Gioco & giovani. Abitudini, motivazioni e approccio: presentati a Milano i risultati della ricerca

Nel 2018 il 48% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha avuto almeno una occasione di gioco, propensione che segnala in modo inequivocabile il fascino che esercita il gioco. Si tratta di dimensioni che evidenziano un’ampia diffusione del gioco d’azzardo anche tra i giovanissimi e che suggeriscono l’importanza del monitoraggio del fenomeno per impostare azioni efficaci di prevenzione e sensibilizzazione. È con questo spirito che nasce l’Osservatorio Nomisma – realizzato con il supporto di Unipol e in collaborazione con tre dipartimenti dell’Università di Bologna i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Milano in occasione dell’evento “Gioco & giovani. Abitudini, motivazioni e approccio” al quale hanno partecipato, tra gli altri, Pierluigi Stefanini, Presidente Gruppo Unipol e Luca Dondi, Amministratore Delegato Nomisma. Un Osservatorio che ritiene cruciale l’interazione con le scuole che ogni anno partecipano attivamente grazie al coinvolgimento di un ampio campione di studenti tra i 14 e i 19 anni di età; nell’ultimo anno scolastico (2017-2018) alle attività dell’Osservatorio hanno partecipato oltre 10.000 ragazzi.

"Il GruppoUnipol ha deciso" - ha dichiarato Pieluigi Stefanini - "di sostenere un progetto come questo per tre ragioni: 1) avendo oltre 15milioni di clienti abbiamo un osservatorio sociale particolarmente ampio e significativo. Ci è purtroppo capitato di gestire situazioni e sofferenze derivanti da ludopatia”. 2) "L’azzardo è antitetico all’assicurazione che ha il compito di prevenire e proteggere il futuro".
3) "Non ci vogliamo accontentare di quello che facciamo ma vogliamo contribuire a creare dibattito, sensibilizzazione sul tema e favorire la cooperazione tra le istituzioni".

Molti giovani (il 26%) iniziano a giocare per curiosità, per divertimento (23%) o per caso (20%); altri perché all’interno del gruppo di amici o familiare si gioca con abitudine (13%). Ulteriori motivazioni sono la speranza di vincere denaro (11%) come lo stimolo derivante da pubblicità o bonus (5%).

Non per tutti il gioco è divertimento; emerge infatti dallo studio condotto da Nomisma che il 6% dei ragazzi ha sviluppato pratiche di gioco problematiche. In questo segmento di giovani giocatori è possibile rilevare sintomi capaci di produrre effetti negativi derivanti dal gioco sia sulla sfera psico- emotiva (ansia, agitazione, perdita del controllo) sia su quella delle relazioni (familiari, amicali e scolastiche).

Il giocatore problematico è prevalentemente maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici o professionali, ha un rendimento scolastico insufficiente e risiede al Sud. Tra gli studenti della Lombardia la quota di giocatori problematici è pari al 4%, più bassa della media nazionale, ma in linea con quella di altre regioni settentrionali.

Non solo il gioco problematico è fattore di attenzione: anche l’accesso dei minori al gioco lo è; l’Osservatorio Nomisma segnala che il 46% dei minorenni ha avuto almeno una occasione di gioco negli ultimi 12 mesi.

Molti i dati proposti dall’Osservatorio – utili a delineare i comportamenti di gioco; il 10% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player (ha giocato una volta a settimana o anche più spesso). Tuttavia il gioco è per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana. Il 6% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 32% più raramente.

Per il 75% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 3 euro e il 58% degli studenti non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 euro.

L’Osservatorio 2018 ha inoltre proposto un focus per valutare quanto la pubblicità influenzi i giovani nel provare per la prima volta il gioco d’azzardo.

Il focus ha evidenziato, il profilo dei soggetti più sensibili a tale fattore: i ragazzi più giovani (il 10% degli under 15 inizia a giocare d’azzardo attratto dalla pubblicità vista sui mezzi di comunicazione o dai bonus trovati on line), che frequentano gli istituti professionali (11%), che credono che per vincere al gioco sia una questione di abilità (13%), che hanno uno stile di vita che comprende l’uso abituale di sostanze d’abuso (14%).

Un’analisi della spesa media settimanale per giochi e scommesse dei giovani giocatori sensibili alla pubblicità mostra come l’importo medio speso sia di 9,10 euro su un totale di 28 euro disponibili grazie alla paghetta, ogni settimana, per esigenze personali.

Foto account twitter Unipol Group PR


Le sfide del mondo della rappresentanza

In una situazione di costante difficoltà economica, con la necessità delle imprese piccole e grandi di rinnovarsi continuamente per stare al passo con i tempi e con il mercato, le associazioni di categoria acquisiscono sempre più un ruolo importante di sostegno e di coesione sociale. Ma d'altra parte sono proprio i corpi intermedi che hanno difficoltà a rinnovarsi e ad adattarsi alle nuove dinamiche sociali e politiche. Da queste considerazioni nasce una lunga riflessione di Giuseppe Oliviero, Presidente CNA Napoli e Presidente dei Consigli regionali Unipol Campania, pubblicata su affariitaliani.it di cui di seguito riportiamo uno stralcio

I recenti dati ISTAT preannunciano una periodo di stagnazione della nostra economia, il calo dei consumi interni, il rallentamento delle esportazioni, rischiano di riportarci di nuovo in una fase di recessione in mancanza di una politica industriale nel paese in grado di invertire la tendenza l’economia; il Nord frena il Sud arretra. Le spinte sovraniste provenienti anche dall’Europa alimentano la sfiducia dei mercati e le preoccupazioni sistema produttivo. In questo scenario riaffermare il ruolo della rappresentanza politica dell’economia nell’era 4.0 e nel mercato globale è un indispensabile azione per comprendere la capacità di adattamento al cambiamento del nostro sistema produttivo. L’Italian Stile, il Made in Italy, sono il tratto distintivo della nostra economia, assumono un ruolo identitario, valore aggiunto dell’essere “il bel paese”. In quest’ottica la codificazione delle dinamiche economiche attraverso la rappresentanza degli interessi assume un ruolo primario, affermando ruoli e funzioni. I corpi intermedi hanno rappresentato un volano di democrazia a favore della coesione sociale, perno del valore di comunità alla base del benessere dell’individuo. Le associazioni di categoria hanno svolto un ruolo importante agendo i conflitti di classe; centri di servizi a sostegno dell’impresa anche in sostituzione delle istituzioni. Ciononostante essi sembrano poco inclini ad accettare il cambiamento, lo subiscono quasi inermi; eppure tutto questo è nel nostro paese un patrimonio da conservare e tutelare, è conoscenza, esperienza costruite dal dopoguerra. Aspetto che riguarda la grande industria e ancora di più le medie, piccole e micro imprese, che costituiscono l’ossatura portante dell’economia Nazionale ed Europea. Cerchiamo allora di capire di che mondo parliamo e del suo peso nella società italiana.

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Responsabilità Sociale d'impresa in rete

Prosegue l’impegno di Regione Emilia-Romagna e delle Camere di commercio di Ravenna e Ferrara per lo Sviluppo sostenibile, con un progetto comune in collaborazione con i Comuni di Ravenna e Ferrara e le associazioni imprenditoriali delle due province, per consolidare e sviluppare la consapevolezza fra le imprese sui temi e sulle azioni della responsabilità sociale e dell’Agenda 2030. Nell'ambito di questo progetto 18 aziende delle province di Ravenna e Ferrara e alcuni rappresentanti istituzionali hanno svolto una visita aziendale presso la sede del Gruppo UNIPOL a Bologna.

Durante l’incontro le Imprese hanno potuto approfondire alcune azioni messe in campo da Unipol nell’ambito dello sviluppo sostenibile. La strategia di sostenibilità di Unipol e la sua integrazione nel Piano industriale del Gruppo, le tematiche del welfare aziendale e l’impegno all’inclusione dei lavoratori con disabilità; il rapporto con le Comunità; l’esperienza CUBO Condividere Cultura, il Museo d’Impresa del Gruppo Unipol.

Sono inoltre stati presentati i progetti di collaborazione e partnership con i territori regionali diretti a promuovere cultura, lavoro e sviluppo, attraverso la Fondazione Unipolis e l’impegno dei CRU.


Città di Torino: per l’aggiudicazione della gara del verde, valutata anche l'attenzione ai cambiamenti climatici

A seguito della partecipazione al progetto Life DERRIS (che ha come obiettivo quello di fornire alle PMI gli strumenti necessari per ridurre i rischi di eventi climatici estremi) , la città di Torino ha inserito nella procedura di gara sul verde circoscrizionale un punteggio per le aziende che pongono attenzione ai cambiamenti climatici e che in particolare hanno redatto il Piano d’Azione Aziendale per l’Adattamento ai Cambiamenti del progetto Life DERRIS,  un documento che viene generato in automatico e gratuitamente dallo strumento di autovalutazione del rischio climatico.

Per maggiori informazioni sullo strumento di analisi gratuito, di seguito il video tutorial.

https://youtu.be/_ndP9oIuFBY


Gioco d'azzardo e giovani. Il 24 a Milano i risultati dell'osservatorio

Il prossimo 24 gennaio a Milano presso la Galleria San Fedele alle ore 10.30, Nomisma, in collaborazione con l’Università di Bologna, presenterà i risultati dell’Osservatorio sui comportamenti dei giovani nel gioco d’azzardo che ha visto il coinvolgimento di oltre 10.000 studenti delle Scuole Secondarie di II Grado su tutto il territorio nazionale. Interverranno Luca Dondi (Amministratore Delegato Nomisma) e Pierluigi Stefanini (Presidente Gruppo Unipol).


In Italia il rischio climatico è sempre più alto

Il clima è già cambiato. Il 2018 è stato l’anno più caldo per l’Italia dal 1800 e si assiste al susseguirsi di record che devono destare preoccupazione. Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate, fenomeni meteorologici sempre più intensi ed estremi dovuti in primis ai cambiamenti climatici stanno causando danni ai territori, alle città indietro nelle politiche di adattamento al clima, e alla salute dei cittadini. Soltanto nell’anno che sta per concludersi sono state 32 le vittime in 148 eventi estremi che si sono succeduti lungo tutta la penisola; 66 sono i casi di allagamenti da piogge intense; 41 casi, invece, di danni da trombe d'aria, 23 di danni alle infrastrutture e 20 esondazioni fluviali.

Tutto questo si colloca in uno scenario per cui la tendenza è quella di un costante peggioramento delle condizioni climatiche che rende oggi non più rinviabile intervenire anche sul fronte dell’adattamento ad un clima che cambia, con l’obiettivo di salvare le persone e ridurre l’impatto economico, ambientale e sociale dei danni provocati.

Questa è l'immagine della situazione emersa nella ricerca 2018 "Cronaca di un’emergenza annunciata", realizzata da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol che fa un bilancio di quanto è accaduto quest’anno, delineando trend e statistiche dei danni provocati in Italia dai fenomeni climatici evidenziando, inoltre, le buone pratiche, sia nel nostro paese che all’estero, in tema di adattamento degli spazi pubblici, dei quartieri nelle aree urbane, delle piazze, dei fiumi o di piani e strategie per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Informazioni riportate, inoltre, online nella mappa realizzata dall’osservatorio Città Clima di Legambiente.

"Il cambiamento climatico, l’evoluzione demografica e la polarizzazione sono i fenomeni più dirompenti per le assicurazioni di oggi e, ancor più, per il loro ruolo futuro nella società – afferma Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità Gruppo Unipol -. Con il position paper “Unipol per il clima”, già nel 2014 il Gruppo aveva assunto impegni sociali di supporto ai processi di adattamento, sia per la conoscenza dei fattori di rischio e di protezione, che per la potenzialità di assorbimento del rischio residuo. In questi quattro anni, i fenomeni catastrofali collegati al cambiamento del clima sono cresciuti significativamente e crediamo che sia fondamentale un accurato monitoraggio per capire la tendenza, ma allo stesso tempo che ciò non sia sufficiente a promuovere un paese più resiliente se accompagnato da opportune azioni di consapevolizzazione ed advocacy. Questa è la ragione per cui ci troviamo, ancora una volta, al fianco di Legambiente supportando questo studio".

La ricerca è scaricabile in formato PDF qui

Maggiori informazioni sul sito di Legambiente


Life Derris: firmato a Torino il protocollo d'intesa

La Città di Torino ha firmato ieri un protocollo d’intesa con Enti locali, utilities, associazioni di categoria per offrire alle Pmi e ad altre realtà interessate la possibilità di essere informati e pienamente consapevoli sugli impatti degli eventi estremi sulla loro attività e di utilizzare uno strumento di autovalutazione del rischio climatico, il Cram Tool sviluppato nell’ambito del progetto Life DERRIS.

Il Cram Tool permette alle imprese di individuare i principali rischi meteo-climatici ai quali sono esposte e le possibili azioni per la gestione dei rischi e delle emergenze. Permette di definire un Piano aziendale di adattamento ai mutamenti climatici (CAAP, Company Adaptation Action Plans) allo scopo di ridurre i possibili danni derivati da un evento climatico estremo. Definisce quindi quali investimenti affrontare per ridurre i costi di un riavvio delle attività – e scongiurare una chiusura per danni troppo lunga che comporterebbe il rischio di fallimento – quando l’impresa risultasse seriamente danneggiata da un forte temporale, una frana o un’inondazione.

Maggiori informazioni su Torinoclick.it


Unipol Gruppo si aggiudica il Gran Premio Sviluppo Sostenibile

Il Gruppo Unipol ha ricevuto il XII Gran Premio Sviluppo Sostenibile di Assosef per essere il gruppo finanziario che più sta contribuendo in Italia al raggiungimento degli SDGs dell'Agenda2030.

Ecco la motivazione completa:

Unipol Gruppo ha dimostrato di avere piena e significativa consapevolezza della necessità di integrare nella propria strategia e nella declinazione operativa i Sustainable Development Goals. Questa consapevolezza è evidente nella rendicontazione societaria dove si può rilevare come 9 dei 17 Goals sono attivamente affrontati con azioni durature. Il Comitato Scientifico ha apprezzato particolarmente l’impegno profuso negli obiettivi indicati nel rapporto ASviS come critici per il Paese, tra cui la lotta alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze, il sostegno ad iniziative per la biodiversità e alle comunità locali innovative. In particolare, una menzione merita l’impegno sul fronte delle iniziative in tema di qualità del lavoro e consumi e produzioni sostenibili. Unipol si è dotata adeguatamente di sistemi per una crescente valutazione degli investimenti secondo i criteri ESG, etici e di sostenibilità e si è anche fortemente attivata per costruire prodotti alla clientela retail particolarmente coerenti con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Approfondimento sul sito di ASSOSEF

(Foto tratta dal sito Assosef)


WELFARE ITALIA FORUM 2018: aspettative degli italiani e strategie per il futuro

Si è tenuto ieri a Roma il Welfare Italia Forum 2018, iniziativa del Gruppo Unipol giunta alla nona edizione, collocata nell’ambito del programma “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali”. L’evento rappresenta un momento di incontro tra decision maker e stakeholder attivi nei settori sanitario, socio-assistenziale e previdenziale con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della White Economy, una filiera economica ed occupazione in grado di contribuire attivamente alla crescita del Paese.

In apertura di mattinata Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos, ha presentato i risultati della ricerca “Gli italiani: bisogni, aspettative e scelte di welfare”, realizzata per l’occasione da Ipsos su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

L’apertura dei lavori del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha poi preceduto l’avvio dei singoli tavoli di discussione, in cui si sono alternati interventi di scenario - Carlo Stagnaro, Direttore Osservatorio Economia Digitale Istituto Bruno Leoni, Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, Alessandro D’Adda, Partner MBS Consulting – con le testimonianze dirette di Matteo Sarzana, General Manager Italia di Deliveroo, Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati, e Massimo Giupponi, Direttore Generale Azienda di Tutela della Salute Brianza.

Alla sessione su equità, lavoro e generazioni con Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, Gian Carlo Blangiardo, Università di Milano Bicocca, e Pasquale Tridico, Università di Roma Tre, è seguito quindi l’intervento di Emmanuel Akpakwu, Project Lead Value in Healthcare del World Economic Forum.

A chiudere la mattinata, l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

Sempre nell’ambito del Forum, la sera del 10 dicembre Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, e Pierluigi Stefanini, Presidente di Unipol, hanno incontrato Jens Redmer, Head of Product Policy di Google, e Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Al centro dell’incontro la capacità di elaborare risposte ai nuovi bisogni di welfare, bilanciando la dimensione etica, economica, tecnologica.

Dalla ricerca di Ipsos emerge come i giudizi degli italiani sui servizi di welfare siano prevalentemente negativi. La sanità è il settore del welfare considerato più importante, su cui ci si aspetta un investimento da parte dello Stato per potenziare i servizi ai cittadini. Emerge anche la consapevolezza che il sistema sanitario andrà incontro a difficoltà crescenti per l’invecchiamento della popolazione e per le risorse economiche pubbliche sempre più limitate. Nonostante ciò, gli italiani non mostrano un atteggiamento attivo sia in termini di coperture complementari sia di informazione e approfondimento del tema.

L’indagine mostra come il giudizio degli italiani sui servizi di welfare sia complessivamente negativo, in quanto valutati in modo pessimo o scarso dal 61% della popolazione – con punte del 75% nel Centro Italia - e in modo ottimo o buono dal 33%, percentuale che sale al 39% nel Nord Ovest. È evidente che gli italiani percepiscano la necessità di riformare il sistema di welfare e di riallocare le risorse pubbliche in modo più efficiente. Su cosa sia più importante, si dividono in due gruppi: il 48% ritiene che i servizi debbano essere sempre garantiti a tutte le fasce di reddito, anche accettando un aumento delle tasse e una perdita di efficienza, mentre il 32% vorrebbe servizi più efficienti e con più libertà di scelta, anche a costo di pagarli e non poterli rendere accessibili a tutti. Nel complesso, però, circa l’80% degli italiani è d’accordo sul fatto che il sistema sanitario di assistenza gratuita o a costi bassi sia sostenibile nel lungo periodo solo se si eliminano gli sprechi e i costi eccessivi della politica. Tra i vari settori del welfare, la sanità è considerato quello più importante, l’unico a raccogliere più giudizi positivi (48%) che negativi (47%), ma a prevalere è il disincanto: il 68% degli italiani vorrebbe che nei prossimi anni lo Stato spendesse di più rispetto ad oggi in sanità, ma soltanto il 15% è convinto che lo farà.

Le preoccupazioni personali per il futuro sono molteplici e riguardano soprattutto una possibile condizione di malattia o non autosufficienza (46%), l’inadeguatezza della pensione (36%), la difficoltà far fronte alle spese (30%) e la mancanza di una prospettiva lavorativa (29%). Le opinioni degli italiani sulle strategie da mettere in atto per il futuro a livello di sistema sono però chiare: il 54% ritiene che si debbano mantenere tutti i servizi gratuiti o a basso costo solo per chi è in condizioni di povertà e farli pagare al resto della popolazione, il 15% vorrebbe un aumento delle risorse alzando le tasse, mentre il 6% è per la riduzione dei servizi (e dei costi).

Nonostante la consapevolezza che un sistema di welfare così strutturato non possa essere sostenibile nel lungo periodo, c’è una bassa partecipazione e informazione al riguardo. Ad esempio, l’86% degli intervistati ha dichiarato di non essersi posto il problema di come affrontare in termini economici una possibile situazione di disabilità in vecchiaia. Inoltre, soltanto il 22% degli italiani dispone di un’assicurazione sanitaria e il 61% non ha interesse a farla. Allo stesso modo, solo il 30% della popolazione dichiara di poter contare su un piano pensionistico integrativo. Per questi motivi appaiono necessarie iniziative di comunicazione, in ambito pubblico e privato, che arrivino a tutta la popolazione, in grado di stimolare un approccio più proattivo del cittadino nell’ambito di una nuova offerta di welfare, efficiente, funzionale e accessibile a tutti.

(Foto tratte del profilo twitter di Unipol Group PR)