore che rappresenta sia i livelli di partecipazione al lavoro sia la produttività degli occupati, risulta essere il terzo più alto in Italia e superiore del 24% rispetto alla media nazionale, nonché allineato con i valori europei.
“La Regione delle opportunità, questo il nostro obiettivo, insieme ai soggetti del Patto per il Lavoro, perché ogni giovane possa trovare lo spazio per crescere e per costruire il proprio futuro”, ha affermato l’Assessore Patrizio Bianchi.
“La ricerca evidenzia come strategico per le politiche pubbliche saper dialogare con le forze sociali per costruire soluzioni a vantaggio della comunità. I Consigli Regionali Unipol, come luogo di costruzione di valore condiviso in logica multi-stakeholder, dimostrano la loro attualità nel concorrere ad uno sviluppo sostenibile territoriale”, ha dichiarato Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol.
Il Patto per il Lavoro e il Patto Giovani dell’Emilia-Romagna, racchiudono in sé alcune caratteristiche peculiari che li differenziano rispetto a precedenti esperienze di concertazione fra le istituzioni e le parti sociali in quanto: si è andati oltre la semplice partecipazione o concertazione fra la sfera pubblica e gli attori imprenditoriali e associativi, costruendo insieme un processo decisionale.
Il Patto è risultato uno strumento di sintesi a livello generale anche attraverso mediazioni “alte”, ispirate ad un interesse generale. È diventato strumento di lavoro per le parti sociali, ha costituito un argine alla disintermediazione nelle relazioni fra cittadini e istituzioni.
Molte recenti ricerche confermano, anche con i numeri, una posizione di vertice che sta assumendo l’Emilia Romagna e un ispessimento dell’asse padano fra Milano e Bologna. Secondo Unioncamere, nel 2018, fra le prime dieci province italiane per valore aggiunto pro-capite, ben quattro appartengono all’Emilia-Romagna. Bologna è terza dopo Milano e Bolzano.
Un tale risultato per l’Emila Romagna è stato possibile grazie a un significativo impegno, pubblico e privato, nel promuovere l’innovazione a tutto campo, tanto che gli investimenti in ricerca e sviluppo sono passati, nel triennio 2014-2017, dall’1,68% del Pil all’1,98% quota ben superiore all’1,50% registrato, in media, nelle regioni del Nord.
Istituzioni e imprese, poi, hanno operato con particolare energia per promuovere la formazione a tutti i livelli, dalla sperimentazione del sistema duale, con un serio apprendistato nelle aziende della Motor Valley come Ducati e Lamborghini, agli Istituti Tecnici Superiori, alla formazione universitaria: un impegno premiato dai risultati dello studio condotto da R.U.R.
Inoltre, da una ricerca effettuata con i membri delle organizzazioni aderenti al Consiglio Regionale Unipol emerge che:
- secondo l’88,3% degli intervistati, il protagonismo dei corpi intermedi e il migliorato clima di collaborazione hanno costituito il riferimento per affrontare meglio le crisi aziendali regionali e rendere più solido il tessuto produttivo emiliano romagnolo;
- il 17,5% ritiene molto migliorata la situazione di stimolo all’innovazione e alla ricerca, a cui si aggiunge un 62,5% che la ritiene migliorata per le azioni previste dal Patto;
- l’internazionalizzazione dell’economia emiliano-romagnola è ritenuta molto migliorata dal 21% degli intervistati, migliorata dal 60%.
Riguardo alle aree di intervento comprese nel Patto per il Lavoro Giovani gli intervistati ritengono che Produzione e competenze e capitale umano siano stati gli ambiti su cui si sono ottenuti maggiori risultati, mentre vanno segnalate come priorità di intervento la rete attiva per il lavoro e la creazione di impresa (imprenditorialità maker), il programma per il successo formativo che ha conseguito risultati ragguardevoli riducendo ulteriormente le fuoriuscite dal sistema scolastico.
Di seguito alcune foto della presentazione











