Ieri, il Presidente dell‘Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Pierluigi Stefanini e Giuliano Amato, Presidente della Consulta Scientifica del Cortile dei Gentili (struttura del Pontificio consiglio della cultura), hanno discusso, assieme ad altri esperti, del rapporto curato dalla Consulta e pubblicato dal Cnr, su “Pandemia e resilienza”. Per il Governo era presente il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini.

L’evento è stato organizzato per riflettere in maniera corale e condivisa sulla crisi causata dalla pandemia e sulle importanti implicazioni che essa ha avuto sulla società e sul vivere quotidiano.

Il Covid-19 ha mostrato infatti le fragilità dell’attuale modello di sviluppo e ne ha accentuato le disuguaglianze. Se negli anni precedenti l’Italia e l’Europa sembravano avviate verso un sentiero di sviluppo sostenibile, la pandemia ha inflitto una battuta di arresto a questo processo, mettendo a nudo le debolezze sociali, economiche e ambientali delle nostre società. È diventato imperativo, nel disegnare le politiche per la ripresa, pensare a che tipo di futuro costruire, e in quest’ottica agire perché ci possa essere un “rimbalzo in avanti”, e non una ricaduta nelle vecchie abitudini che hanno portato alla crisi in corso.

Per questo motivo, bisogna assicurarsi che nei piani di ripresa vengano incluse considerazioni per rafforzare la resilienza in vista di shock futuri, e che ci sia la consapevolezza che non si può tornare al business as usual. In quest’ottica, l’Agenda 2030 delle Nazioni unite, concordata da 193 Paesi, può essere usata come road-map per stabilire gli obiettivi di medio-lungo termine a cui aspirare.

“La società italiana ha il dovere di contrastare questa crisi così grave e di dare una prospettiva di sviluppo sostenibile e di futuro ai nostri giovani e alle persone del nostro Paese”, , combattendo la sfiducia generale” ha detto Stefanini. È, dunque, essenziale mettere in atto uno sforzo comune a favore del dialogo tra politica ed economia affrontando “la centralità trasversale della parità di genere come elemento trasformativo potentissimo che dobbiamo assolutamente mettere al centro e in modo ancora più forte e convinto”. Non solo: “la strategia della biodiversità rappresenta una risposta altrettanto efficace e fondamentale alla crisi climatica e altrettanto integrante della strategia della transizione ecologica”.

Il documento “Pandemia e resilienza” è scaribaile qui

 

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