City Flows 2026: la mobilità si misura dalla disabilità

L'80% delle persone con disabilità non usa mai il trasporto pubblico, il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento: presentato a Matera il Mobility Index, il nuovo strumento di Nomisma per Fondazione Unipolis che misura rischio, sicurezza e accessibilità dei territori

A Matera la disabilità diventa la lente attraverso cui misurare la qualità della mobilità italiana. È questo il filo conduttore della quarta edizione di City Flows, l'evento internazionale nel calendario della Settimana europea della mobilità promosso da Fondazione Unipolis, l’European Transport Safety Council, i CRU Unipol e con il patrocinio – tra gli altri - del Ministro per le Disabilità, che si è svolto oggi a Casa Cava, dedicato al rapporto tra disabilità, mobilità, sicurezza stradale e progettazione urbana. La giornata ha affrontato il tema lungo tre prospettive tra loro connesse: la prevenzione dei rischi, le conseguenze che barriere ed eventi stradali hanno sull'autonomia delle persone e l'accesso ai diritti e alle opportunità che una mobilità sicura e accessibile può garantire.

L’accessibilità non è soltanto una questione infrastrutturale: è una condizione essenziale per accedere al lavoro, studiare, usufruire dei servizi, partecipare alla vita sociale e mantenere autonomia e indipendenza.

All'apertura dei lavori di Paola D’Antonio, Prorettrice di Ateneo all’inclusione, le disabilità e i DSA dell’Università degli Studi della Basilicata, è seguita la presentazione della ricerca Nomisma “La mobilità che genera autonomia” a cura di Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS. Tra i keynote internazionali sono intervenuti Salvador Rueda, urbanista e fondatore dell’Agència d'Ecologia Urbana de Barcelona, Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council, e Magda Mostafa, architetta e docente presso l’American University in Cairo, tra le maggiori esperte mondiali di progettazione inclusiva. La Data & Evidence Session ha visto i contributi di Maria Valeria Mininni (Università degli Studi della Basilicata), Giordana Castelli (CNR), Andréia Lopes Azevedo (POLIS Network) e Vito Parisi (ANCI). Alle due tavole rotonde della mattina, dedicate rispettivamente alla progettazione della mobilità e alla costruzione dell'autonomia, hanno preso parte, tra gli altri, Vincenzo Falabella, Presidente FISH, Claudio Puppo, Presidente A.N.G.L.A.T., Valentina Tomirotti, giornalista e accessibility advocate, ed Enrique Lorca, Presidente della European Driving Schools Association. I lavori della mattina si sono chiusi con l'intervento di Francesca Sbianchi, Presidente del Forum Italiano sulla Disabilità e rappresentante dell'European Disability Forum.

La ricerca Nomisma per Unipolis

Nel corso dell'evento è stata presentata in anteprima una ricerca inedita firmata Nomisma per Unipolis, che restituisce un quadro aggiornato della mobilità italiana. I dati raccontano un Paese tornato a muoversi come prima della pandemia, ma con abitudini diverse: nel primo semestre 2025 il tasso di mobilità ha raggiunto l'81,1%, gli spostamenti quotidiani sono aumentati mentre si è ridotta la distanza media percorsa, scesa a 9,2 km. Una mobilità sempre più urbana e di prossimità, che rende ancora più decisivo il ruolo del trasporto pubblico locale.

Su questo fronte, però, la ricerca evidenzia un sistema ancora disomogeneo: il 34% delle famiglie italiane dichiara difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, con un divario territoriale che nel 2025 va dal 53% della Campania al 18% del Trentino. Il divario si accentua per le persone con disabilità: l'80% non utilizza mai il trasporto pubblico, mentre tra chi lo utilizza in modo non regolare, il 26% non lo fa per ragioni di sicurezza, difficoltà di accesso o carenza del servizio. Dove le alternative mancano, cresce la dipendenza dal mezzo privato, con un effetto a catena su congestione e incidentalità. Sommando spese sanitarie, assicurative e amministrative alla perdita di capitale umano, il costo dell'incidentalità stradale sale per il Paese a circa 18 miliardi di euro l'anno.

Per misurare questi fenomeni in modo comparabile tra i territori, Nomisma ha sviluppato il Mobility Index, ovvero una serie di indicatori compositi proprietari, costruiti integrando indicatori elementari standardizzati e ponderati in una misura sintetica delle performance territoriali su rischio, sicurezza e accessibilità. Applicati ai 119 capoluoghi di provincia italiani, i tre indici restituiscono una fotografia nazionale: l'Esposizione al Rischio di Incidente, che misura la vulnerabilità del territorio rispetto a traffico, parco veicolare, connettività e TPL, si attesta a 53,2 (valore 0-100 al crescere dell’esposizione al rischio); la Gravità degli Incidenti Stradali, che sintetizza frequenza e letalità dei sinistri, a 44,8 (valore 0-100 al crescere della gravità); l'Accessibilità e Inclusività del TPL, che misura la capacità della rete di garantire una mobilità capillare e accessibile, a 59,6 (valore 0-100 al crescere dell’accessibilità e inclusività).

Per la prima volta, su Matera, Trento, Perugia e Siracusa, le quattro città del ciclo City Flows, questi indicatori sono stati affiancati da un quarto indice sullo Stile di Guida, costruito sempre da Nomisma ma sulla base dei dati di UnipolTech sui dati telematici delle vetture assicurate con Unipol, in base a frequenza di frenate, accelerazioni brusche e velocità di guida (valore 0-100 al crescere della frequenza di comportamenti di guida a rischio). Rispetto alla media nazionale il confronto tra le quattro città restituisce profili molto diversi.

Trento si conferma la città con le migliori performance complessive: l'Esposizione al Rischio si ferma a 51,2 (20° su 119 capoluoghi), la Gravità degli Incidenti a 38,0 (45°) e l'Accessibilità del TPL sale a 93,2 (13°), tra i valori più alti in Italia; anche lo Stile di Guida, pari a 43,6, è il secondo migliore tra le quattro città.

Siracusa ottiene il miglior punteggio nello Stile di Guida, pari a 31,2, ma sconta una maggiore Esposizione al Rischio, che sale a 55,1 (56°). La Gravità degli Incidenti si attesta a 42,6 (77°) e l’Accessibilità del TPL a 75,1 (90°).

Perugia presenta l'Esposizione al Rischio più bassa tra le quattro città, pari a 50,3 (13°), e un'Accessibilità del TPL di 81,7 (57°), sopra la media nazionale; registra tuttavia la Gravità degli Incidenti più alta, pari a 48,6 (95°), e insieme a Matera le maggiori criticità nello Stile di Guida, pari a 63,2.

Matera si colloca su un'Esposizione al Rischio di 54,4 (46°) e una Gravità degli Incidenti di 43,7 (81°), entrambe vicine alla media nazionale, mentre l'Accessibilità del TPL, pari a 69,0 (108°), è la più bassa tra le quattro città. Anche lo Stile di Guida, pari a 62,3, si conferma tra i punti di maggiore attenzione, in linea con Perugia.

Sempre grazie ai dati UnipolTech, la ricerca propone infine due mappature inedite del territorio di Matera, utili a individuare possibili priorità di intervento. La prima incrocia la copertura delle linee del trasporto pubblico locale con la geolocalizzazione degli incidenti stradali, evidenziando come le aree in cui la minore presenza del TPL e una maggiore concentrazione di sinistri si sovrappongano. La seconda incrocia gli incidenti con gli eventi harsh, ossia le frenate e accelerazioni brusche registrate dai dispositivi telematici, che risultano concentrati soprattutto negli snodi e nelle arterie semicentrali caratterizzati da elevati flussi di traffico.

Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council, ha riportato il tema della sicurezza stradale nel quadro europeo. Nel 2025 sono morte sulle strade dell'Unione europea 19.492 persone, mentre nel 2023 i feriti gravi, secondo la classificazione MAIS3+ adottata a livello comunitario, sono stati circa 100.000. Avenoso ha ricordato come le conseguenze di un incidente stradale possano protrarsi ben oltre il momento dell'impatto generando disabilità permanenti, perdita di autonomia, oneri economici e legali, la necessità di adattare casa e veicolo e un impatto duraturo sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Tra le raccomandazioni dell'European Transport Safety Council rivolte ai decisori pubblici troviamo la riduzione del limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali e nei centri urbani e lo sviluppo di infrastrutture più sicure, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada.

«A Matera abbiamo affrontato, insieme ai numerosi partner che hanno accettato la nostra sfida, un aspetto alla base della nostra visione della strada come bene comune: l’accessibilità. L’abbiamo fatto coniugando dati, saperi ed esperienze e ci auguriamo di aver innescato un processo di riflessione che porti a politiche di mobilità premianti la sicurezza per tutte e tutti, a partire proprio da una città complessa come questa.» — Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis ETS

«Una mobilità davvero accessibile richiede di conoscere i rischi che possono limitarla e di intervenire, ciascuno nel proprio ruolo, per prevenirli e ridurne le conseguenze. Su questo terreno Unipol può mettere a disposizione competenze assicurative, tecnologie, dati e servizi. L’evoluzione della mobilità sta ampliando anche i bisogni di protezione, che riguardano sempre più non solo il veicolo, ma le persone e i diversi modi in cui si spostano. Il patrimonio informativo generato dalla nostra attività può inoltre contribuire, nel confronto con istituzioni, università e operatori, a comprendere meglio i rischi e a orientare interventi per una mobilità più sicura, inclusiva e accessibile.» — Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility, Attività regolamentari e operatività Infragruppo di Unipol Assicurazioni

«Il diritto alla mobilità viene troppo spesso limitato dalle condizioni fisiche e non solo dei contesti urbani. Finalmente Matera si sta dotando di uno strumento fondamentale – il PEBA – che guardi a soluzioni tecniche e progettuali, ma anche culturali e di metodo, a partire dagli uffici comunali direttamente coinvolti nelle trasformazioni della città. Occasioni di confronto, come questa, arricchiscono di contenuti e di stimoli una città dove siano ben consapevoli di aver tanto da fare, su una strada che abbiamo finalmente iniziato a percorrere» — Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera

«Ogni anno, migliaia di persone sopravvissute a incidenti stradali entrano a far parte della comunità delle persone che vivono con una disabilità permanente e, così facendo, si trovano ad affrontare un sistema di mobilità che spesso non è stato progettato per loro. Quando il trasporto pubblico è carente o inaccessibile, aumenta la dipendenza dalle automobili private e, con essa, anche il rischio. Se prendiamo sul serio l’obiettivo di una mobilità sicura e inclusiva, dobbiamo partire dalle strade stesse: ridurre le velocità nei nostri centri abitati e nelle nostre città e progettare infrastrutture pensando prima di tutto agli utenti della strada più vulnerabili, non per ultimi.» — Antonio Avenoso, Direttore esecutivo dell'European Transport Safety Council

Il pomeriggio è proseguito a Casa Cava con due sessioni di lavoro parallele. Il City Lab, curato dall'Università degli Studi della Basilicata, ha messo a confronto istituzioni, tecnici e associazioni del territorio per individuare le principali barriere alla mobilità di Matera e una prima agenda locale per l'autonomia negli spostamenti. L'Action Lab, curato da Fondazione Mobilità in Città, ha invece lavorato con amministratori locali ed esperti di governance - arrivati da diverse città italiane grazie alla collaborazione con ANCI - sugli strumenti normativi, amministrativi e di uso dei dati capaci di rendere le città italiane più accessibili in modo strutturale, elaborando un primo insieme di raccomandazioni rivolto ai decisori pubblici.

Guarda su YouTube la registrazione dell'evento

https://www.youtube.com/live/YfqslsoFyc8?si=Fhn58kzid9dYppFv


City Flow 2026

City Flows 2026 a Matera, i CRU tra i promotori

City Flows 2026 si terrà il 18 settembre a Casa Cava, nel cuore dei Sassi di Matera, e in streaming. Il confronto internazionale è promosso da Fondazione Unipolis insieme allo European Transport Safety Council (ETSC) e ai Consigli Regionali Unipol (CRU Unipol), e rientra nel programma della Settimana Europea della Mobilità. L'edizione di quest'anno è dedicata al tema “Disabilità e diritto alla mobilità autonoma, sicura e inclusiva”.

Il punto di partenza è una domanda concreta: una persona con disabilità può muoversi in autonomia, in sicurezza e con la stessa libertà di chiunque altro? La risposta dice molto sulla qualità complessiva di un sistema di mobilità. Per gli organizzatori la disabilità non è un tema di settore, ma la lente attraverso cui misurare se quel sistema funziona davvero. Una città accessibile non migliora la vita solo delle persone con disabilità: è una città migliore per tutti.

La giornata metterà in dialogo prospettive diverse. Si parlerà di sicurezza stradale come strumento di prevenzione della disabilità permanente, del ruolo della progettazione urbana, dell'accessibilità degli spazi pubblici e del concetto di autonomia, fino al rapporto tra mobilità, partecipazione e diritti. Al confronto prenderanno parte urbanisti di rilievo internazionale, ricercatrici e ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali e organizzazioni della società civile, insieme alle realtà di auto-rappresentanza delle persone con disabilità. L'obiettivo è costruire un dibattito fondato sui dati ma capace di tradursi in proposte operative.

Il programma è diviso in due momenti. La mattina è dedicata a una sessione plenaria internazionale, che si potrà seguire sia in presenza sia in streaming, in italiano e in inglese. Il pomeriggio trasforma City Flows in uno spazio di lavoro collaborativo: tavoli tematici riservati ai partecipanti in presenza riuniranno amministrazioni pubbliche, esperti, associazioni e stakeholder per elaborare priorità condivise e indicazioni operative. Quel documento di lavoro sarà uno dei principali risultati dell'edizione 2026.

Dopo Perugia, l'appuntamento si sposta quindi a Matera. La scelta della sede non è casuale: uno dei luoghi più riconoscibili del patrimonio culturale italiano diventa l'occasione per interrogarsi su come la bellezza non debba mai trasformarsi in una barriera, ma possa essere vissuta da tutte e tutti.

Anche quest'anno City Flows rientra nel programma ufficiale della European Mobility Week, in calendario dal 16 al 22 settembre, che conferma il tema “Mobility for Everyone” e rilancia la necessità di costruire sistemi di mobilità più sicuri, accessibili e inclusivi.

Il programma dettaglia è disponibile cliccando qui

Per registrarti all’evento visita la pagina Eventbrite di Fondazione Unipolis.

 

https://youtu.be/XTUiQDPcF4E?si=SxErioUAKK1gxmTH


Vicini di Salute

Fondazione Unipolis lancia “Vicini di Salute”, con la collaborazione dei CRU

L’iniziativa coinvolge i territori di Ventasso (RE) e Accettura (MT).Punta a migliorare l’accesso ai servizi sanitari per le persone over 65 attraverso
welfare di prossimità, telemedicina e reti comunitarie

Garantire il diritto alla salute e alle cure delle persone anziane che vivono nei territori più isolati del Paese, rafforzando al contempo modelli di welfare di comunità capaci di generare prossimità, orientamento e supporto continuativo. Nasce con questi obiettivi “Vicini di Salute”, il nuovo progetto promosso da Fondazione Unipolis nell’ambito della propria area Welfare.

L’iniziativa prende avvio in due aree interne italiane – Ventasso, in provincia di Reggio Emilia, e Accettura, in provincia di Matera – selezionate per la presenza di reti territoriali già attive e ricche, in particolare di cooperative di comunità impegnate nello sviluppo locale e nella risposta ai bisogni sociali dei territori. A Ventasso operano le cooperative Valle dei Cavalieri e Briganti del Cerreto, mentre ad Accettura è attiva la cooperativa Sìamo Accettura.

“Vicini di Salute” nasce, infatti, dalla volontà di costruire interventi territoriali sostenibili e replicabili nell’ambito della cura e del benessere, fondati sul protagonismo delle comunità locali e sulla collaborazione tra soggetti pubblici e terzo settore. Il progetto è promosso da Fondazione Unipolis in collaborazione con SiSalute, CRU Unipol, Legacoop nazionale e le sedi regionali dei territori coinvolti, AUSER nazionale e le articolazioni locali, oltre alle cooperative di comunità partner menzionate.

Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità con “PASSI d’Argento”, relativi al biennio 2022-2023, il 23% degli over 65 che ha avuto bisogno di visite o esami diagnostici ha dichiarato di aver rinunciato alle cure necessarie. Tra le principali motivazioni emergono le lunghe liste d’attesa, le difficoltà nel raggiungere le strutture sanitarie e i costi elevati delle prestazioni. Una situazione particolarmente critica nelle aree interne e rurali, dove la distanza dai servizi sanitari, l’invecchiamento della popolazione e la carenza di presidi territoriali rendono più complesso l’accesso alle cure.

In questo contesto, “Vicini di Salute” intende sperimentare un modello integrato di welfare di prossimità che coniughi servizi territoriali, accompagnamento personalizzato e strumenti di telemedicina, in coerenza con le direttrici di innovazione e rafforzamento dell’assistenza territoriale previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il progetto coinvolge complessivamente 100 beneficiari over 65, 50 per ciascun territorio, individuati con il supporto delle cooperative di comunità e delle istituzioni locali. Nei territori sono stati attivati sportelli di prossimità che fungono da punti di orientamento, ascolto e supporto per i beneficiari, con la presenza di figure dedicate al Case management, capaci di accompagnare gli anziani nell’accesso ai servizi sanitari, nella prenotazione di visite ed esami e nell’utilizzo degli strumenti di telemedicina.

Laddove non sia possibile procedere con la prenotazione di visite pubbliche presso il Servizio Sanitario Nazionale, l’iniziativa prevede la copertura economica di visite presso strutture convenzionate con SiSalute o altre realtà private. Altri servizi offerti, includono il trasporto da casa presso le sedi sanitarie e la consegna di farmaci a domicilio. Infine, vengono organizzati dei percorsi informativi dedicati alla prevenzione, alla salute e agli stili di vita sani, in collaborazione con i presidi territoriali di AUSER.

La telemedicina rappresenta un altro elemento del progetto. Attraverso la collaborazione con SiSalute, sono a disposizione servizi di teleconsulto, telemonitoraggio e supporto sanitario a distanza, con particolare attenzione alle patologie croniche più diffuse tra la popolazione anziana. La tecnologia è integrata all’interno di una relazione di prossimità e accompagnamento, senza sostituire il rapporto diretto tra medico e paziente, ma facilitandone la continuità.

Elemento trasversale del progetto sarà, inoltre, la costruzione di tavoli territoriali con istituzioni, ASL, enti locali, professionisti sanitari e stakeholder delle aree coinvolte, con l’obiettivo di favorire il coordinamento tra i soggetti attivi e contribuire all’evoluzione del progetto sulla base dei bisogni emergenti.

L’iniziativa sarà accompagnata da un’attività di valutazione di impatto affidata a un soggetto terzo, finalizzata a misurare il valore sociale prodotto dalla sperimentazione e a individuare eventuali elementi di replicabilità in altri contesti territoriali.

“Con Vicini di Salute, Unipolis inizia a operare direttamente con progetti propri nell’ambito del welfare. Un ambito sensibile proprio perché perfettamente allineato con il nostro core business, ma attraversato da una molteplicità di bisogni. Abbiamo scelto di valorizzare competenze, strumenti e reti del Gruppo Unipol per poter offrire un servizio di valore che accrescesse il ruolo del Terzo Settore nella sua relazione con il Pubblico, attore primario nell’offerta di welfare”, ha commentato Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.


Libreria Sfusa Monzuno

La Libreria Sfusa arriva a Monzuno: leggere, conoscere, proteggere

La Libreria Sfusa arriva a Monzuno, sull’Appennino bolognese, con l’inaugurazione delle due vetrinette allestite presso la Farmacia Toschi di Monzuno e la Casa della Comunità di Vado. Due luoghi quotidiani, vicini alla vita delle persone, che diventano anche punti di accesso ai libri, alla cultura e a occasioni di incontro.

Leggere, conoscere, proteggere” è il filo conduttore del progetto, promosso dai CRU – Consigli Regionali Unipol per portare libri, cultura e momenti di approfondimento nelle comunità delle aree interne. A Monzuno l’iniziativa prende forma grazie alla collaborazione tra CRU Unipol Emilia-Romagna, Comune di Monzuno, Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS, Farmacia Toschi di Monzuno, Casa della Comunità di Vado e Librerie Coop.

L’obiettivo è creare un presidio culturale stabile in un comune privo di librerie, trasformando spazi già riconosciuti e frequentati dai cittadini in luoghi di relazione, conoscenza e protezione sociale. Perché leggere, informarsi e confrontarsi significa anche avere più strumenti per orientarsi nelle scelte della vita, prendersi cura di sé e degli altri, rafforzare i legami della comunità.

Sperimentata inizialmente in Molise e presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino, la Libreria Sfusa è un’iniziativa itinerante e nazionale che si è poi estesa ad altre regioni, tra cui Abruzzo e Marche. Il modello rientra nel programma CreAree dei Consigli Regionali Unipol e si fonda sulla figura del “libraio di comunità”, che accompagna il progetto nei luoghi di aggregazione locali.

A Monzuno il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS svolge il ruolo di “libraio di comunità”, raccogliendo le richieste e accompagnando il progetto sul territorio. La fornitura dei libri è curata da Librerie Coop, partner dell’iniziativa.

Per informazioni e ordini è possibile rivolgersi al Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS: telefono 338 5055363, posta elettronica redazione@savenasettasambro.com.

La Libreria Sfusa non si limita a mettere a disposizione un catalogo. È pensata come uno spazio di comunità, dove il libro diventa occasione di incontro, dialogo e crescita collettiva. Accanto alla proposta libraria saranno organizzati prossimamente momenti di confronto e approfondimento promossi insieme da tutti i soggetti coinvolti nel progetto, dedicati a salute e prevenzione, assistenza e cura, educazione finanziaria, previdenza e protezione sociale, benessere delle comunità.

«Per il Comune di Monzuno, l’arrivo della Libreria Sfusa rappresenta un’opportunità importante per rafforzare i servizi culturali e sociali del territorio, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, realtà associative, presìdi sanitari e soggetti privati. In un’area interna come la nostra, costruire luoghi di incontro e accesso alla conoscenza significa investire sulla qualità della vita delle persone e sulla coesione della comunità» le parole del Sindaco Bruno Pasquini.

«La Libreria Sfusa a Monzuno si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro delle aree interne e dell’Appennino», sottolinea Filippo Pieri, presidente CRU Unipol Emilia-Romagna. «Lo spopolamento non si contrasta solo con i servizi essenziali, ma anche rafforzando le occasioni di relazione, conoscenza e informazione sui temi che incidono sulla vita delle persone. Portare libri e momenti di approfondimento nei luoghi quotidiani della comunità significa costruire presìdi di prossimità e contribuire a quella protezione sociale diffusa di cui i territori hanno bisogno per restare vivi».

«Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro APS ha aderito con convinzione al progetto Libreria Sfusa, assumendo il ruolo di libraio di comunità», dichiara Ermanno Pavesi. «Per noi significa mettere a disposizione del territorio una rete di relazioni, conoscenze e attenzione alla storia e alla vita delle nostre comunità. Raccogliere le richieste dei lettori e accompagnare la circolazione dei libri è un modo concreto per favorire partecipazione, incontro e crescita condivisa».

«Per Librerie.coop, partecipare a questo progetto nell’anno del ventennale ha un significato ancora più profondo e vi abbiamo aderito con particolare entusiasmo, felici di contribuire al suo successo», dice la direzione. «Crediamo da sempre che la lettura rappresenti non solo un’occasione di conoscenza, ma anche uno strumento capace di rafforzare il senso di comunità e contribuire alla crescita etica e civile delle persone».

«Come farmacista, ogni giorno mi occupo della salute delle persone. Ma la salute non è fatta soltanto di cure e di farmaci: è fatta anche di relazioni, conoscenza, curiosità e benessere interiore», sottolinea la farmacista Toschi. «Per questo abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Libreria Sfusa. In un paese come Monzuno, dove i servizi sono pochi e raggiungerne altri richiede tempo e spostamenti, offrire la possibilità di acquistare o ordinare un libro significa dare un’opportunità in più alla comunità. Mi ha colpito molto lo slogan del progetto: “La cultura protegge. I libri costruiscono comunità”. Credo che sia vero. Proteggere significa prevenire, prendersi cura, aiutare le persone a stare meglio. È quello che cerchiamo di fare ogni giorno in farmacia. E la lettura, in un modo diverso ma altrettanto importante, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e gli altri, ad aprire la mente, a non sentirci soli. Una farmacia è già un luogo in cui le persone entrano ogni giorno, chiedono consiglio, si incontrano e si fermano a parlare: da oggi speriamo possa diventare anche un piccolo punto di accesso alla cultura. La Libreria Sfusa potrà essere il seme di tante altre esperienze, e ogni libro che passerà di mano sarà un piccolo investimento per il futuro della nostra comunità».

La Casa della Comunità è per sua natura un luogo di prossimità, ascolto e relazione. Accogliere la Libreria Sfusa significa ampliare questa funzione, riconoscendo che la salute delle persone passa anche dalla conoscenza, dalla prevenzione, dalla partecipazione e dalla possibilità di sentirsi parte di una comunità. I momenti di approfondimento che saranno promossi insieme agli altri partner potranno contribuire a rafforzare il dialogo con i cittadini sui temi della salute, della cura e del benessere» dichiara Giuseppina Bisonti, Responsabile Organizzativa e Coordinatrice Infermieristica delle Case della Comunità per l'Azienda USL di Bologna

«Libreria Sfusa nasce con un obiettivo semplice e concreto: portare libri, conoscenza e occasioni di approfondimento nei luoghi quotidiani delle comunità», sottolinea Elena Torri, referente del progetto CreAree. «Parlare di salute, prevenzione, previdenza, ma anche di educazione finanziaria significa aiutare le persone a orientarsi meglio nelle scelte della vita. È in questo senso che cultura, informazione e relazione diventano strumenti di protezione sociale».

Libreria Sfusa MonzunoLibreria Sfusa Monzuno


festival Oristano 2026

A Oristano il Festival dello Sviluppo Sostenibile “Peace Please“ con il supporto dei CRU

È in programma dal 25 al 27 giugno la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile ad Oristano, promosso da Legacoop Sardegna e dall’associazione culturale Dromos. Tre giornate di incontri, dialoghi, approfondimenti, spettacoli e concerti dedicate quest’anno a un tema tanto semplice quanto urgente: “Peace Please”.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 richiama la Giornata Internazionale delle Cooperative delle Nazioni Unite, in programma il 4 luglio, dedicata a “Le cooperative per un mondo di pace”, e invita a riflettere sul legame profondo tra pace, cooperazione e sviluppo sostenibile.

Mai come oggi la pace non può essere considerata solo come assenza di guerra. Le tensioni geopolitiche, i conflitti in corso, l’aumento delle disuguaglianze, la crisi climatica e l’indebolimento degli strumenti di cooperazione internazionale mostrano quanto sia necessario ripensare lo sviluppo sostenibile come costruzione concreta di condizioni sociali, economiche e ambientali capaci di generare convivenza, diritti, inclusione e coesione.

Alla realizzazione del Festival collaborano anche i Consigli Regionali Unipol, confermando l’attenzione della rete CRU  verso i temi dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale e della partecipazione dei territori. Una presenza che contribuisce ad allargare il confronto tra mondo cooperativo, istituzioni, società civile e comunità locali, attorno a questioni che riguardano da vicino il futuro delle comunità.

Il Festival sarà infatti un’occasione per interrogarsi su una domanda centrale: può esistere sviluppo sostenibile senza pace? E, allo stesso tempo, è possibile costruire una pace duratura senza affrontare le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che alimentano instabilità e conflitti?

Attorno a questi interrogativi si svilupperà il confronto tra rappresentanti del mondo cooperativo, studiosi, economisti, istituzioni, amministratori pubblici, operatori culturali e cittadini. Al centro delle tre giornate ci saranno temi come la cooperazione internazionale, il ruolo delle comunità, il contributo delle nuove generazioni, la responsabilità delle imprese e la capacità dei territori di costruire modelli di sviluppo più equi, sostenibili e partecipati.

L’edizione 2026 assume inoltre un valore particolare perché si colloca nell’anno del centoquarantesimo anniversario di Legacoop, fondata a Milano il 10 ottobre 1886. Una ricorrenza che invita a rileggere la storia del movimento cooperativo alla luce delle sfide del presente: mutualità, solidarietà, partecipazione e responsabilità collettiva non sono soltanto valori fondativi, ma strumenti ancora attuali per affrontare le fragilità economiche, sociali e ambientali del nostro tempo.

Il Festival di Oristano diventa così un luogo di riflessione sul contributo che la cooperazione può offrire alla costruzione di comunità più inclusive e resilienti, capaci di generare benessere diffuso e di promuovere una cultura della pace fondata non sugli slogan, ma su relazioni, diritti, opportunità e responsabilità condivise.

La manifestazione è promossa da Legacoop Sardegna e dall’associazione culturale Dromos, in collaborazione con il CRU - Consigli Regionali Unipol, ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Forum Disuguaglianze e Diversità e Consorzio UNO - Università di Oristano, con il patrocinio delle istituzioni regionali e locali e il sostegno di numerosi partner del mondo economico, cooperativo e territoriale.

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Festival Oristano 2026


Cambiamento climatico e aree fragili del Mezzogiorno: A Matera il dibattito tra Istituzioni, Imprese e Comunità

In anteprima i dati del Rapporto Città-Clima 2026 di Legambiente  presentato in occasione dell’annuale Coordinamento CRU del Meridione: in Basilicata più di 30 eventi estremi dannosi in 10 anni

I Consigli Regionali Unipol del Mezzogiorno si sono riuniti oggi a Matera per l’annuale Coordinamento CRU del Meridione. L’evento ha coinvolto istituzioni, imprese, università, rappresentanti del territorio ed altri stakeholder ponendo al centro del dibattito l'impatto del cambiamento climatico nelle aree urbane e nei territori fragili del Sud Italia, tra eventi estremi in crescita, rischi naturali e urgenza di adattamento.

Il cambiamento climatico è una realtà presente, misurabile, che incide già oggi sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta dei sistemi economici. Le aree interne del Mezzogiorno italiano sono tra le più esposte: fenomeni di dissesto idrogeologico, ondate di calore, siccità prolungata e alluvioni improvvise si alternano con frequenza sempre maggiore, colpendo comunità spesso già fragili sul piano demografico e infrastrutturale

Tra gli stakeholder più rilevanti, Legambiente ha presentato in anteprima una sintesi del Rapporto Città-Clima 2026: il primo sistema strutturato di monitoraggio degli eventi estremi sul territorio italiano, con un’attenzione specifica alle dinamiche urbane e alle realtà più vulnerabili. 

L’Osservatorio Città Clima: un nuovo strumento per i territori

Negli ultimi dieci anni (2015–2025) gli eventi meteo estremi che hanno causato danni in Italia hanno superato stabilmente quota 300 annui. Tra le regioni più colpite del Mezzogiorno figurano Sicilia, Puglia e Campania. Nel solo territorio della Basilicata, il Comune di Matera registra 5 eventi con danni e la sua provincia 11: una pressione crescente su un tessuto urbano dal valore storico e ambientale unico. In provincia di Potenza dal 2015 al 2025 ci sono stati 16 eventi meteo censiti dall'Osservatorio, di cui ben 9 nella città di Potenza. Gli eventi più frequenti sono stati danni alle infrastrutture, allagamenti e danni da vento.

Tra le tipologie di eventi più frequenti rilevate a livello nazionale: allagamenti da piogge intense (883 casi nel periodo analizzato), danni da vento (596), esondazioni fluviali (218), grandinate (185) e siccità (144). Un quadro che rende urgente e non più rinviabile un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale.

L’Osservatorio analizza la diffusione e gli impatti degli eventi estremi attraverso un approccio multifonte: segnalazioni di citizen science, monitoraggi sistematici e strumenti GIS convergono in una mappa interattiva che mette in relazione i fenomeni climatici con i fattori territoriali e infrastrutturali. Il risultato è una base di conoscenza inedita, capace di supportare amministratori locali, imprese e comunità nella definizione di strategie di adattamento basate su evidenze.

Legambiente ha inoltre illustrato le principali buone pratiche di adattamento adottate dalle città nel mondo, dall'integrazione di infrastrutture verdi alla gestione sostenibile delle acque urbane.

L’iniziativa di Unipol e dei CRU del Mezzogiorno a Matera

Presenti in tutte le Regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.

Unipol, attraverso i suoi 8 Consigli Regionali del Mezzogiorno porta a Matera un Coordinamento che ha nella concretezza il suo tratto distintivo. Ogni appuntamento annuale mira a produrre ricadute reali sui territori ospitanti, in termini di strumenti, relazioni e processi attivati. In questo solco si inserisce la collaborazione con Legambiente, che mette a disposizione dati, competenze e una visione sistemica dell'adattamento climatico: oggi in Italia solo il 39,7% dei Comuni con più di 50.000 abitanti dispone di un Piano o Strategia di adattamento, e la situazione è ancora più critica nei centri minori.

Matera, Capitale mediterranea 2026 della Cultura e del Dialogo, rappresenta la sede ideale per questo confronto poiché è cresciuta per millenni in un rapporto organico con l'ambiente (nella gestione delle acque, nell'orientamento delle abitazioni rupestri, nel dialogo con il paesaggio circostante) anticipando principi di sostenibilità. 

Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera, ha commentato: “Il cambiamento climatico è ormai una realtà quotidiana che incide concretamente sulla sicurezza, sull’economia e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Le città, soprattutto quelle più fragili ed esposte ai rischi naturali, sono oggi chiamate a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e resilienza. Matera è un insediamento urbano nato seguendo principi che oggi definiamo di sostenibilità: parlare di adattamento climatico qui ha un significato che trascende l’evento e assume valore universale.”

Leonardo Montemurro, Presidente CRU Basilicata Unipol ha commentato: “È veramente un motivo di grande orgoglio il fatto che l’annuale iniziativa del Coordinamento dei CRU del Mezzogiorno si tenga quest’anno in Basilicata, a Matera, città simbolo per tanti aspetti del nostro Sud più vero ed autentico. I temi in discussione, la qualità dei relatori, il coinvolgimento dell’Università della Basilicata e l’ottima interlocuzione con l’Amministrazione comunale mi lasciano ben sperare sulla legacy che orienta ogni nostra azione: lasciare un segno concreto, individuato nell’avvio del percorso per dotare Matera di un Piano Comunale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che possa diventare modello per altre città.”

“L'Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili ai rischi naturali e climatici – ha detto Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility Unipol - Frane, alluvioni ed eventi estremi colpiscono con frequenza e intensità crescenti, lasciando un conto sempre più salato a famiglie, imprese e comunità locali. Eppure, a fronte di questa esposizione, il nostro Paese registra ancora uno dei protection gap più elevati. Troppi cittadini e troppe imprese restano privi di copertura adeguata, con ricadute pesanti sulla finanza pubblica: serve investire con convinzione nella prevenzione e nell'adattamento climatico, rendendo le città protagoniste di questa trasformazione — più consapevoli dei propri rischi, più capaci di anticiparli e gestirli. L'assicurazione può essere un alleato strategico in questo percorso: non solo come strumento di protezione economica, ma come leva concreta per diffondere una cultura della resilienza, incentivare investimenti in prevenzione e premiare i comportamenti responsabili. È con questo spirito che i Consigli Regionali Unipol promuovono l'incontro di Matera: un confronto aperto tra istituzioni, comunità e settore assicurativo per costruire insieme un modello di protezione più solido, più equo e davvero sostenibile".

 

Il servizio andato in onda su RAINEWS BASILICATA

Le video interviste

https://youtu.be/yBfXlXRsgDY

https://youtu.be/XMat-euSS4o

https://youtu.be/s6Ym8U_7tPg

https://youtu.be/Vxv3K3sJCpE

https://youtu.be/ssGfBbctq7E

https://youtu.be/2WKdWhez5FA

https://youtu.be/pypOPwxZ2As

https://youtu.be/N4yN_lZoSOQ

https://youtu.be/EE1sQGH1mWs

https://youtu.be/Mmp7kESTuKQ

https://youtu.be/gLetO12s10o

https://youtu.be/DOXln5YZKkY

 

La galleria fotografica


I Presidenti dei CRU del Meridione in visita alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Matera

Alla vigilia dell’incontro “Città a misura di clima”, i rappresentanti dei Consigli Regionali Unipol del Meridione hanno visitato il Centro delle Tecnologie Emergenti di Matera, dove è stato illustrato il progetto del Gemello Digitale della città e le sue applicazioni per la resilienza urbana.

Mercoledì 27 maggio, alla vigilia dell’evento “Città a misura di clima”, i Presidenti dei Consigli Regionali Unipol del Meridione, insieme a rappresentanti di Unipol e della Fondazione Unipolis, hanno visitato la Casa delle Tecnologie Emergenti di Matera. Alla visita hanno preso parte anche Luca Giordano, Responsabile della Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol, e Fausto Sacchelli, Responsabile Nazionale CRU Unipol.

Nel corso dell’incontro, la Dott.ssa Giordana Castelli del CNR, responsabile del laboratorio “Gemello Digitale”, ha illustrato il Digital Twin della città di Matera: uno strumento innovativo che integra dati, sensori, modelli 3D e piattaforme digitali per rappresentare l’ambiente urbano, il patrimonio culturale e le principali dinamiche cittadine. Il Gemello Digitale consente di monitorare e simulare scenari urbani, offrendo un supporto concreto alla pianificazione sostenibile, alla gestione dei flussi turistici, alla tutela del patrimonio architettonico, alla definizione di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e al contrasto ai rischi naturali.

La visita ha permesso di approfondire in particolare le applicazioni del Digital Twin nell’ambito della resilienza urbana, tema strettamente collegato al confronto promosso dai CRU Unipol a Matera sul rischio catastrofale, sulla prevenzione e sul ruolo delle partnership pubblico-private. Il laboratorio “Gemello Matera” si configura come un living lab aperto al dialogo tra istituzioni, imprese, ricerca, cittadini e stakeholder tecnologici. Attraverso dashboard per la visualizzazione dei dati ambientali, modelli 3D, realtà virtuale e aumentata, il progetto punta a favorire nuove forme di conoscenza e gestione della città. Le principali aree di applicazione riguardano la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica degli edifici, la resilienza ai cambiamenti climatici, la gestione dei rifiuti legata anche ai flussi turistici e la digitalizzazione del patrimonio storico e culturale.

Lo sviluppo del Gemello Digitale rientra nel progetto strategico “Urban Intelligence” del CNR, che ha l’obiettivo di integrare le discipline della pianificazione urbana con tecnologie digitali avanzate, come intelligenza artificiale, machine learning, Internet of Things e sistemi di sensoristica.

L’incontro ha offerto inoltre l’occasione per condividere con i Presidenti dei Consigli Regionali Unipol del Meridione un aggiornamento sul lavoro dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, presentato da Andrea Minutolo, Responsabile Scientifico di Legambiente. L’Osservatorio, promosso da Legambiente con il supporto del Gruppo Unipol, monitora dal 2010 gli impatti degli eventi climatici estremi sul territorio italiano, con particolare attenzione alle aree urbane, e contribuisce alla diffusione di dati, analisi e buone pratiche per l’adattamento climatico. Un contributo coerente con il percorso di confronto avviato a Matera sui temi della prevenzione, della resilienza urbana e della capacità dei territori di prepararsi agli effetti della crisi climatica.

“È stato un bel momento di confronto tra pubblico e privato proprio nella Casa delle Tecnologie Emergenti, che nasce per mettere innovazione e dati al servizio delle sfide concrete della città”, ha dichiarato Stefania Draicchio, assessore del Comune di Matera alle Politiche per la Partecipazione Civica, Borghi e Periferie. “La mobilità sostenibile e la tutela ambientale sono due priorità che riguardano direttamente la qualità della vita dei cittadini e il futuro di Matera”. L’assessore ha inoltre sottolineato il valore partecipativo di questi strumenti: “Dal mio punto di vista, la tecnologia ha senso solo se aiuta le persone a partecipare, a comprendere le scelte e a contribuire alle decisioni. È in questo spirito che lavoriamo per integrare strumenti come il Gemello Digitale, che ora stiamo declinando anche in un’ottica di genere: una nuova sfida, inedita, che coinvolge le donne nel disegnare la propria città ideale attraverso una pianificazione di azioni più mirata”. “Ringrazio a nome dell’Amministrazione Comunale Unipol e i CRU per aver scelto Matera come luogo dove svolgere questo interessante appuntamento”, ha concluso Draicchio.

 


CRU Sepino 2026

Aree interne e invecchiamento: da Sepino il confronto sui nuovi modelli di welfare di prossimità

Istituzioni, università, mondo economico e terzo settore riuniti a Palazzo Tiberio per l’iniziativa promossa dai Consigli Regionali Unipol nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASviS 2026

Si è svolto a Sepino, presso Palazzo Tiberio, l’incontro pubblico “Invecchiamento e aree interne: sfide e prospettive – Servizi, welfare e comunità per la qualità della vita nei territori marginali”, promosso dai Consigli Regionali Unipol (CRU) nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 organizzato da ASviS.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, del settore assicurativo e del terzo settore in un confronto dedicato alle trasformazioni demografiche che interessano le aree interne del Paese e alla necessità di costruire nuovi modelli di welfare territoriale capaci di coniugare prossimità, sostenibilità e qualità della vita.

I saluti istituzionali e il ruolo dei territori

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Sepino Paolo Pasquale D’Anello e della Presidente del CRU Molise Chiara Iosue, che hanno sottolineato l’importanza di riportare attenzione politica e progettuale sui territori marginali, colpiti da spopolamento, invecchiamento della popolazione e progressiva riduzione dei servizi essenziali.

Welfare integrativo e reti collaborative

Nel suo intervento, supportato da grafiche e dati, Luca Giordano ha evidenziato la necessità di rafforzare il legame tra sostenibilità sociale, protezione e coesione territoriale, sottolineando come il welfare integrativo e le reti collaborative possano rappresentare strumenti concreti di supporto alle comunità locali: “Di fronte a queste sfide, nessun attore può rispondere da solo. Servono ecosistemi di welfare allargato, in cui pubblico, privato e terzo settore agiscono in modo complementare, mirato e coordinato, promuovendo la protezione, la crescita economica e sociale, valorizzando le risorse locali e creando opportunità per uno sviluppo sostenibile”.

Nel corso della discussione è emersa con forza la necessità di superare approcci frammentati alle politiche territoriali, favorendo invece strategie integrate capaci di mettere in relazione sanità di prossimità, servizi sociali, mobilità, welfare comunitario e innovazione sociale.

Il contributo degli enti locali e del settore assicurativo

Marialuisa Forte, Sindaca di Campobasso e Vicepresidente nazionale ANCI, ha richiamato il ruolo degli enti locali nel garantire coesione sociale e prossimità amministrativa nei territori più fragili, evidenziando le difficoltà che molti comuni affrontano nel mantenimento dei servizi e nella gestione delle nuove vulnerabilità demografiche.

Caterina Tremante, Head of Business Retail and SME di UniSalute, ha approfondito il contributo che il settore assicurativo può offrire nello sviluppo di modelli innovativi di welfare integrativo, prevenzione e assistenza, soprattutto in contesti caratterizzati da maggiore fragilità sociale e minore accessibilità ai servizi. “Abbiamo iniziato ad affiancare all’offerta assicurativa vera e propria servizi specifici per le categorie più fragili come gli anziani, per esempio la telemedicina, l'assistenza domiciliare e il care manager per il sostegno nel momento del bisogno”, ha spiegato Tremante.

L’analisi demografica, sociale e territoriale

La professoressa Cecilia Tomassini, ordinaria di Demografia presso l’Università degli Studi del Molise, ha fornito un quadro delle principali dinamiche demografiche che interessano le aree interne italiane, evidenziando il progressivo invecchiamento della popolazione e la necessità di politiche strutturali capaci di affrontare fenomeni ormai consolidati.

Luca Bianchi, Direttore generale di SVIMEZ, ha sottolineato come la questione delle aree interne rappresenti oggi una delle principali sfide nazionali in termini di sviluppo territoriale, accesso ai servizi e riequilibrio sociale, richiamando la necessità di investimenti stabili e visioni di lungo periodo.

Luisa Corazza, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi del Molise, ha posto l’attenzione sul rapporto tra trasformazioni demografiche, lavoro, welfare e diritti sociali, evidenziando la necessità di ripensare modelli organizzativi e strumenti di protezione coerenti con i cambiamenti in atto.

Rossella Muroni, Coordinatrice Goal 11 ASviS e Presidente di Nuove Ri-Generazioni, ha richiamato il tema della sostenibilità territoriale e della rigenerazione delle comunità locali, sottolineando come la sfida delle aree interne riguardi non solo i servizi, ma anche la qualità delle relazioni sociali, dell’abitare e della partecipazione civica.

Aree interne come luoghi di sperimentazione

Nel corso dell’incontro è stato più volte evidenziato come le aree interne non debbano essere considerate territori marginali, ma luoghi strategici nei quali sperimentare nuovi modelli di welfare di comunità, innovazione sociale e sviluppo sostenibile.

Il valore del dialogo multi-stakeholder

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, il Centro ArIA e SVIMEZ, con il patrocinio dei Comuni di Sepino e Campobasso, ha confermato il valore del dialogo tra istituzioni, università, imprese e società civile come strumento fondamentale per affrontare le grandi trasformazioni sociali e demografiche del Paese.

Presenti in tutte le regioni italiane e nelle Province autonome, i Consigli Regionali Unipol rappresentano una piattaforma stabile di relazione territoriale e confronto multi-stakeholder sui temi della sostenibilità, della coesione sociale e dello sviluppo inclusivo delle comunità locali.

 


Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026: due appuntamenti dei CRU a Sepino e Matera

I Consigli Regionali Unipol partecipano al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 con due incontri dedicati a invecchiamento, aree interne, cambiamento climatico e rischi naturali, in programma a Sepino e Matera.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS, è la principale iniziativa italiana dedicata ai temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale e agli Obiettivi dell’Agenda 2030. L’edizione 2026 si svolge nel mese di maggio, con un programma diffuso di eventi in tutta Italia e online. Anche i Consigli Regionali Unipol partecipano al Festival con due appuntamenti sul territorio, a Sepino e Matera, pensati come occasioni di confronto e approfondimento sul ruolo delle comunità locali nello sviluppo sostenibile.

Sepino: invecchiamento, aree interne e welfare di comunità

Il primo incontro, dal titolo “Invecchiamento e aree interne: sfide e prospettive – Servizi, welfare e comunità per la qualità della vita nei territori marginali”, è in programma lunedì 18 maggio 2026, dalle 16.45 alle 19.00, a Sepino, presso Palazzo Tiberio, in Via P. Volpe, 45.

L’appuntamento intende porre al centro il tema del progressivo invecchiamento e impoverimento della popolazione nelle aree interne, dove le dinamiche demografiche si intrecciano con fenomeni di spopolamento, rarefazione dei servizi e aumento delle fragilità sociali. Il confronto sarà dedicato a una questione cruciale per il futuro del Paese: come accompagnare l’invecchiamento della popolazione nelle aree interne attraverso modelli di welfare più equi, integrati e sostenibili, capaci di coniugare protezione sociale, prossimità e qualità della vita, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle comunità locali.

La registrazione all’evento è gratuita su Eventbrite: cru_sepino_2026.eventbrite.it.

Matera: città, clima e rischi naturali

Il secondo appuntamento, dal titolo “Città a misura di clima – Cambiamento climatico e rischi naturali”, si terrà giovedì 28 maggio 2026, alle 9.30, a Matera, presso il DiUSS - UNIBAS, Campus Universitario, in Via Lanera, 20, Aula B003.

L’incontro intende approfondire il tema del rischio catastrofale, sempre più rilevante per le città e le aree più fragili, e il ruolo delle misure di adattamento nel ridurre l’esposizione e la vulnerabilità di comunità, imprese e infrastrutture. Particolare attenzione sarà dedicata al contributo del settore assicurativo non solo come strumento di trasferimento del rischio, ma anche come abilitatore di prevenzione e resilienza, attraverso modelli di valutazione, incentivi comportamentali e supporto alla diffusione di soluzioni di mitigazione. Un focus specifico sarà inoltre riservato allo sviluppo di partenariati pubblico-privati, considerati leve fondamentali per affrontare in modo sistemico i rischi climatici, colmare il protection gap e rafforzare la capacità di adattamento dei territori.

La registrazione all’evento è gratuita su Eventbrite: cru_matera_2026.eventbrite.it.

 

CRU Matera 2026

Sostenibilità, comunità e sviluppo locale

I due incontri confermano il ruolo dei CRU come piattaforme territoriali di confronto tra istituzioni, imprese, università e società civile, con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle comunità locali alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili, inclusivi e resilienti. Attraverso il dialogo sui temi del welfare di prossimità, della resilienza climatica e della coesione territoriale, gli appuntamenti di Sepino e Matera offrono un’occasione per leggere alcune delle principali trasformazioni sociali e ambientali che interessano i territori e per individuare possibili risposte condivise.

Guarda lo spot ufficiale del festival

https://youtu.be/BJBTdPg9npY?si=MxUt-UqF1hNdoG-0