Tra i settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus ci sono soprattutto il Commercio e il Turismo. Ecco le riflessioni e gli spunti di Carlo Chiama, Direttore di Confesercenti Torino, che illustra anche le iniziative concrete già messe in campo dall’associazione.

Il nostro comparto sta attraversando un momento di gravissima difficoltà, la vicenda del coronavirus ha provocato un vero e proprio “tsunami” nei settori del commercio, del turismo e dei servizi operati da micro e piccole imprese, che sono il nostro target di riferimento. In particolare la grande maggioranza delle attività dei nostri settori risentono delle inevitabili misure di contenimento dei movimenti delle persone e buona parte di esse (pubblici esercizi, commercio non alimentare, servizi alla persona, attività turistiche) sono chiusi per legge. Il crollo dei fatturati è stato assolutamente improvviso e va notato che si tratta di attività che hanno scarsa capacità di resistenza, perché le difficoltà di liquidità e i margini ridotti erano già un problema prima della crisi.

Da questo punto di vista la principale problematica che le nostre aziende stanno affrontando è la crisi di liquidità. Gli interventi sul credito predispositi fin ora dal Governo non riescono ancora a coprire l’esigenza di quelle micro e piccole imprese, che già prima della crisi avevano forti difficoltà di accesso al credito bancario, anche solo per la dimensione ridotta degli importi di cui hanno bisogno (spesso inferiori ai 50.000 EUR e perciò di scarso interesse per il sistema bancario). Abbiamo quindi chiesto – come associazioni del commercio e dell’artigianato – alla Regione Piemonte di predisporre qualche misura finalizzata a garantire liquidità a questi soggetti. L’Assessore regionale Tronzano ha condiviso la nostra preoccupazione, ma non è ancora stata definita un’azione concreta.

La Regione dovrebbe muoversi nella direzione di predisporre una misura di contributo a fondo perduto per le imprese che abbiano avuto un significativo calo di fatturato nei mesi di febbraio e marzo, per coprire spese di interessi e di commissione per finanziamenti ottenuti per avere liquidità. Il contributo sarà parametrato alla dimensione del finanziamento ottenuto. Si stanno valutando poi misure di finanza agevolata tramite l’intervento su garanzie, eventualmente anche d’intesa con il sistema dei confidi, andando nella direzione di quanto già avviato in altre regioni, come ad esempio, l’Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda il ruolo dell’associazione in questa fase, oltre a rappresentare sui diversi tavoli le necessità del nostro settore e a dare un aiuto concreto in termini di analisi della normativa (chi può stare aperto, come deve operare, ecc.) e a dare aiuto concreto nell’attivazione delle pratiche urgenti (es. come ottenere gli aiuti Inps, le procedure di ammortizzatore sociale, ecc.), stiamo cercando di dare un supporto sul piano dell’innovazione tecnologica, che sarà ancora più importante dopo la crisi.

Sulla base di progettualità già avviate con la Fondazione Links (soggetto partecipato dalla Compagnia di San Paolo e dal Politecnico di Torino) e con la Fondazione Torino Wireless (soggetto gestore del Polo di innovazione ICT della Regione Piemonte) abbiamo creato un sito internet “La Spesa per la Vita” dove si possono trovare molti dei negozi, almentari e non, e dei pubblici esercizi che fanno le consegne a domicilio in questo periodo (attività consentita per tutte le categorie merceologiche). L’iscrizione nell’elenco, raccolto attraverso i nostri canali e da diverse amministrazioni comunali del territorio, è gratuito per le imprese e aperto a tutte le aziende, associate e non. E’ stata anche predisposta la georeferenziazione delle attività sulla mappa e altre funzioni stanno per essere implementate sul sito. 

Nel prossimo futuro contiamo di accelerare e implementare le attività legate all’innovazione digitale, che diventerà sempre più importante e necessaria anche per le micro e piccole imprese dei nostri settori. Un tema particolarmente rilevante è la mancanza di un’adeguata cultura digitale nei piccoli imprenditori e nelle maestranze impiegate, cosa che renderà necessario un impegno e uno sforzo maggiore nella formazione. Questo tipo di sviluppo del business, per gli esercizi del commercio di vicinato, si presta bene anche ad azioni di tipo sociale e si potrebbero fare dei ragionamenti comuni con associazioni di altri settori, come la cooperazione e l’artigianato (si pensi, a titolo di esempio, a modalità di consegna della spesa a domicilio per soggetti socialmente più fragili, come anziani o famiglie fragili, unita a un’azione alla di controllo e cura).

Sono questioni da affrontare nella situazione contingente, necessarie a dare risposte ai bisogni delle aziende nell’immediato, ma che assumono una valenza di prospettiva su cui sarà importante lavorare anche in un futuro prossimo.

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