Le donne siciliane sono sempre più in difficoltà nel mondo del lavoro e non solo. Disuguaglianze sociali e divario economico nei confronti del resto del Paese sono in aumento e c’è un forte timore per il futuro di questa terra. La strategia da cui ripartire risiede anche nel dare centralità nelle scelte politiche alla condizione di vita delle donne in tutte le sue dimensioni, economica, sociale, lavorativa e culturale. Un agenda di genere, quale valore aggiunto per segnare le scelte del governo regionale, e più in generale l’allocazione delle risorse inserite nel PNRR, rappresentano un’occasione da non perdere per un reale cambio di passo per avanzare sulla strada della produttività e dello sviluppo sostenibile, mettendo al “centro le donne”.

Su questi temi si è dibattuto oggi nell’evento online “Agenda di genere: valore aggiunto per lo sviluppo sostenibile della Sicilia” organizzato dal CRU Unipol Sicilia

L’evento è stato introdotto da Monica Genovese Presidente del Cru Sicilia (min 4.30 del video a seguire), che ha sottolineato la situazione critica della condizione femminile in Italia e in Sicilia, peggiorata negli ultimi anni a causa della pandemia e la conseguente necessità di interventi progettuali mirati sfruttando le risorse del PNRR in particolare per  colmare lo svantaggio delle donne nel mercato del lavoro.

Diversi interventi si sono poi susseguiti nella tavola rotonda.

Luca Bianchi Direttore Svimez Associazione per lo sviluppo dell’industria del mezzogiorno (min. 20), ha confermato il grande divario di genere particolarmente al sud. Stanno però nascendo le condizioni per un cambio di direzione grazie alle risorse in arrivo e all’attenzione che questi temi stanno avendo nella discussione politica.

Rosanna La Placa Segreteria regionale Cisl Sicilia (min. 46), ha evidenziato come mettere l’uguaglianza di genere come priorità nell’utilizzo dei fondi avrebbe un impatto positivo su tutti gli aspetti sociali e lavorativi della regione

Anna Bucca, componente dell’esecutivo regionale Arci Sicilia (min.51), ha parlato delle tante contraddizioni e della frammentazione che ci sono nell’affrontare il tema della condizione femminile. Manca in particolare la capacità di portare avanti e finalizzare i progetti. Il terzo settore può dare un importante contributo ma avrebbe bisogni di supporto concreto in particolare nella formazione e nella crescita delle competenze.

Angela Maria Peruca, Direttore Regionale Legacoop Sicilia (1h), ha affrontato il tema della mancanza di servizi che non permette alle donne di svolgere nella maggior parte dei casi un’attività lavorativa al di fuori della famiglia.  Malgrado questo sta aumentando la propensione delle donne ad aprire nuove attività imprenditoriali che però poi si scontrano con tante difficoltà e tutti gli ostacoli della burocrazia.

Antonio Scavone Assessore regionale Politiche sociali e Lavoro Reg. Sicilia (1h 10 min) ha sottolineato l’importanza di sviluppare un piano nazionale coordinato con una struttura amministrativa che sappia finalizzare quanto progettato

L’evento è stato concluso da  Marisa Parmigiani Head of Sustainability,
Consigliere Delegato Unipol Gruppo e Direttrice Fondazione Unipolis. Bisogna partire dalla cultura, dalla sensibilizzazione, dalla formazione. Bisogna rendere uomini e donne consapevoli che i lavori di cura non sono lavori delle donne e che l’utilizzo di servizi pubblici per la cura dei bambini non è un’inadempienza rispetto al ruolo di madre.  È fondamentale inoltre educare le donne ad investire nella loro formazione anche nella materie tecnico scientifiche perché non esistono materie per uomini o per donne.  È necessario inoltre – ha continuato la Parmigiani –  promuovere un modello di donna evoluto contemporaneo, modificando gli attuali criteri di valutazione del lavoro e dando un supporto all’imprenditoria femminile. 

L’evento è stato moderato da Nino Amadore de Il Sole24ore Palermo

Di seguito il video integrale dell’evento

 

 

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