Un momento di riflessione per ribadire l’interconnessione tra la Salute (Obiettivo 3) e gli altri 17 Obiettivi dell’Agenda Onu 2030, con particolare attenzione all’Obiettivo 10 (Disuguaglianze), ma altresì 1 (Sana Alimentazione), 4 (Educazione e Istruzione) e 11 (Città sostenibili).

È quanto emerge dall’evento in live streaming “Condividere per non dividere – La Salute è uguale per tutti” organizzato dal Gruppo Unipol, al quale hanno partecipato Roberto Speranza Ministro della Salute, Romina Boarini, Director of the OECD Centre for Well-Being, Inclusion, Sustainability and Equal Opportunity (WISE), Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Giuseppe Costa, Professore Sanità Pubblica, Dipartimento Scienze Cliniche e Biologiche, Università di Torino, Direttore SCaDU Servizio di Epidemiologia di riferimento regionale, ASL TO3 Piemonte e Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità Unipol.

L’intervento di apertura di Romina Boarini ha inquadrato a livello scientifico e internazionale la necessità di intervenire sistematicamente e globalmente su diversi fattori sociali (istruzione, alimentazione, condizioni di vita…) per migliorare le condizioni sanitarie di tutti i cittadini, non solo in fase di accesso ed erogazione della prestazione, ma soprattutto in materia di prevenzione e esposizione.

Giuseppe Costa ha declinato localmente la tematica con una serie di dati quantitativi rilevati da processi di ricerca pluriennali. Il Professore ha approfondito il tema con un focus sulla correlazione tra la perdita della salute e le cause sociali, evidenziando come la collocazione sociale influenza la condizione dei malati determinando perfino gli esiti della malattia.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso dell’evento, ha sottolineato come, in una fase in cui è stata superata quota 51 milioni di dosi di vaccini somministrati in Italia, occorra progettare il nuovo Ssn focalizzandosi sull’assistenza territoriale, che va necessariamente rafforzata a partire dall’assistenza domiciliare su cui saranno investiti quattro miliardi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. In conclusione, per la ripartenza è necessario implementare un grande Patto-Paese che includa il Governo, le Regioni e i Comuni per tenere insieme la dimensione sanitaria e quella sociale ma anche, oltre a ordini, sindacati e associazioni, il mondo d’impresa.

Il Group CEO Unipol Carlo Cimbri, in occasione del suo intervento, ha evidenziato come la spesa sanitaria pubblica non sia più sufficiente a garantire le prestazioni richieste dalla popolazione, che è oggi più esigente rispetto al passato e che è più vecchia e bisognosa di assistenza e cure. In questo scenario, per evitare che solo una parte della popolazione possa permettersi di accedere alle prestazioni sanitarie, è necessario dare spazio a un welfare di comunità, sviluppare un modello-Paese volto a integrare l’approccio dello Stato con altri attori, come il Terzo settore e come tutte le forze che collaborano allo spirito di ripartenza. Cimbri ha infine posto l’attenzione sugli investimenti del Pnrr sulla sanità che, secondo il Group CEO di Unipol, andrebbero usati per creare e potenziare le infrastrutture e non per alimentare la spesa corrente e i costi del Ssn alla luce del forte indebitamento del Paese che deve avere come proprio faro la disciplina di bilancio.

Il Gruppo Unipol è impegnato a concorrere in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso la realizzazione delle proprie strategie, con un impatto particolare sugli SDGs 3, 8 e 11.
Questo significa, per il Gruppo, definire soluzioni distintive che sono in grado di avere un positivo impatto sociale, perché contribuiscono a prevenire e ridurre i rischi per i clienti (ad esempio, quelli connessi al cambiamento climatico) e a colmare il gap di protezione per le categorie sottoassicurate (ad esempio, a causa dei limiti della spesa pubblica in sanità), e allo stesso tempo possono aumentare la redditività del Gruppo.

I risultati raggiunti da Unipol in questo ambito sono rendicontati annualmente nel Bilancio Integrato del Gruppo, che unisce le informazioni contenute nel bilancio tradizionale con la rappresentazione delle performance ambientali, sociali e di governance ottenute dall’azienda. Nel 2020 il gruppo ha distribuito valore agli stakeholder per 13,3 miliardi di euro, di cui 9,1 miliardi di pagamenti agli assicurati e 4,2 miliardi ripartiti tra gli altri stakeholder (dipendenti, agenti, fornitori, pubblica amministrazione, azionisti, finanziatori e comunità).

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