Sicilia: criticità e prospettive delle aree interne

Il Consiglio Regionale Unipol della Sicilia, con il sostegno di UnipolSai, nell’ambito del filone di attività sullo sviluppo sostenibile, ha organizzato un momento di riflessione e di incontro pubblico sul tema delle aree interne. L'incontro si è tenuto questa mattina a Sant’Agata di Militello, presso il Castello Gallego.

Sviluppo sostenibile significa anche non lasciare indietro i territori periferici in termini di servizi, lavoro e opportunità. Il CRU della Sicilia intende quindi avviare un lavoro di supporto alla definizione di linee di intervento e di progetti concreti a fianco delle Amministrazioni Locali e in accordo con la Regione Sicilia.

Il quadro di riferimento può ancora essere quello tracciato dalla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) a suo tempo definita.  La formulazione della Strategia Aree Interne prende avvio al termine del ciclo di programmazione 2007-2013. L’obiettivo era quello di mettere a punto uno strumento in grado di fornire efficaci soluzioni per lo sviluppo economico e sociale delle aree meno sviluppate e competitive e, al tempo stesso, risolvere il nodo cruciale della parziale attuazione ed implementazione dei fondi comunitari.

L'incontro, a cui hanno partecipato i referenti locali del CRU Unipol, Aleardo Benuzzi Responsabile nazionale dei CRU, i rappresentanti delle cinque Aree Interne Siciliane, con esponenti del governo regionale e con Sabrina Lucatelli, esperta di sviluppo nelle aree a bassa demografie e vice-presidente Ocse,  è stata quindi l'occasione per capire a che punto siamo, quali le criticità e quale le prospettive concrete ci sono in merito alla Strategia SNAI.

Cru Unipol Sicilia - Aree Interne: Criticità e prospettive


Presentato il nuovo Giardino Mediterraneo

Dopo la presentazione dello scorso 14 febbraio a Palermo del nuovo intervento di Bellezza Italia negli spazi che Legambiente Sicilia ha avuto in gestione ai Cantieri Culturali alla Zisa, ieri giovedì 19 luglio, si è tenuto un nuovo incontro per annunciare l'estensione del progetto anche alla gestione degli spazi esterni dei padiglioni con la realizzazione di un Giardino Mediterraneo, che rientra appieno nelle strategie di adattamento climatico e rigenerazione degli spazi urbani.

L’obiettivo dell'intervento è dimostrare concretamente come sia possibile fare della riqualificazione del patrimonio edilizio la frontiera della lotta ai cambiamenti climatici, trasformando uno spazio pubblico in un modello di restauro che persegue gli obiettivi di efficienza energetica.

"I Cantieri Culturali alla Zisa sono un luogo di straordinaria bellezza." ha detto nel suo intervento Marisa Parmigiani Responsabile sostenibilità del Gruppo Unipol. "Il nostro gruppo era già presente a supporto dello Spazio Franco con Culturability, ma abbiamo ritenuto importante sostenere un intervento di riqualificazione, abbattendone l’impatto ambientale. Il nostro auspicio è che questo progetto sia uno stimolo e un riferimento per le numerose realtà che, in questo momento, si stanno facendo carico di riqualificare beni pubblici".

Foto fonte canale twitter Bellezza Italia

 


La vitalità dei corpi intermedi il tema del IV incontro biennale Ecoslab

Sì è svolto questa mattina, presso la Camera di Commercio di Roma, nella bellissima Sala del Tempio di Adriano, l’iniziativa “La vitalità dei corpi intermedi. La contrattazione di secondo livello e il welfare integrativo nel Lazio” promossa da il Consiglio Regionale Unipol del Lazio, all’interno di Écoslab, Biennale dello Sviluppo Economico e Sociale del Lazio. Al centro dell’iniziativa, il ruolo e l'importanza dei corpi intermedi, attraverso la contrattazione decentrata, per creare sviluppo, coesione sociale, collaborazione regolata fra le forze sociali.

Molte sono le personalità che sono intervenite nel corso della mattinata, tra cui: Tiziano Treu (Presidente CNEL), Gian Paolo Manzella (Assessore allo sviluppo economico Regione Lazio) e Pierluigi Stefanini (Presidente Gruppo Unipol). La giornata inoltre è stata arricchita dai contributi dei Segretari Generali di CGIL/CISL/UIL del Lazio, dei Presidenti di Confesercenti, Legacoop e Unindustria del Lazio, di Lorenzo Tagliavanti (Presidente della CCIAA di Roma), Raffaello Bronzini (Banca d’Italia) e Romolo De Camillis (Direttore Generale per i Rapporti di lavoro e le Relazioni Industriali Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Questa iniziativa fa seguito agli incontri, sempre organizzati dal CRU del Lazio, che si sono tenuti nel 2013 (Welfare Italia. Focus sul Lazio), nel 2015 (Tornare a crescere e sviluppare il welfare) e nel 2017 (Lazio in movimento. Crescita, coesione sociale, welfare) focalizzati sui temi economici e sociali della Regione Lazio.

Come per i precedenti incontri, anche quest’anno la base della discussione è stata fornita da una ricerca sul campo compiuta, su mandato del CRU Lazio, dall’Istituto di ricerca RUR del Prof. Giuseppe Roma. La ricerca è scaricabile in PDF qui.

Di seguito alcune anticipazioni dei risultati emersi:

  • La contrattazione aziendale e territoriale è presente nel Lazio, totalizzando, fra 2015 e novembre 2018, 2.327 accordi pari al 7% nazionale. L’interesse riguarda la vitalità dimostrata da strutture di rappresentanza sindacale e datoriale a trovare una mediazione e sviluppare una collaborazione. Inoltre, attraverso una tale forma di contrattazione si sono sperimentate benefici integrativi, come forme premiali detassate o istituti di welfare.
  • Dalla ricerca emerge come l’86,3% dei contratti di secondo livello nel Lazio facciano riferimento alla Città Metropolitana di Roma Capitale, mentre il restante 13,7% riguarda le restanti province. I settori per cui si dispone di dati relativi alla diffusione della contrattazione integrativa vedono nel Lazio il primato dell’industria manifatturiera con il 18% dei contratti. Tuttavia, risultano fortemente presenti altri comparti dell’economia laziale, in particolare alcuni sistemi imprenditoriali di servizio collocati in un contesto fra il pubblico ed il privato.
  • Da un confronto fra la distribuzione settoriale degli addetti e dei contratti, i settori a maggiore intensità nella contrattazione integrativa sono la fornitura di energia elettrica, la fornitura di acqua e gestione dei rifiuti, l’industria manifatturiera, il comparto dell’informazione e comunicazione, le attività professionali e le attività artistiche e sportive. Il settore dove al contrario si registra la minima incidenza della contrattazione integrativa è quello delle costruzioni.
  • Nel Lazio l’81% dei contratti indica come obiettivo da conseguire la produttività, il 61% la redditività, il 48% l’efficienza, il 45% la qualità, il 12% l’innovazione. Infine, riguardo ai principali contenuti presenti nei contratti di secondo livello, il welfare aziendale registra un’incidenza superiore a quella della media nazionale, come la partecipazione nelle scelte aziendali e lo smart working.

Di seguito le video interviste e le foto della mattinata:

https://youtu.be/FqOaB5udl1A

https://youtu.be/HiVdtbDQzQQ

https://youtu.be/VO_FLYKDK4w

https://youtu.be/kjQId8ZHIzg

 

 


L'Aquila: a 10 anni dal sisma i CRU a sostegno della ricostruzione

Si è svolto oggi a L’Aquila presso il Palazzetto dei Nobili, in occasione del decennale del terremoto del 2009, il convegno dal titolo “Aree interne: una occasione di sviluppo territoriale, un tessuto da ricostruire” organizzato da Cru Unipol Abruzzo con il sostegno di UnipolSai, proseguimento di quello organizzato lo scorso ottobre a Farindola.

L’iniziativa è stata ideata, oltre che mostrare il continuo sostegno dei CRU per la ricostruzione a fianco di tutti i cittadini e dei familiari delle vittime, con il concreto obiettivo di portare a confronto le esperienze e le elaborazioni delle varie istanze territoriali che agiscono nell’ambito della strategia nazionale delle aree interne costituite in Abruzzo, in un contesto caratterizzato dalla ricostruzione dei luoghi colpiti dagli eventi sismici degli ultimi anni.

In particolare, considerando l’opera svolta in talune esperienze locali volta alla creazione di condizioni utili ad evitare lo spopolamento investendo su driver fondamentali quali trasporti, sanità, istruzione, si ritiene utile approfondire un modello ove possano operare la collaborazione interistituzionale, unita al contributo proveniente dalle parti sociali e con il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini coinvolti.

 

 


Il 10 luglio a L'Aquila l'evento "Aree interne: una occasione di sviluppo territoriale, un tessuto da ricostruire"

Il prossimo 10 luglio alle ore 10.00 a L'Aquila presso il Palazzetto dei Nobili, in occasione del decennale del terremoto del 2009, si terrà il convegno dal titolo  "Aree interne: una occasione di sviluppo territoriale, un tessuto da ricostruire" organizzato da Cru Unipol Abruzzo con il sostegno di UnipolSai, proseguimento di quello organizzato lo scorso ottobre a Farindola.

L'iniziativa è stata ideata allo scopo di portare a confronto le esperienze e le elaborazioni delle varie istanze territoriali che agiscono nell’ambito della strategia nazionale delle aree interne costituite in Abruzzo, in un contesto caratterizzato dalla ricostruzione dei luoghi colpiti dagli eventi sismici degli ultimi anni.

In particolare, considerando l’opera svolta in talune esperienze locali volta alla creazione di condizioni utili ad evitare lo spopolamento investendo su driver fondamentali quali trasporti, sanità, istruzione,  si ritiene utile approfondire un modello ove possano operare la collaborazione interistituzionale, unita al contributo proveniente dalle parti sociali e con il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini coinvolti.

Il programma completo è in via di definizione e sarà diffuso nei prossimi giorni.


Presentato il Bilancio Integrato 2018 del Gruppo Unipol

Si è svolta ieri, presso la Torre Velasca di Milano, la presentazione del Bilancio Integrato 2018 del Gruppo Unipol, documento che per il terzo anno integra i risultati finanziari con quelli conseguiti nella sostenibilità socio‐ambientale.

Per l’occasione, è stata organizzata la tavola rotonda “Finanza sostenibile: il ruolo degli SDGs nell’economia reale”, con l’obiettivo di approfondire la riflessione su un tema oggetto di significativi sviluppi, a pochi giorni dalla pubblicazione da parte della Commissione Europea degli strumenti chiave per realizzare l’Action Plan on financing sustainable growth. Si sono confrontati  Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Innocenzo Cipolletta, Presidente Assonime, Panos Seretis, Head of ESG Research ‐ EMEA MSCI Inc. Il dibattito ha sviluppato gli spunti forniti dall’introduzione di Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità Gruppo Unipol, che ha illustrato le misure recentemente adottate a livello europeo in materia di finanza sostenibile, e da uno speech di Simon Zadek, Senior Advisor to the Administrator of the United Nations Development Programme e, da novembre 2018, Sherpa della Task Force on Digital Financing of the Sustainable Development Goals voluta dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Unipol, leader 2019 per Reputazione nel settore finanziario in Italia per il terzo anno consecutivo, è pienamente consapevole degli impatti delle proprie scelte di investimento; per questo aderisce ai Principles for Responsible Investment (UN‐PRI) e ha definito politiche di investimento che integrano le tecniche tradizionali di analisi dei rischi e rendimenti finanziari con l’analisi extra‐finanziaria dei fattori ESG. Nel 2018 gli investimenti che hanno soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti hanno rappresentato il 98,2% del portafoglio complessivo.

Con il supporto di The European House‐Ambrosetti, proseguendo il lavoro presentato agli stakeholder lo scorso anno, il Gruppo ha determinato il valore creato da scelte di investimento orientate verso titoli eligible. I 12,5 miliardi investiti da Unipol in titoli non governativi eligible hanno determinato la creazione di valore ambientale, sociale e cognitivo per 380 milioni di euro. Il Gruppo ha intenzione di proseguire il percorso in questo senso, aumentando ulteriormente la quota di titoli non governativi eligible nel proprio portafoglio e incrementando gli investimenti nei settori con esternalità positive più significative (quali Energia e Utilities). In questo modo il valore creato nell’anno 2021, al termine del triennio del Piano Strategico 2019 – 2021, potrà raggiungere i 440 milioni (+16% rispetto al 2018).

L’altro impegno chiave riguardo alle scelte di investimento riguarda gli investimenti tematici che supportano il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030: l’obiettivo è di raggiungere i 600 milioni investiti in questo modo nel 2021, con un aumento di oltre l’80% rispetto al 2018. Il contributo agli SDGs sarà rafforzato anche dalla vendita di prodotti con impatto sociale e ambientale, che il Gruppo si è impegnato a portare al aumentare al 30% di penetrazione sul portafoglio complessivo assicurativo (dal 22,7% del 2018).

I dati dello studio di The European House – Ambrosetti evidenziano gli impatti extra finanziari creati dal Gruppo anche in altri ambiti rilevanti. La formazione non obbligatoria, che ha coinvolto il 75% dei 10.400 dipendenti italiani del Gruppo UnipolSai Assicurazioni, ha generato quasi 10 milioni di euro in termini di incremento della capacità di creare valore, intese come maggiore produttività per l’intero organico, e di incremento di valore del capitale umano, in termini di maggior valore di mercato delle figure professionali formate. Lo stesso approccio è stato utilizzato per calcolare l’impatto della formazione rivolta alla Rete, che ha toccato 28.700 persone (pari all’88% del totale) generando valore per 44 milioni di euro.

Unipol ha poi generato benefici ambientali pari a 2,7 milioni di euro nel 2018 attraverso azioni di riduzione dei consumi e l’utilizzo della sola energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, riducendo così le esternalità negative.
L’efficiente gestione delle liquidazioni Responsabilità Civile Auto (oltre 766 mila pratiche liquidate) da parte di UnipolSai Assicurazioni, la principale Compagnia del Gruppo, ha comportato un impatto positivo di oltre 55 milioni di euro per i clienti, calcolato come differenza di valore attualizzato rispetto a quello che si otterrebbe attraverso la risoluzione di una causa civile, che ha tempi molto più lunghi.
La relazione con agenti, periti e fornitori genera valore in termini pari rispettivamente a 3,9 miliardi, 1,4 miliardi e 1,9 miliardi di euro, considerando gli impatti diretti, indiretti e indotti di provvigioni, compensi e acquisti realizzati.
Il valore economico complessivamente distribuito agli stakeholder, in conseguenza delle attività previste dal Piano Strategico 2019‐2021, è pari a 24 miliardi di euro.

Considerando pari a 100 il valore prodotto nei diversi ambiti nel 2018, l’impegno del Gruppo è di incrementare questo valore nel triennio di Piano fino ad arrivare a 111,8 al termine del 2021. Gli impatti extra‐finanziari non sono soltanto misurati a consuntivo, ma sono diventati oggetto di specifici obiettivi del Piano Strategico 2019 – 2021, nell’ambito della direttrice strategica “Valore condiviso e Sviluppo Sostenibile”.

https://youtu.be/VPmq59mVCSs

 

Foto fonte canale Twitter Gruppo Unipol

 


Il patrimonio artistico di Unipol in mostra a Milano e Bologna

Il catalogo con le opere del Patrimonio Artistico del Gruppo Unipol sarà in mostra a Milano e a Bologna fino al 27 settembre.

Formato da una selezione di opere d’arte del Patrimonio del Gruppo Unipol, il progetto espositivo è appositamente pensato per le due sedi di UnipolSai di Milano e Bologna ed è finalizzato a presentare e riflettere sui valori condivisi dal Museo d’Impresa CUBO.

Come suggerisce il titolo, la raccolta e l’incremento di opere d’arte rappresentative della ricerca internazionale e italiana, lo sviluppo di percorsi espositivi e culturali, la proposta didattica rivolta al pubblico di tutte le età sono aspetti fondamentali del Museo d’impresa CUBO e della sua volontà di condivisione, collegamento e legame tra le persone, nel rispetto delle loro singolarità caratterizzanti e nel riconoscimento della loro potenzialità collettiva e sociale. Tali temi si articolano a Milano in un percorso volto a mettere in luce il potenziale della sperimentazione tecnologica e dei new media; a Bologna, la mostra si focalizza sul tema del lavoro in relazione all’uomo nell’arte dal Novecento ad oggi.

Approfondimenti sul sito di CUBO Unipol 

 


A Udine focus sui cambiamenti climatici

Si è svolto oggi mercoledì 5 giugno dalle 17 nella sala Pasolini di palazzo Toppo Wassermann di Udine, un convegno sui cambiamenti climatici e dei loro effetti in Friuli Venezia Giulia. L’evento - organizzato dal consiglio regionale Unipol del Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio dell’Università di Udine - era inserito all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASVIS, che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendendo lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamando così l’attenzione nazionale e locale su problematiche e opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs dell’ONU. L’iniziativa mira a diffondere la conoscenza dei fenomeni climatici estremi partendo dalla spiegazione globale di fenomeni di cambiamento che sono in atto. L’interesse nasce dopo i disastrosi eventi dello scorso autunno che hanno riguardato l’arco alpino compreso tra le regioni del Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige.

Dopo l'apertura lavoro di Franco Colautti Presidente Consiglio Regionale Unipol, i saluti Pietro Fontanini Sindaco del Comune di Udine e l'introduzione di Marisa Parmigiani Responsabile Sustainability Unipol, sono intervenuti diversi ricercatori e docenti universitari e la dottoressa Federica Flapp di ARPA Friuli Venezia Giulia che ha presentato la situazione globale con particolare attenzione a ciò che avviene in regione. A chiuso i lavori Fabio Provale,Direzione tecnica danni e sinistri, UnipolSai, che ha parlato del ruolo delle assicurazioni nella prevenzione e la gestione dei rischi legati ai cambiamenti climatici e del progetto Derris. Ha moderato la giornata il dottor Francesco de Filippo responsabile Ansa del Friuli Venezia Giulia.

Di seguito le foto del convegno e le video interviste

 

https://youtu.be/k9596BRNy8E

https://youtu.be/hzNcGhr656w

https://youtu.be/e1LuAnwXKHI

https://youtu.be/BXwWynzEw1U

L'articolo sull'iniziativa del Messaggero Veneto


A Torino il convegno "Economia Circolare in Piemonte"

Questo mattina si è svolto a Torino presso il Campus Einaudi l'evento "Economia Circolare in Piemonte: opportunità, vincoli, buone pratiche".

L’evento – organizzato da CRU Piemonte con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino – si inserisce all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASVIS, che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendendo lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamando così l’attenzione nazionale e locale su problematiche e opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs dell’ONU.

Se purtroppo abbiamo abbiamo l'esigenza di cambiare approccio e di ripensare nuovi contenuti da dare allo Sviluppo Sostenibile, perché ciò che è stato fatto non è sufficiente, nell'arco della mattinata sono emersi segnali positivi ed esperienze che vanno nella direzione giusta..

"Bisogna lavorare per una consapevolezza diffusa e una cultura diffusa -  ha spiegato il rettore dell'ateneo, Gianmaria Ajani durante l'apertura dei lavori- perché come università si fa lezione, si formano tecnica e professionalità, ma si modella anche la cittadinanza delle nuove generazioni. "

Per esempio gli operatori di CNA Federmoda che lavorano con la lana cosiddetta "rustica": una materia prima per il mondo del tessile che da noi è considerato rifiuto, ottenuta dalla tosatura degli ovini da allevamento, ma che le nostre aziende finiscono poi per "ricomprare" a caro prezzo, una volta che questo prodotto finisce all'estero per vari canali." Come CNA c'è molto impegno per dare una seconda vita alla lana rustica italiana - ha spiegato Vitaliano Alessio Stefanoni, CNA Federmoda Piemonte - per una moda sostenibile e rispettosa dell’ambiente e del lavoro. Si contano qualcosa come 7 milioni di capi in un’Italia che produce oltre 450 tipi differenti di formaggi. Gli ovini vengono tosati, a seconda delle fasce climatiche, due o tre volte all’anno. Questo produce 8700 tonnellate di rifiuti speciali che gli allevatori dovrebbero mandare in discarica con elevati costi di smaltimento e che in larga misura, invece, diventano altra cosa". Le ricerche dicono che con questa lana – se mai fosse tutta filata – si potrebbero produrre qualcosa come 14mila vestiti al giorno. "Ma questo invece non accade - prosegue Stefanoni - almeno non in Italia. Il 60% di questa lana viene esportata sottocosto e spesso in modo clandestino in Cina, India e Pakistan per raggirare le normative sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Percorre decine di migliaia di chilometri in andata e ritorna in larga misura sui mercati europei sotto forma di prodotti tessili a basso costo e con un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute umana". "Da alcuni anni - conclude - CNA Federmoda è impegnata a divulgare le potenzialità di questa materia prima intorno alla quale è possibile ricostruire filiere di produzione corte e sostenibili che valorizzano le economie locali, specie quelle alpine, contribuendo anche ad evitare lo spopolamento delle borgate di montagna. In Piemonte ci sono maglifici artigiani interessati a trasformare questi filati in maglie, cappelli, guanti, coperte e tappeti".

Nel mondo edilizio, invece, una delle nuove parole  per fare economia circolare è il Tadelakt, una tecnica decorativa marocchina di Marrakech frutto di un’antichissima tradizione artigiana, che permette di realizzare finiture di grande pregio per bagni, facciate esterne, pareti interne e fontane e che per produrre la calce che serve per realizzare il Tadelakt ricicla molti materiali di scarto. "Mi sono accostato alla tecnica del Tadelakt per la prima volta circa 10 anni fa durante un viaggio in Marocco - ha spiegato Nino Langhitano, di Athena Art e artigiano socio di CNA Piemonte costruzioni -. Da allora sono stato tra i primi in Italia a diffondere e ad organizzare corsi di formazione per insegnare ad usare questa tecnica da parte di altri artigiani e privati". Per quello che viene definito il "marmo dei poveri", il calcare si recupera dallo scavo del terreno per costruire; per la cottura si utilizzano le fascine di legna della potatura di ulivi e palme; per colorarla si utilizzano terre naturali; per la protezione della superficie sapone nero fatto con gli scarti per fare l'olio, cera d'api e terpene di limone ricavato dalle bucce. Alcuni elementi d’arredo dei bagni come i lavandini, si realizzano con fibra di canapa e cemento naturale. Per la lavorazione si usano anche sassi di fiume levigati e frattoni in legno di cedro costruiti ancora in modo artigianale."Molte richieste - conclude Langhitano - arrivano dalla Svizzera e da altri clienti stranieri che acquistano abitazioni in Italia. Si aprono così nuove prospettive di lavoro anche verso l'estero per artigiani e piccole imprese; non a caso mi sono stati richiesti preventivi per realizzare delle abitazioni di lusso negli Stati Uniti".

La mattinata è stata conclusa da Pierluigi Stefanini Presidente Asvis. Di seguito alcuni stralci del suo intervento, le slide dei relatori intervenuti, le foto e le interviste.


 

Scarica >> qui<<< le slide dei relatori intervenuti in formato PDF (20MB)

 

https://youtu.be/G3xyMKBsFDE

https://youtu.be/6h2KacSRCRA

https://youtu.be/y1-5R_SdNtk

https://youtu.be/J4XrU0e75r0

https://youtu.be/UsOnLp94WAQ

https://youtu.be/lTiq3PxoJnI

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