Lavoro, casa e futuro: sfide di una generazione in bilico
Giovani protagonisti del convegno CRU Unipol Trento. Un laboratorio critico per costruire un futuro più equo e sostenibile.
“Work in Progress. Lavoro, casa e futuro: sfide di una generazione in bilico” è stato il tema al centro dell’incontro, promosso dal Consiglio Regionale Unipol Trento (CRU), che si è svolto oggi presso la sede Impact Hub di Trento. Un laboratorio di confronto tra esperti, rappresentanti del mondo del lavoro, studenti e istituzioni sui grandi temi del presente: salario minimo e salario giusto, precarietà, accesso alla casa, caro affitti e futuro delle pensioni.
Giulia Casonato, Assessora alle Politiche sociali, Casa e Partecipazione del Comune di Trento, ha dichiarato: “Il tema della casa per noi è centrale: stiamo lavorando a nuovi strumenti e di recente c’è stata l’adesione alla Fondazione Trentino Abitare, che mira a dare risposte concrete alla fascia grigia. Ma vogliamo portare avanti anche altre azioni, perché lo sviluppo della nostra città non può avvenire a spese dei più fragili. E oggi, tra questi, ci sono anche i più giovani."
Sono intervenuti inoltre: Luca Giordano, Head of CSR Unipol; Walter Largher, Presidente del CRU Trento; Valentina Burigana, Stakeholder Management CRU; Alessandra Proto, Head of OECD Trento Centre for Local Development, OECD-OCDE; Andrea Garnero, economista e autore di “La questione salariale”; Stefania Terlizzi, Dirigente generale dell’Agenzia del Lavoro di Trento; Filippo Gioachin, ricercatore UNITN; Denisa Cracut, rappresentante sindacale UNITIN (Rete degli studenti universitari del Trentino); Clara Venturini, rappresentante sindacale UDU (Unione degli Universitari di Trento); Tommaso Baldo, rappresentante Sportello Casa; Italo Monfredini, Vicepresidente vicario della Federazione della Cooperazione Trentina; Massimo Di Braccio, sociologo e fondatore di Kkienn – Connecting People and Companies; Sara Hejazi, antropologa e ricercatrice FBK.
Nel corso dell’incontro è emerso come il mercato del lavoro trentino, pur presentando buoni livelli occupazionali, sia caratterizzato da un equilibrio fragile e alle prese con una significativa carenza di manodopera. L’indice di tensione del mercato del lavoro in Trentino, ovvero l’indicatore che misura quanto sia difficile per le imprese trovare lavoratori disponibili, risulta infatti doppio rispetto alla media italiana, pur restando molto inferiore a quello dell’Alto Adige.
Nel 2023, oltre il 42% delle imprese ha segnalato notevoli difficoltà nel reperire lavoratori idonei, registrando ritardi superiori ai 3 mesi per la copertura dei posti vacanti. Le carenze sono particolarmente diffuse nel settore edile e manifatturiero, con oltre il 60% delle assunzioni che presentano difficoltà, e tra le imprese che cercano personale altamente qualificato: per figure come architetti, ingegneri e operatori sanitari circa l’80% delle assunzioni presenta criticità.
In un contesto in cui i salari in Italia negli ultimi anni non sono cresciuti, i dati presentati nel corso dell’evento hanno evidenziato come la retribuzione media in Trentino sia in linea con quella del Nord-Est ma lontana da quella dell’Alto Adige. Secondo l’analisi OCSE, il salario mediano in Trentino è inoltre inferiore del 7% alla media italiana, un divario spiegato quasi interamente dalla composizione della forza lavoro – più giovane e più internazionale – e dalla dimensione ridotta delle imprese. Un ulteriore elemento critico riguarda l’allocazione delle competenze: i lavoratori più qualificati non sempre trovano impiego nelle aziende più produttive, soprattutto nelle valli, riducendo la crescita dei salari e alimentando il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
In particolare, i giovanissimi fino a 24 anni restano particolarmente esposti al rischio di bassi salari, mentre per i giovani under 30 permane l’incertezza legata alla possibilità di ottenere un impiego a tempo indeterminato. Anche la ridotta dimensione del tessuto produttivo contribuisce alla vulnerabilità: le imprese manifatturiere trentine registrano infatti una media di 10.3 addetti, contro i 12.0 del Nord-Est.
Risulta emblematica la percentuale di spesa dedicata alla Ricerca & Sviluppo da parte delle imprese sul territorio trentino, che arriva solo al 41.5%; un dato inferiore rispetto alla media italiana (59.6%) e significativamente più basso rispetto alla media del Nord Italia che arriva al 71.1%.
Il territorio mostra inoltre una scarsa capacità di trattenere i talenti formati localmente: la maggioranza degli studenti, una volta laureati, preferisce lavorare fuori regione. A incidere sono anche le barriere materiali e immateriali che limitano la mobilità professionale: solo il 37% dei lavoratori trova l’attuale impiego attraverso canali formali, un dato che segnala una minore circolazione delle opportunità rispetto ai mercati più dinamici e che si intreccia con i costi degli alloggi e il difficile pendolarismo dalle aree periferiche.
Nel corso del convegno, Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility di Unipol ha dichiarato: «La sicurezza, oggi, non è più solo protezione dal rischio: è capacità di progettare futuro, benessere e sostenibilità. Con i CRU Unipol rafforziamo questo impegno vicino alle comunità, offrendo strumenti concreti e affrontando temi decisivi come la sicurezza previdenziale delle nuove generazioni. I dati ci dicono che circa la metà dei giovani sa realmente cosa sia una forma di previdenza integrativa e che l’adesione effettiva è ancora molto bassa: un deficit di protezione che rischia di ampliarsi negli anni a venire. Per questo è essenziale accompagnarli con maggiore educazione finanziaria e con soluzioni semplici, trasparenti e accessibili, capaci di trasformare il risparmio in un vero investimento sul loro futuro».
Attraverso questo tipo di iniziative, il CRU Unipol Trento invita a ripensare il futuro, costruendo una società più equa, capace di garantire dignità, sicurezza e opportunità alle nuove generazioni.
https://youtu.be/ifcNjtHqHPc
https://youtu.be/YQ6bWqzZO4s
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MonopattinON a Roma
Fondazione Unipolis, Dott e CRU hanno portato a Roma "MonopattinON - metti in moto la tua sicurezza!" per educare gli studenti all'uso responsabile della micromobilità. Coinvolti 40 studenti del V anno dell'Istituto Paritario Roma. Presente all'evento conclusivo l'Assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè.
Dopo il successo delle edizioni realizzate a Milano, Padova e Torino, “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!" arriva a Roma e coinvolge gli studenti del V anno dell'Istituto Paritario Roma, protagonisti di un percorso formativo dedicato all'uso sicuro e consapevole del monopattino elettrico.
Il progetto, promosso da Fondazione Unipolis e Dott, con il supporto dei CRU – Consigli Regionali Unipol, si inserisce nell'ambito del protocollo d'intesa siglato per promuovere la sicurezza stradale nella mobilità sostenibile e per sensibilizzare le nuove generazioni a comportamenti corretti nello spazio urbano.
All'evento conclusivo, ospitato oggi presso la sede dell'Istituto in Via E. Nathan 41/43, hanno partecipato l'Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, il Dirigente scolastico Andrea Basciani, Francesco Moledda, Program Manager di Fondazione Unipolis, Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility di Unipol e Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dot.
Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility (2024), in Italia circolano circa 95.600 veicoli in sharing, con una leggera crescita rispetto al 2023. I monopattini sono il segmento principale, con 42.600 mezzi e il 50% dei noleggi, seguiti da biciclette (32%), auto (12%) e scooter (7%). A questi si aggiungono tra 300.000 e 500.000 monopattini privati.
Nel 2024 (dati Istat) gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 3.895, con 3.751 feriti, in gran parte legati a mezzi privati. Per i servizi in sharing, invece, nel 2024 l'incidentalità è calata del 7% grazie sia alle misure tecnologiche adottate dagli operatori sia a iniziative di educazione alla mobilità sicura. Lo confermano anche i dati raccolti da Dott a Roma che mostrano un tasso di incidentalità particolarmente basso: si registra infatti un solo incidente ogni circa 13.000 noleggi.
Anche la percezione degli utenti romani conferma questa tendenza: da un recente sondaggio interno condotto da Dott emerge che quasi il 20% del campione sceglie questi mezzi non solo per motivi di tempo, risparmio o riduzione dell'impatto ambientale, ma anche perché li considera una soluzione più sicura per muoversi in città. È in questo scenario che si colloca la collaborazione tra Unipolis e Dott, con l'obiettivo di affiancare alla tecnologia una componente educativa rivolta ai più giovani, fondamentale per costruire una mobilità urbana più sicura e consapevole.
Durante il percorso formativo, composto da quattro moduli e un esame finale, per un totale di 10 ore valide come attività di educazione civica o PCO, gli studenti hanno approfondito le competenze necessarie per un uso corretto del monopattino elettrico attraverso prove pratiche di guida, momenti di educazione stradale, analisi delle componenti del mezzo e dei principi fisici che ne regolano la dinamica, oltre a una riflessione sugli scenari futuri della mobilità urbana. Dott ha messo a disposizione mezzi e competenze tecniche, contribuendo alla realizzazione di un'esperienza formativa che unisce conoscenza, pratica e responsabilità individuale.
Grazie al protocollo siglato, Unipolis e Dott riconoscono il comune interesse sul tema della promozione della sicurezza stradale nell'ambito della mobilità sostenibile come elemento cruciale per la costruzione di città più vivibili e sicure, ritenendo fondamentale educare i giovani sui comportamenti corretti da adottare sulla strada come pedoni, ciclisti, monopattinisti e automobilisti, per ridurre il numero di incidenti e promuovere una cultura del rispetto reciproco. Coinvolgere i giovani in programmi di sensibilizzazione e formazione, come laboratori e campagne informative, non solo aumenta la loro consapevolezza, ma li rende anche protagonisti attivi del cambiamento verso una mobilità più sicura e sostenibile.
“I cosiddetti soggetti deboli della mobilità, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, da un lato hanno tutto il diritto di pretendere dalle istituzioni maggiore sicurezza; dall'altro hanno bisogno di una maggiore consapevolezza dei mezzi che guidano e delle condizioni di tempo e di luogo nelle quali si trovano. Per questo motivo Roma Capitale sostiene e promuove convintamente questo progetto ritenendolo molto interessante per educare gli studenti ad un uso responsabile della micromobilità" dichiara Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale.
“Siamo molto orgogliosi e grati alla Fondazione Unipolis e ai Consigli Regionali Unipol del percorso compiuto dai nostri studenti perché hanno dimostrato maturità, creatività e attenzione verso un tema attuale come la sicurezza nella micromobilità urbana. La scuola è chiamata a formare cittadini consapevoli, capaci di muoversi nel mondo con responsabilità e rispetto delle regole" commenta Andrea Basciani, dirigente scolastico dell'Istituto Paritario Roma.
“Il progetto MonopattinON nasce da due giovani ingegneri, ad un concorso di idee, che volevano condividere il loro sapere per una mobilità più sostenibile. Oggi è un progetto a livello nazionale che sta coinvolgendo i ragazzi laddove le città offrono servizi di micromobilità in sharing. Un pezzo importante dell'offerta di multi-mobilità, chiave per il futuro delle città, che deve però saper essere utilizzata con consapevolezza dei rischi e delle regole", afferma Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.
Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott, sottolinea: “A Roma la micromobilità condivisa è ormai parte integrante degli spostamenti quotidiani. I nostri dati dimostrano che i mezzi in sharing offrono standard di sicurezza molto elevati, ma crediamo che la tecnologia da sola non basti: serve anche formazione. Per questo siamo orgogliosi di collaborare con Fondazione Unipolis e CRU in un progetto che mette i giovani al centro, fornendo loro strumenti e consapevolezza per una mobilità più responsabile e sostenibile."
INAUGURATA OGGI A VERONA LA SETTIMA PANCHINA ROSSA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, CUBO, il museo d’impresa del Gruppo Unipol, in collaborazione con Fondazione Libellula e la Commissione Pari Opportunità del comparto assicurativo di Unipol, ha installato a Verona la sua settima Panchina Rossa presso la sede di Arca Vita. La panchina rossa è il simbolo che il Gruppo Unipol ha adottato per evocare l’impegno a diffondere la cultura del rispetto e della protezione delle donne da una violenza di genere purtroppo ancora molto ricorrente.
Questa mattina una nuova panchina rossa è stata collocata di fronte alla sede veronese del gruppo assicurativo, in Via del Fante 21, alla presenza di Luisa Ceni, Assessora alle Politiche sociali e abitative, Terzo settore e Ambito Territoriale sociale del Comune di Verona, Norberto Odorico, Group Chief Operating Officer di Unipol, Vittorio Verdone, Chief Human Resources & Internal Communication Officer, Silvia Lazzari, Chief Human Resources Officer di Unipol e Marco Battisti, Amministratore Delegato di Arca Vita.
La panchina reca incisa la frase “L’amore genera amore e non violenza” e il numero verde 1522 che accoglie le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di abusi e stalking. Per la sua realizzazione sono stati privilegiati materiali sostenibili nel rispetto dell’ambiente. Questa panchina segue la prima inaugurata nel 2019 nei giardini di Porta Europa a Bologna, la seconda installata nel 2020 nella piazza della Torre Unipol a Bologna, la terza collocata nel 2021 presso THE DAP - Dei Missaglia Art Park a Milano, la quarta nel 2022 a Torino in Galleria San Federico, la quinta nel 2023 a Firenze in Piazza della Libertà e la sesta inaugurata lo scorso anno a Milano nei pressi di Unipol Tower, in via Fratelli Castiglioni 2. Tutte le panchine rosse installate da Unipol nel corso degli anni sono state realizzate in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del comparto assicurativo della compagnia e con la Fondazione Libellula.
Le panchine rosse rappresentano per Unipol un simbolo di impegno e un segno di presenza sul territorio nazionale e contribuiscono a tenere viva l’attenzione su questo tema sempre tristemente attuale. A sostegno della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, CUBO, il museo d’impresa del Gruppo Unipol, ha organizzato nel mese di novembre la settima edizione di “Non ballo da sola”, la rassegna itinerante di iniziative e attività educative pensate per sensibilizzare il pubblico a riflettere sul tema della violenza sulle donne, toccando numerose tappe: Torino, Milano, Firenze, Bologna e Verona per un totale di 12 eventi.
Le iniziative di Unipol proseguono con corsi di autodifesa nelle principali sedi sul territorio nazionale, rivolte alle dipendenti del Gruppo, per aumentare il senso di sicurezza e il livello di consapevolezza delle donne nella vita quotidiana, per aiutarle a fare prevenzione individuando situazioni potenzialmente pericolose e, se necessario, a reagire con strategie difensive.

La tappa a Torino di MonopattinON
Dopo Milano e Padova è proseguito a Torino “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!” il progetto congiunto di Fondazione Unipolis e Dott, volto a educare i giovani all’uso corretto del monopattino elettrico e a promuovere il rispetto tra gli utenti della strada. Alla giornata conclusiva dell’iniziativa, che si è svolta nella mattinata di venerdì scorso nel plesso dell’Istituto d’Istruzione Superiore Amedeo Avogadro, hanno partecipato Giuseppe Chiantera, Ufficio Progetti Europei, Mobility Management e Smart Mobility – Servizio Mobilità, Esercizio e Trasporto Pubblico Locale del Comune di Torino, il Prof. Antonio Mandarano, in rappresentanza dell’Istituto, Francesco Moledda, Program Manager di Fondazione Unipolis, Fausto Sacchelli, Responsabile nazionale dei CRU – Consigli Regionali Unipol e Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott.
Dal 13 ottobre al 13 novembre, 50 studenti dell'Avogadro sono stati impegnati nel programma di formazione ideato da Unipolis, con il supporto tecnico di Dott, per rispondere alla crescente diffusione della micromobilità urbana.
Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, pubblicato a inizio ottobre e relativo al 2024, la flotta italiana di veicoli condivisi conta circa 95.600 veicoli, in lieve crescita sul 2023. I monopattini in sharingrappresentano il segmento più ampio e trainante, con circa 42.600 unità e il 50% del totale dei noleggi. Seguono le biciclette con il 32%, le auto con il 12% e gli scooter con il 7% dei noleggi complessivi. A questi si aggiungono tra i 300.000 e i 500.000 monopattini elettrici privati attualmente in circolazione in Italia.
Nel 2023 (dati ufficiali più aggiornati disponibili), gli incidenti stradali con lesioni che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico, in prevalenza ad uso privato, sono stati 3.365 (contro i 2.929 nel 2022) con 3.195 feriti (contro i 2.787 nel 2022). Come segnala il Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, per quanto riguarda i soli servizi in sharing, nel 2024 gli incidenti sono calati del 7% e, in media, con i mezzi in condivisione si verifica un incidente ogni 300.000 km percorsi, con valori pari a 0,6 incidenti ogni 100.000 km per i monopattini. I servizi in sharing confermano, dunque, un tasso di incidentalità molto basso. Questo risultato storico si è raggiunto anche grazie ad iniziative educative come quelle promosse da Fondazione Unipolis e a sistemi tecnologici di sicurezza e controllo velocità messi in atto dagli operatori della micromobilità.
Torino si conferma tra le prime 3 città italiane, insieme a Milano e Roma, per numero di noleggi in sharing, con un aumento del 3% nel 2024 rispetto all'anno precedente. Inoltre, fa parte delle uniche 5 città in cui l'offerta di mobilità condivisa è più ampia essendo presenti tutti e quattro i servizi di car, scooter, bici e monopattini. Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, il capoluogo piemontese registra una flotta complessiva in crescita, con oltre 4.000 monopattini, 1.800 biciclette elettriche e 760 auto in sharing, confermandosi uno dei poli più dinamici della sharing mobility italiana.
“La micromobilità è una grande opportunità per rendere gli spostamenti in città più sostenibili e veloci, ma funziona solo se accompagnata da comportamenti responsabili e rispettosi delle regole." dichiara Chiara Foglietta, Assessora alla transizione ecologica e digitale della città di Torino. “Usare correttamente il monopattino, significa tutelare la propria sicurezza e quella degli altri, contribuendo a una mobilità urbana sostenibile. Come amministrazione, continuiamo a lavorare per migliorare le infrastrutture e promuovere consapevolezza."
“Mi sento di poter affermare come referente scolastico del progetto MonopattinON che, durante gli incontri ai quali ho partecipato, ho visto gli studenti molto presenti ed impegnati nelle attività proposte, sia per l'utilizzo dei monopattini che sul tema della sicurezza e della mobilità sostenibile. Grazie anche alla visione della dirigenza, la nostra scuola porta avanti il progetto AvoGreen, volto a rendere l'istituto sempre più eco-attivo, ponendo la sostenibilità al centro dell'azione educativa e organizzativa. Il progetto promuove il dialogo, la cooperazione e la co-progettazione con il territorio, integrando la sostenibilità in tutte le dimensioni – progettuali, organizzative e comunicative. Il nostro istituto fa parte della rete delle scuole eco-attive della Regione Piemonte. In tema di mobilità sostenibile, abbiamo realizzato un'analisi dei percorsi casa-scuola e organizzato living labs che hanno coinvolto attivamente gli studenti. Inoltre, sono stati ampliati i posti bici, sia all'interno che all'esterno dell'edificio, e installata una ciclofficina. Consapevoli che rimane ancora molto da fare, ringraziamo tutte le associazioni, fondazioni, esponenti del territorio che ci supportano nella realizzazione di queste iniziative e speriamo che si possa proseguire con nuove collaborazioni" prosegue Alfonso Carlone, referente della commissione AvoGreen dell'I.I.S. Amedeo Avogadro.
“Il progetto MonopattinON nasce da due giovani ingegneri, ad un concorso di idee, che volevano condividere il loro sapere per una mobilità più sostenibile. Oggi è un progetto a livello nazionale che sta coinvolgendo i ragazzi laddove le città offrono servizi di micromobilità in sharing. Un pezzo importante dell'offerta di multi-mobilità, chiave per il futuro delle città, che deve però saper essere utilizzata con consapevolezza dei rischi e delle regole", afferma Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.
Come sottolinea Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott: “Torino è la città in cui la storia di Dott in Italia è iniziata. Dal 2020 crediamo e investiamo in questo territorio, che per noi rappresenta un mercato chiave, migliorando la qualità della vita di chi si muove ogni giorno. In questi anni abbiamo lavorato per rendere il servizio sempre più efficiente, sicuro e accessibile, ampliandolo ai comuni limitrofi e offrendo agli utenti sia monopattini che biciclette in un'unica app. Oggi, con oltre 5 milioni di viaggi effettuati nell'area metropolitana torinese, Dott è parte integrante della mobilità quotidiana della città. Proprio per questo, crediamo che la sicurezza stradale debba passare dalla conoscenza e dalla formazione: siamo orgogliosi di contribuire, insieme a Fondazione Unipolis e a CRU, a un progetto che mette i giovani al centro, fornendo loro strumenti e consapevolezza per una mobilità più responsabile e sostenibile."
In ogni edizione il progetto prevede la partecipazione a quattro moduli e un esame finale, per un totale di 10 ore valevoli come ore di educazione civica o come ore PCO (Percorsi per le Competenze e l'Orientamento). I moduli riguardano prove di guida del monopattino su strada, educazione stradale oltre all'analisi delle componenti del mezzo e delle leggi della fisica e della dinamica che lo governano. Infine, ci sarà un modulo dedicato a delineare gli scenari della mobilità del futuro. Il programma si avvale della partnership tecnica della società Dott che, oltre a collaborare alla realizzazione del corso gratuito con esperti e tecnici che trattano approfonditamente il tema della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale, fornisce i mezzi elettrici a supporto della formazione.
Dopo la tappa di Torino il progetto prosegue nel 2025 a Roma.
Grazie al protocollo siglato, Unipolis e Dott riconoscono il comune interesse sul tema della promozione della sicurezza stradale nell'ambito della mobilità sostenibile come elemento cruciale per la costruzione di città più vivibili e sicure, ritenendo fondamentale educare i giovani sui comportamenti corretti da adottare sulla strada come pedoni, ciclisti, monopattinisti e automobilisti, per ridurre il numero di incidenti e promuovere una cultura del rispetto reciproco. Coinvolgere i giovani in programmi di sensibilizzazione e formazione, come laboratori e campagne informative, non solo aumenta la loro consapevolezza, ma li rende anche protagonisti attivi del cambiamento verso una mobilità più sicura e sostenibile.
L'avvio di stradAbile nel Calatino
Nel Calatino parte stradAbile, il progetto nazionale di Fondazione Unipolis che apre strade concrete all'inclusione sociale di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Oltre 100 beneficiari coinvolti nell'area metropolitana di Catania, con corsi per imparare a usare la bicicletta, voucher per la patente e la prima piattaforma web multilingue sulla sicurezza stradale.
Nella serata del 5 novembre, presso l'aula consiliare del Comune di Scordia, alla presenza di Amministratori locali, forze dell'ordine, organizzazioni sindacali di categoria, associazioni e operatori del settore dell'accoglienza, è stato lanciato pubblicamente stradAbile, il progetto nazionale che apre strade concrete all'inclusione sociale di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Contestualmente, sono partite le prime attività progettuali nell'area del Calatino, una delle nove coinvolte in tutta Italia insieme a Torino, Milano, Brescia, Modena, Parma, Roma e Bari.
Ideato da Fondazione Unipolis, la fondazione d'impresa del Gruppo Unipol, stradAbile promuove la sicurezza stradale e l'accesso equo alla mobilità come strumenti di autonomia, dignità e partecipazione. Il progetto è realizzato in collaborazione con UNHCR – The UN Refugee Agency, UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica), UISP – Sport per Tutti e i Consigli Regionali Unipol (CRU).
Nel territorio del Calatino, oltre 100 beneficiari saranno coinvolti fino alla fine del 2026 nei due filoni del progetto:
- stradAbile a pedali, dedicato alla mobilità dolce e realizzato con UISP, accompagnerà circa 60 donne migranti nell'apprendimento della bicicletta, nella conoscenza della meccanica di base e delle regole della strada, favorendo anche socialità e coinvolgimento delle famiglie.
- stradAbile al volante, invece, riguarderà la mobilità motorizzata: il 2 dicembre, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Scordia, 50 migranti parteciperanno a un percorso formativo sulla sicurezza stradale, tenuto da UNASCA. Al termine del corso i partecipanti sosterranno un test e i 15 migliori riceveranno voucher per il conseguimento della patente B. Sono inoltre allo studio accordi con imprese del territorio per agevolare l'assunzione di ulteriori beneficiari, a cui Fondazione Unipolis garantirà il sostegno economico per ottenere la patente C, ampliando così le opportunità di inserimento lavorativo.
stradAbile nasce da un dato di realtà: secondo il Rapporto ACI–ISTAT 2024, le persone straniere risultano tra i gruppi più vulnerabili sulle strade italiane, con un elevato numero di incidenti soprattutto tra ciclisti, utenti di monopattini e conducenti di autovetture. Su 148.215 conducenti feriti in incidenti, quasi 20.000 sono stranieri, pari al 13,5% del totale. Le cittadinanze più coinvolte sono Romania, Albania e Marocco, con prevalenza di uomini tra i 25 e i 44 anni e di donne tra i 30 e i 54.
In questo scenario si inserisce stradAbile, che unisce educazione, empowerment e strumenti concreti per superare barriere linguistiche, economiche e culturali.
Per ampliare l'impatto, il progetto realizzerà inoltre la prima piattaforma web multilingue e interattiva sulla sicurezza stradale dedicata agli stranieri in Italia, con contenuti co-creati insieme ai partecipanti. Uno strumento innovativo e accessibile, pensato per diffondere conoscenze e buone pratiche in modo inclusivo.
"L'equità d'accesso e di opportunità è l'obiettivo primario degli interventi della Fondazione Unipolis: per questo abbiamo scelto di portarla al centro anche delle nostre iniziative sulla mobilità. Con stradAbile abbiamo deciso di supportare chi arriva nel nostro Paese nel percorso verso diritti fondamentali che nel proprio non riesce a ottenere, offrendo strumenti concreti per la mobilità, prerequisito essenziale per molti altri diritti," – ha affermato Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.
"Siamo convinti che investire nella mobilità delle persone significhi investire nella comunità: garantire a tutti la possibilità di spostarsi in sicurezza e libertà significa offrire nuove opportunità e permettere una piena partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese. Con stradAbile, Fondazione Unipolis, il Comune di Scordia e tutti gli altri comuni coinvolti del Calatino vogliamo portare questo messaggio nella quotidianità, affiancando soggetti vulnerabili e territori con azioni concrete e misurabili." – conclude Francesco Barchitta, Sindaco di Scordia.

Fondazione Unipolis, Dott e CRU insieme a Padova per MonopattinON
Gli studenti all’ultimo anno di corso dell’Istituto ENAIP Veneto – sede di Padova – sono stati selezionati per “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!”, un percorso formativo e laboratoriale sulla guida sicura e consapevole del monopattino elettrico.
L’attività rientra tra quelle previste da un più ampio protocollo d’intesa siglato dalla Fondazione d’impresa di Unipol e dalla società di micromobilità in sharing per collaborare alla promozione della sicurezza stradale nell’ambito della mobilità sostenibile.
La tappa di Padova
Dopo le tappe della scorsa primavera a Milano, è proseguito a Padova “MonopattinON – metti in moto la tua sicurezza!”, il progetto congiunto di Fondazione Unipolis e Dott, volto a educare i giovani sull’uso corretto del monopattino elettrico e a promuovere il rispetto tra tutti gli utenti della strada.
Alla giornata conclusiva, che si è svolta nella mattinata di oggi nel plesso di Via Ansuino da Forlì 64 dell’ENAIP Veneto, hanno partecipato Andrea Micalizzi, Vicesindaco del Comune di Padova, Roberta Callegaro, Dirigente scolastica, Francesco Moledda, Program Manager di Fondazione Unipolis, Valentina Burigana, Stakeholder Management dei CRU – Consigli Regionali Unipol, e Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott.
Dal 2 al 14 ottobre, gli studenti dell’ENAIP sono stati impegnati nel programma di formazione ideato da Unipolis, con il supporto tecnico di Dott, per rispondere alla crescente diffusione della micromobilità urbana.
I dati sulla micromobilità in Italia
Secondo il Nono Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, pubblicato a inizio ottobre e relativo al 2024, la flotta italiana di veicoli condivisi conta circa 95.600 veicoli, in lieve crescita rispetto al 2023.
I monopattini in sharing rappresentano il segmento più ampio e trainante, con circa 42.600 unità e il 50% del totale dei noleggi. Seguono le biciclette con il 32%, le auto con il 12% e gli scooter con il 7% dei noleggi complessivi.
A questi si aggiungono tra i 300.000 e i 500.000 monopattini elettrici privati attualmente in circolazione in Italia.
Nel 2023 (ultimi dati ufficiali disponibili), gli incidenti stradali con lesioni che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico, in prevalenza ad uso privato, sono stati 3.365 (contro i 2.929 del 2022), con 3.195 feriti (contro i 2.787 del 2022).
Per quanto riguarda i soli servizi in sharing, nel 2024 gli incidenti sono calati del 7%. In media si verifica un incidente ogni 300.000 km percorsi, con valori pari a 0,6 incidenti ogni 100.000 km per i monopattini, confermando un tasso di incidentalità molto basso.
Questo risultato si deve anche a iniziative educative come quelle promosse da Fondazione Unipolis e ai sistemi tecnologici di sicurezza e controllo velocità messi in atto dagli operatori della micromobilità.
In questo quadro, Padova rientra tra le prime 10 città italiane per numero di noleggi, con oltre 600.000 viaggi nel 2024, confermandosi uno dei poli più importanti del Nord Italia per la micromobilità condivisa.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Andrea Micalizzi, Vicesindaco del Comune di Padova:
“Il Comune di Padova sostiene con convinzione iniziative come questa, che uniscono formazione, sicurezza e sostenibilità. Educare i giovani a un uso corretto dei mezzi di micromobilità significa promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità condivisa nello spazio urbano. Solo così possiamo costruire una città più sicura e attenta all’ambiente.”
Roberta Callegaro, Dirigente scolastica ENAIP Veneto Padova:
“Come Direttrice della scuola di formazione professionale ENAIP Veneto Padova sono orgogliosa che abbiamo ospitato e realizzato il progetto MonopattinON, promosso da Fondazione Unipolis e rivolto agli studenti che saranno tecnici diplomati in quest’anno formativo. Il progetto ha coinvolto studenti in attività teoriche e pratiche su sicurezza stradale, mobilità sostenibile e manutenzione del mezzo con i loro formatori di italiano, cittadinanza e area professionale meccanica ed elettrica e ha rafforzato il patto scuola-famiglia-comunità promuovendo cittadinanza attiva e responsabile.”
Marisa Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis:
“Il progetto MonopattinON nasce da due giovani ingegneri, ad un concorso di idee, che volevano condividere il loro sapere per una mobilità più sostenibile. Oggi è un progetto a livello nazionale che sta coinvolgendo i ragazzi laddove le città offrono servizi di micromobilità in sharing. Un pezzo importante dell’offerta di multimodalità, chiave per il futuro delle città, che deve però saper essere utilizzata con consapevolezza dei rischi e delle regole.”
Luca Giordano, Responsabile Corporate Social Responsibility di Unipol Assicurazioni:
“Promuovere una cultura della sicurezza significa educare a un comportamento responsabile verso sé stessi e gli altri. Con iniziative come MonopattinON vogliamo accompagnare le nuove generazioni a vivere la mobilità urbana in modo consapevole, unendo sicurezza, sostenibilità e rispetto reciproco: valori che il Gruppo Unipol e i CRU sostengono da sempre sul territorio.”
Vittorio Gattari, Direttore Relazioni Istituzionali di Dott:
“Per noi di Dott, investire nella sicurezza significa prima di tutto educare. Siamo felici di contribuire anche a Padova, dove siamo presenti dal 2021, a un progetto che mette al centro i giovani, futuri protagonisti della mobilità urbana. Accanto alla formazione, abbiamo recentemente rinnovato la flotta con monopattini dotati di doppio ammortizzatore e pedana più corta, per una guida più stabile e controllata. Grazie alla collaborazione con Fondazione Unipolis e al coinvolgimento di ENAIP Veneto, vogliamo fornire strumenti pratici e conoscenze utili per muoversi in città in modo responsabile, rispettoso e consapevole. Solo attraverso la formazione, unita a investimenti tecnologici mirati, possiamo costruire una cultura della strada più sicura e sostenibile per tutti.”
Il programma formativo
In ogni edizione, il progetto prevede la partecipazione a quattro moduli e un esame finale, per un totale di 10 ore, valevoli come ore di educazione civica o come ore PCO (Percorsi per le Competenze e l’Orientamento).
I moduli riguardano:
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prove di guida del monopattino su strada,
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educazione stradale,
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analisi delle componenti del mezzo e delle leggi fisiche e dinamiche che lo governano,
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scenari della mobilità del futuro.
Il programma si avvale della partnership tecnica di Dott, che collabora alla realizzazione del corso gratuito con esperti e tecnici specializzati, e fornisce i mezzi elettrici a supporto della formazione.
Le prossime tappe e gli obiettivi
Dopo la tappa di Padova, il progetto prosegue nel 2025 a Torino e Roma.
Grazie al protocollo siglato, Unipolis e Dott riconoscono il comune interesse per la promozione della sicurezza stradale nell’ambito della mobilità sostenibile come elemento cruciale per la costruzione di città più vivibili e sicure.
Educare i giovani ai comportamenti corretti sulla strada – come pedoni, ciclisti, monopattinisti e automobilisti – è fondamentale per ridurre gli incidenti e promuovere una cultura del rispetto reciproco.
Coinvolgerli in programmi di sensibilizzazione e formazione come laboratori e campagne informative aumenta la loro consapevolezza e li rende protagonisti attivi del cambiamento verso una mobilità più sicura e sostenibile.
Questo impegno è essenziale per sviluppare una responsabilità condivisa che supporti la transizione verso modalità di trasporto più ecologiche e sicure per tutti.
Stati Generali delle Aree Interne a Benevento: riflessioni, prospettive e il contributo di CreAree / Unipol
Il 3 e 4 ottobre 2025 Benevento ha ospitato gli Stati Generali delle Aree Interne – “Territori fragili e periferici in transizione”, promossi da Eitalía, la nuova associazione nazionale nata dall’esperienza di Futuridea, in collaborazione con istituzioni, enti di ricerca, organizzazioni sociali e realtà produttive.
Due giornate intense di confronto che hanno posto al centro la necessità di una visione condivisa e sistemica per il futuro dei territori interni, troppo spesso penalizzati da spopolamento, carenza di servizi e scarsa integrazione delle politiche pubbliche.
L’appuntamento, ospitato presso l’Area MUSA di Benevento, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e associativo, offrendo uno spazio di dialogo concreto su come rendere queste aree luoghi di innovazione, sostenibilità e coesione sociale.
Tra gli interventi istituzionali di rilievo, si sono registrati quelli del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Foti, che ha sottolineato la necessità di dare piena attuazione alle politiche già avviate per le aree interne e di superare i ritardi nella spesa dei fondi pubblici, del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci (in collegamento) e dell’Assessore regionale al Turismo Felice Casucci.
Durante le sessioni di lavoro sono stati affrontati i principali snodi delle “transizioni” che interessano le aree interne: educativa, economica, tecnologica, ecologica e istituzionale.
Nel panel dedicato alla transizione istituzionale e alla governance dei territori marginali, è intervenuta Elena Torri, Stakeholder Manager di Unipol e Program Manager del progetto CreAree.
Elena Torri ha illustrato la missione dei CRU (Consigli Regionali Unipol) e il percorso del progetto CreAree, nato per accompagnare le comunità locali nella costruzione di strategie di sviluppo condivise e durature. Ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di Eitalía e confermato la volontà di proseguire la collaborazione con Futuridea, riconoscendo il valore del lavoro svolto in rete e sul campo.
Il suo intervento ha assunto una dimensione fortemente riflessiva e di stimolo al dibattito: «Il fatto che sia stato stralciato dallo PNSAI il discusso punto 4, quello che individuava le aree per cui lo spopolamento è ormai irreversibile, non risolve il problema. Non è togliendo una frase che si risolve una questione tanto profonda. Anzi, rischiamo di spostare lo sguardo invece di affrontarlo. La domanda vera che dobbiamo porci è: cosa possiamo fare — ognuno per il suo ruolo — per evitare che ci siano aree interne destinate a morire?» Da questa riflessione, Torri ha invitato i partecipanti a un momento di autocritica costruttiva, sottolineando come molte politiche per le aree interne non abbiano prodotto risultati efficaci a causa del mancato coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, di approcci frammentati e individuali e della mancanza di una visione realmente condivisa tra attori pubblici e privati.
A seguire, Alessandra de Renzis, dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Regione Toscana ha portato l’esperienza della sua regione, presentando la legge “Valorizzazione Toscana diffusa”, una legge quadro dedicata alle aree interne che rappresenta un esempio concreto di visione strategica e pianificazione integrata. Il suo intervento ha evidenziato l’importanza di costruire modelli di governance capaci di valorizzare i territori attraverso programmazione stabile, cooperazione interregionale e coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Tra gli altri contributi significativi, Valeria Cardinali, direzione CONFAPI Umbria e Presidente del CRU Umbria ha sottolineato il valore della collaborazione tra organizzazioni, istituzioni e territori, evidenziando come il dialogo costante tra soggetti pubblici e privati sia la condizione indispensabile per trasformare le buone pratiche in politiche strutturali.
Matteo Bartolini, Vicepresidente di CIA Umbria e componente del CRU Umbria ha invece posto l’accento sul ruolo strategico dell’agricoltura e dell’agroalimentare come presidio ambientale, sociale ed economico, richiamando anche l’attenzione sulla riduzione dei fondi europei previsti per l’agricoltura, un tema di grande attualità che rischia di indebolire la capacità delle imprese agricole di restare competitive nei contesti più fragili del Paese.
Gli Stati Generali delle Aree Interne di Benevento hanno rappresentato non solo un momento di analisi, ma soprattutto un laboratorio di metodo. Il filo rosso emerso dagli interventi — dalla riflessione critica di Elena Torri, alla visione strategica di Alessandra de Renzis, fino alla valorizzazione della collaborazione proposta da Valeria Cardinali — è la necessità di superare la frammentazione e costruire politiche territoriali basate su una strategia comune e partecipata.
In questa prospettiva, il progetto CreAree e il network dei Consigli Regionali Unipol (CRU) si confermano strumenti fondamentali per accompagnare i territori nella definizione di piani di sviluppo condivisi, in grado di tradurre le visioni in azioni concrete e durature e mettere in sicurezza le comunità.
Gli Stati Generali di Benevento hanno segnato un punto di svolta nel modo di affrontare il tema delle aree interne. Non più solo un racconto di fragilità, ma un manifesto per una nuova stagione di politiche territoriali, dove istituzioni, comunità e imprese collaborano per rendere sostenibile e vitale ciò che oggi appare marginale.
CreAree, con il supporto del Gruppo Unipol e la rete dei CRU, continuerà a promuovere questo dialogo e a sperimentare percorsi di innovazione territoriale, nella convinzione che le aree interne non siano “il problema” del Paese, ma una parte fondamentale della sua soluzione.
https://youtu.be/Z5g-y3YKXgg?si=lbgwvMTyMjqiggTD
Benevento ospita gli Stati Generali delle Aree Interne
Il 3 e 4 ottobre, sei panel tematici per discutere le sfide dei territori fragili
Si terranno a Benevento, presso il Musa (Contrada Piano Cappelle), il 3 e 4 ottobre gli Stati Generali delle Aree Interne, iniziativa promossa da Eitalía, nuova realtà associativa nata dall’esperienza di Futuridea.
La due giorni sannita si propone come un appuntamento nazionale di riferimento per il confronto, la ricerca e la progettualità dedicate ai territori fragili, con l’obiettivo di consolidare una rete tra istituzioni, enti pubblici e privati, università, Terzo Settore e cittadini attivi.
Tra gli interventi previsti figurano il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, gli Assessori regionali della Campania Bruno Discepolo (Territorio e Urbanistica) e Felice Casucci (Turismo) e Francesco Petracchini, Direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, che porterà i saluti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, co-organizzatore dell’evento.
Il programma sarà articolato in sei panel tematici dedicati alle principali transizioni che attraversano le aree interne: educativa, demografica e sociale, culturale, economica, energetica, istituzionale, con un focus specifico sulla questione insulare.
In particolare, sabato 4 ottobre alle ore 10.30 si svolgerà il panel su “La transizione istituzionale: quale governo dei territori marginali?”, che sarà coordinato da Elena Torri, Program Manager di CreAree – progetto promosso dai CRU Unipol – e Stakeholder Manager di Unipol Assicurazioni. Al confronto prenderanno parte Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, Vittorio Civitillo, Sindaco di Piedimonte Matese, Alessandra de Renzis, Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Regione Toscana, Luigi Famiglietti dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Vito Fusco, Sindaco di Castelpoto, Pietro Pittalis, Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ed Emanuela Socciarelli, Sindaco di Montalto di Castro. Le conclusioni saranno affidate a Daniele Saia, Sindaco di Agnone e Delegato Aree Interne UPI.
Tra gli appuntamenti di rilievo, venerdì 3 ottobre alle ore 16.45 si terrà il panel “La Rigenerazione delle Aree Interne”nello spazio Spin-off Trajan’s Arcademy, che vedrà l’intervento di Valeria Cardinali, Presidente del CRU Umbria.
Oltre ai momenti di confronto, sono previsti spazi dedicati a innovazione, rigenerazione dei territori e valorizzazione delle eccellenze locali.
L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato lo scorso anno con il convegno “Aree Interne tra realtà e rigenerazione” e nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento stabile per le politiche di coesione e lo sviluppo sostenibile dei territori fragili.
Tra i partner che hanno concesso il patrocinio figurano: CNR, Università del Sannio, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Università del Molise, TESS, ISPRA, Unione Province d’Italia, Centro di ricerca ArIA e Instant Analytics – Data for People dell’Università del Molise.
Anche Consigli Regionali Unipol (CRU) sono partner e sostenitori dell’evento, a conferma dell’impegno nel promuovere progetti di sviluppo e innovazione sociale nelle aree interne del Paese.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Segreteria organizzativa (Futuridea – tel. 0824372267)
Scarica il programma degli Stati Generali delle Aree Interne 2025 in pdf.

Gruppo Unipol al Minore Festival: la responsabilità sociale tra rigenerazione urbana e fragilità delle comunità
Il 20 settembre, a Monticiano (SI), nell’ambito del Minore Festival – Il festival dei beni culturali e delle comunità per il patrimonio, si è svolta la tavola rotonda “La Convenzione di Faro e la tutela del patrimonio culturale”.
All’Auditorium del Museo della Biodiversità si sono confrontati esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, della società civile e della Chiesa su un tema cruciale: come dare nuova vita al patrimonio culturale e, al tempo stesso, rafforzare le comunità che lo custodiscono.
Tra i relatori, Luca Giordano, Head of Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol, ha portato l’esperienza del Gruppo impegnato in percorsi di rigenerazione urbana e responsabilità sociale.
«Unipol dispone di un patrimonio immobiliare di grande valore ed è fortemente impegnata nella rigenerazione urbana e delle periferie.» ha ricordato Giordano, citando progetti come l’Urban Hub di Milano e iniziative di co-living, ma anche interventi su aree industriali recuperate a spazi culturali e sociali.» – ha ricordato Giordano, citando progetti come l’Urban Hub di Milano e iniziative di co-living, ma anche interventi su aree industriali recuperate a spazi culturali e sociali.
L’impegno del Gruppo si lega alla sostenibilità: «Abbiamo già ridotto le emissioni del nostro patrimonio immobiliare del 50%, puntiamo al 63% entro il 2030 e alla neutralità climatica nel 2050.» Una strategia che, come ha spiegato, va oltre i numeri: «Lo facciamo nello spirito della Convenzione di Faro, per ricucire spazi e comunità, restituire identità e preservare i luoghi del passato per dargli un futuro.»
Nel suo intervento, Giordano ha sottolineato anche il legame con la missione stessa degli assicuratori: «Il nostro business viene considerato il business paziente, perché abbiamo un orizzonte lungo: accompagniamo le persone e le comunità per decenni, dalle fasi di crescita fino alle fragilità della maturità.»
Da qui l’accento sulla necessità di attivare percorsi di consapevolezza con le comunità, non solo per il recupero dei luoghi ma anche per affrontare temi come il cambiamento climatico, la salute, la previdenza. Un esempio concreto è il progetto Libreria Sfusa, che porta i libri nei piccoli borghi privi di punti vendita tradizionali, trasformandoli in catalizzatori di cultura e partecipazione.
«I luoghi non sono solo beni da valorizzare, ma incubatori di consapevolezza» – ha concluso Giordano – «per questo abbiamo bisogno di partnership pubblico-private capaci di costruire insieme un’infrastruttura di resilienza che parte dai territori, ma soprattutto dalle persone.»












