Continuano gli appuntamenti con i laboratori virtuali del Progetto O.R.A. – Open Road Alliance realizzati da Fondazione Unipolis con Cittadinanzattiva e CUBO – Museo d’impresa del Gruppo Unipol​.

Attraverso l’esperienza dei laboratori, le classi che stanno affrontando il percorso del progetto con gli insegnanti, ricevono spunti, suggerimenti e consigli utili per arricchire il loro ragionamento sulle dimensioni della mobilità sostenibile (economica, sociale, ambientale e della sicurezza) analizzate nel kit di moduli formativi a disposizione dei docenti.​​

Il laboratorio è inoltre un ulteriore strumento a disposizione delle classi in vista della realizzazione dell’elaborato che candideranno per il Manifesto della mobilità futura. Un Manifesto che si costituirà di principi che avranno sia valenza di denuncia rispetto allo stato della mobilità nelle comunità di riferimento dei ragazzi (le 14 città metropolitane), sia di proposta per una nuova visione che parta dai ragazzi e arrivi alle amministrazioni locali e alle istituzioni nazionali.

Il Manifesto di O.R.A. si comporrà di due versioni:

  • Una scritta che sarà elaborata con le riflessioni di tutte le classi, chiamate a ragionare sull’impatto della mobilità nella vita delle persone, sui vantaggi e le criticità dei modelli di mobilità sostenibile, sui fattori decisivi per la mobilità del futuro. E ancora i consigli che i ragazzi di O.R.A. daranno ai loro coetanei per incentivare comportamenti e stili di vita sostenibili, anche sulla strada.
  • Una multimediale realizzata con i linguaggi più disparati: podcast, reportage fotografico, fumetto, illustrazio​ne grafica, videoclip musicale, cortometraggio, mediometraggio. I nove elaborati multimediali migliori, che saranno stati in grado di tradurre le idee del manifesto scritto in un prodotto creativo, riconoscibile e unico, andranno a costituire la versione multimediale del Manifesto.

Nella prima parte del laboratorio, anche attraverso la visione di progetti di altri coetanei, i ragazzi di O.R.A. entrano nell’ottica di quello che gli organizzatori si aspettano da loro, come ambasciatori di una nuova idea di mobilità sostenibile. Guarderanno i video messaggi inviati dalle loro amministrazioni locali di riferimento, nei quali i ragazzi ricevono un vero e proprio mandato per ragionare su questi temi, con la promessa di ascoltare e analizzare le loro idee, nei momenti di restituzione del Manifestoalle comunità che si svolgeranno a fine progetto.

A seguire Silvana Paci, presidente dell’Associazione ANVU​ in rappresentanza delle​ polizie locali d’Italia, si rivolge ai ragazzi, focalizzandosi in particolare sul tema dell’incidentalità stradale tra i giovani. E con il contributo di Luca Studer, responsabile del Laboratorio Mobilità e Trasporti del Politecnico di Milano i giovani affrontano poi il tema della guida autonoma e connessa, con i vantaggi e le criticità di questa forma di mobilità. Nel laboratorio non manca l’ironia – con una bella dose di realtà – che arriva dai The Jackal con il video di Linear sulle cose più stupide che si possono fare col telefono.

Nella seconda parte la palla del laboratorio passa a CUBO, che attraverso una lezione interattiva fa immedesimare i ragazzi nel ruolo di utilizzatori della strada (in particolare automobilisti, pedoni, motociclisti) e stimola il confronto con un focus specifico sui concetti di attenzione e distrazione, attraverso sondaggi, una chat sempre aperta e un gioco che i ragazzi affrontano attraverso i loro avatar nella parte finale del laboratorio.

Sono già 80 le classi al quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado che si sono iscritte ai laboratori, con 1.600 studenti. Il resto dei partecipanti al progetto avrà a disposizione fino a inizio febbraio 2021 per iscriversi e svolgere il laboratorio.

Entro il 15 marzo 2021 dovranno poi inviare il loro elaborato per il Manifesto. I 9 finalisti del progetto, avranno la possibilità di visitare gli spazi di CUBO a Bologna e la classe vincitrice tra i 9, votata dalle altre classi partecipanti al progetto, vincerà anche un premio in denaro di 3.000 euro.​​

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